Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, mercoledì 21 ottobre 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Islam: Cozzolino (Cii), “scegliere la conoscenza piuttosto che la paura e la diffidenza”. Coreis e Istituto Tevere pronti a collaborare
“Una fede autentica non teme la conoscenza, una cultura viva non teme il confronto, una società democratica non teme la pluralità”. È il messaggio lanciato oggi a Palazzo Borromeo da Massimo Abdallah Cozzolino, della Confederazione islamica italiana e del direttivo della Grande Moschea di Roma, alla presentazione delle “Schede per conoscere l’Islam”. Per le comunità islamiche, ha evidenziato, si tratta di “un gesto semplice ma necessario: scegliere la conoscenza piuttosto che la paura e la diffidenza”, perché “conoscere non significa aderire, ma rispettare la verità dei fatti e la dignità delle persone, sottraendo l’altro alla caricatura e al pregiudizio”. Alfonso Moretta, presidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis), ha richiamato l’esortazione del profeta Muhammad, “secondo cui la ricerca del sapere è un dovere per ogni musulmano e per ogni musulmana”, dicendosi grato per il coinvolgimento delle realtà islamiche e disponibile a “lavorare insieme nella formazione dei docenti di ogni ordine e grado”, anche con presentazioni regionali delle schede. Per Mustafa Cenap Aydin, dell’Istituto Tevere, le schede “ci danno un altro annuncio: la declinazione italiana dell’Islam”. Don Giuliano Savina, della Segreteria generale della Cei, ha ripercorso il cammino comune avviato dopo il Documento di Abu Dhabi: le schede, disponibili anche in inglese, stanno per uscire in arabo.
Islam: le schede di Cei e Pisai presentate all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Mons. Castello, “contribuire a una società migliore”
“Il dialogo interreligioso ed ecumenico viene talvolta considerato una specie di lusso per benpensanti, anziché qualcosa di fondamentale per costruire nel modo migliore la nostra società”. Lo ha detto mons. Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, intervenendo oggi a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, alla presentazione delle “Schede per conoscere l’Islam”, realizzate dalla Conferenza episcopale italiana con il Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (Pisai). Richiamando l’invito di Papa Francesco ad avviare processi più che a occupare spazi, il presule ha chiarito che lo scopo è “dotarci di strumenti di dialogo come uomini di fede, per contribuire a una società migliore di quella in cui viviamo”. Un traguardo che passa dalla formazione: “Attraverso l’insegnamento della religione cattolica, i nostri studenti entrano in contatto con queste realtà non più di seconda mano, ma di prima mano”. Centinaia di insegnanti di religione, ha riferito, “hanno accolto con piacere queste schede e le utilizzano nel dialogo con i loro studenti”. Ad aprire l’incontro l’ambasciatore Francesco Di Nitto, che ha ricordato come lo scorso anno l’Ambasciata avesse ospitato la presentazione delle schede sull’ebraismo: “La conoscenza porta con sé una maggiore comprensione e quindi una società nel complesso più solida e più coesa”.
Leone XIV: “non è necessaria alcuna ulteriore terapia”
“Non è necessaria alcuna ulteriore terapia”. Lo comunicano Luigi Carbone e Stefano Margaritora, in merito al decorso postoperatorio del Papa. “In data odierna – comunica infatti la Sala stampa della Santa Sede – sono stati refertati gli esami istologici definitivi e le indagini di biologia molecolare sul materiale asportato durante l’intervento chirurgico al Santo Padre. Gli esiti hanno confermato che si trattava di un adenocarcinoma polmonare e che la malattia era localizzata. Una successiva valutazione oncologica, ha confermato che non è necessaria alcuna ulteriore terapia”.
Islam: Cozzolino (Cii), “scegliere la conoscenza piuttosto che la paura e la diffidenza”, Coreis e Istituto Tevere pronti a collaborare
“Una fede autentica non teme la conoscenza, una cultura viva non teme il confronto, una società democratica non teme la pluralità”. È il messaggio lanciato oggi a Palazzo Borromeo da Massimo Abdallah Cozzolino, della Confederazione islamica italiana e del direttivo della Grande Moschea di Roma, alla presentazione delle “Schede per conoscere l’Islam”. Per le comunità islamiche, ha evidenziato, si tratta di “un gesto semplice ma necessario: scegliere la conoscenza piuttosto che la paura e la diffidenza”, perché “conoscere non significa aderire, ma rispettare la verità dei fatti e la dignità delle persone, sottraendo l’altro alla caricatura e al pregiudizio”. Alfonso Moretta, presidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis), ha richiamato l’esortazione del profeta Muhammad, “secondo cui la ricerca del sapere è un dovere per ogni musulmano e per ogni musulmana”, dicendosi grato per il coinvolgimento delle realtà islamiche e disponibile a “lavorare insieme nella formazione dei docenti di ogni ordine e grado”, anche con presentazioni regionali delle schede. Per Mustafa Cenap Aydin, dell’Istituto Tevere, le schede “ci danno un altro annuncio: la declinazione italiana dell’Islam”. Don Giuliano Savina, della Segreteria generale della Cei, ha ripercorso il cammino comune avviato dopo il Documento di Abu Dhabi: le schede, disponibili anche in inglese, stanno per uscire in arabo.
Islam: schede scritte da un’équipe paritetica di cristiani e musulmani, Kebour, “l’ignoranza è la radice del male”
“Nessuno si illude di aver presentato il vero Islam, come se fosse possibile racchiudere una religione così vasta in poche formule. Ma è senz’altro vero che l’Islam che emerge da queste schede è un Islam autentico”. A garantirlo, ha sottolineato oggi a Palazzo Borromeo don Valentino Cottini, già preside del Pisai, è anzitutto l’équipe che le ha redatte, “costituita in numero paritetico da cristiani e da musulmani”, tra i quali “è nata non solo la fiducia reciproca, ma una vera amicizia”. Accanto a lui la studiosa Nadjia Kebour, docente al Pisai e all’Urbaniana: “Considero l’ignoranza la radice del male. Vivo in Italia da 22 anni e sento ancora pregiudizi sull’Islam nei telegiornali”. E ancora: “Il terrorismo esiste, l’ho vissuto in Algeria negli anni Novanta e ne porto le ferite, ma questo non significa che l’Islam sia una religione del terrorismo”. Kebour ha curato in particolare le schede sulla spiritualità, l’adorazione e il sufismo: “L’Islam non è soltanto sharia, leggi da applicare, lecito e illecito: è anche mistica, spiritualità, interiorità”. In un videomessaggio Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), ha messo in luce che le schede si ispirano, “almeno nel metodo”, a quelle sull’ebraismo realizzate con l’Ucei, giunte a quota 24: “Avendo come obiettivo la conoscenza dell’altro, hanno come fine ultimo quello di combattere il pregiudizio”.
Islam: don Salman (Pisai), “superare con la conoscenza l’ideologia dello scontro di civiltà”
“L’obiettivo era superare l’ideologia dello scontro di civiltà, che vede l’Islam come nemico del cristianesimo o l’Oriente come nemico dell’Occidente. Possiamo superarla con la conoscenza, con lo studio, con l’approfondimento”. Così don Wasim Salman, preside del Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (Pisai), ha spiegato oggi a Palazzo Borromeo il senso delle “Schede per conoscere l’Islam”, frutto di “un lungo lavoro di anni” accanto alla Cei. Il sacerdote, di origine siriana, ha descritto il metodo dell’istituto, che a dicembre celebrerà il centenario: “Bisogna conoscere l’arabo e leggere l’Islam nelle sue fonti, senza affidarsi ai media o a una letteratura di seconda mano”. Poi un ricordo personale: “Sono cresciuto con compagni musulmani nella stessa classe e non ho mai avuto problemi. Abbiamo mangiato, bevuto, lavorato insieme, ed è quello che dobbiamo vivere anche in Italia”. Il dialogo, ha precisato, è “di vita, di opere, di esperienza spirituale e teologico”, ma richiede l’interlocutore giusto: “Conoscere l’Islam significa anche conoscere il partner adatto. Con un fondamentalista non si riesce a comunicare, perché ritiene di possedere tutta la verità”. Per questo Papa Francesco “ha scelto Al-Azhar, una grande istituzione teologica con una tradizione”, per firmare il Documento sulla fratellanza umana. In chiusura una dichiarazione d’appartenenza: “Anch’io sono italiano. Il futuro dell’Italia è il dialogo”.
Islam: Baradai (Ucoii), “sono musulmano di fede, ma cattolico di cultura”
“Sono musulmano di fede, ma cattolico di cultura”. Con queste parole Yassine Baradai, neoeletto presidente dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia (Ucoii), ha raccontato oggi la propria storia alla presentazione delle “Schede per conoscere l’Islam” a Palazzo Borromeo. “Ho frequentato tutte le scuole in Italia – ha proseguito – e i miei genitori, forse lungimiranti, mi hanno fatto seguire l’ora di religione e mi hanno sempre spinto ad andare all’oratorio. Conosco il dialogo da quando ero bambino, ed è grazie al dialogo che ho conosciuto me stesso”. Le schede, ha rilevato, “cominciano a scardinare qualcosa di difficile da scardinare nel tempo che stiamo vivendo: un Islam visto sempre in un’ottica securitaria, come un problema”. Diverso il quadro dei libri di testo, esclusi quelli di religione: “Si parla dell’Islam della spada, dell’Islam sanguinario, con termini che in un giovane possono creare stereotipi”. Per questo l’Ucoii sta lavorando a un contributo per la loro revisione. Baradai, figlio di genitori marocchini, ha evocato i vicini ebrei della madre sulle montagne dell’Atlante, ai quali di sabato la famiglia lavava i vestiti e cucinava: “Questa visione l’abbiamo persa e dobbiamo recuperarla”. Infine una richiesta di aggiornamento: nella decima scheda l’Ucoii compare ancora con la vecchia denominazione di Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia.
Islam: Mokrani, “consiglio alle famiglie musulmane di mandare i figli all’ora di religione cattolica”
“Consiglio alle famiglie musulmane di mandare i figli all’ora di religione cattolica. È molto utile non solo per conoscere una religione che ha segnato la storia di questo Paese, ma anche per capire meglio la cultura e la storia italiana e creare una memoria condivisa”. È l’invito rivolto oggi dal teologo musulmano Adnane Mokrani, tra gli autori delle “Schede per conoscere l’Islam” di Cei e Pisai, alla presentazione ospitata a Palazzo Borromeo. “Quando un ragazzo musulmano entra in una chiesa – ha aggiunto – saprà interpretare quello che vede: una ricchezza per lui e per il suo compagno di banco, cristiano, di un’altra religione o senza appartenenza religiosa”. Nella scuola, pubblica e cattolica, lo studioso vede “uno spazio di integrazione e di cittadinanza piena e inclusiva”. Quanto al metodo, le schede sono “il frutto del dialogo tra studiosi non musulmani dell’Islam e studiosi musulmani”, nella “complementarità tra la visione interiore e quella scientifica e oggettiva, con grande carità ermeneutica”. La sfida era “essere sintetici senza cadere nella trappola del semplicismo”, restituendo la complessità di un fenomeno mondiale: “Sul piano demografico l’Islam è una religione asiatica per eccellenza”. Per questo i testi non sono un punto d’arrivo, ma “una mappa per i docenti”, corredata da bibliografie. È già partita la formazione degli insegnanti, con una prima tappa a Napoli.
Islam: card. Zuppi, “le schede sono l’esatto contrario dello scontro di civiltà, il futuro è il dialogo”
“Manderei tutti a scuola, perché c’è un’ignoranza notevole”. Lo ha affermato il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, concludendo oggi a Palazzo Borromeo la presentazione delle “Schede per conoscere l’Islam”. Il confronto di questi anni, ha osservato il porporato, “ha portato a una conoscenza corretta e condivisa, e non è poco, perché purtroppo è molto facile parlare degli altri. Parlare insieme è importantissimo”. Per Zuppi le schede rappresentano “l’esatto contrario dello scontro di civiltà”, mentre “certi titoli di giornale sono pericolosi, pericolosi di islamofobia”. “Il futuro è il dialogo – ha ribadito -. E vale anche il contrario: se non parli resti indietro, perché il mondo va avanti”. Conoscere l’altro non mette in discussione le radici del Paese: “Anzi, aiuta a capire ancora di più le radici cristiane dell’Italia e che cosa può tornare a essere il Mediterraneo”. Il cardinale è tornato ai suoi sette anni da insegnante di religione cattolica: “L’unica cosa chiara era che non bisognava fare catechismo”. Ha quindi citato la recente nota della Cei sull’insegnamento della religione cattolica come “laboratorio di cultura e dialogo”. A pochi giorni dai 40 anni dell’incontro di Assisi voluto da Giovanni Paolo II, le schede “ne sono uno dei frutti”. Sul tema della violenza, infine, serve “una condanna univoca, ma anche una proposta educativa”.
Islam: le schede di Cei e Pisai presentate all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, mons. Castello, “contribuire a una società migliore”
“Il dialogo interreligioso ed ecumenico viene talvolta considerato una specie di lusso per benpensanti, anziché qualcosa di fondamentale per costruire nel modo migliore la nostra società”. Lo ha detto mons. Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, intervenendo oggi a Palazzo Borromeo, sede dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, alla presentazione delle “Schede per conoscere l’Islam”, realizzate dalla Conferenza episcopale italiana con il Pontificio Istituto di studi arabi e d’islamistica (Pisai). Richiamando l’invito di Papa Francesco ad avviare processi più che a occupare spazi, il presule ha chiarito che lo scopo è “dotarci di strumenti di dialogo come uomini di fede, per contribuire a una società migliore di quella in cui viviamo”. Un traguardo che passa dalla formazione: “Attraverso l’insegnamento della religione cattolica, i nostri studenti entrano in contatto con queste realtà non più di seconda mano, ma di prima mano”. Centinaia di insegnanti di religione, ha riferito, “hanno accolto con piacere queste schede e le utilizzano nel dialogo con i loro studenti”. Ad aprire l’incontro l’ambasciatore Francesco Di Nitto, che ha ricordato come lo scorso anno l’Ambasciata avesse ospitato la presentazione delle schede sull’ebraismo: “La conoscenza porta con sé una maggiore comprensione e quindi una società nel complesso più solida e più coesa”.
Padre Pio: Pietrelcina, il 23 ottobre presentazione del volume su “Prega e spera, non agitarti”
Sarà presentato a Pietrelcina, venerdì 23 ottobre, alle 18.30, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, santuario diocesano “San Pio da Pietrelcina” il libro “Prega e spera, non agitarti. Il Metodo Padre Pio” di Giancarlo Paga. All’incontro interverranno fra’ Daniele Moffa, parroco-rettore di Pietrelcina, fra’ Carlo Maria Laborde, guardiano del Convento dei Frati minori cappuccini di Pietrelcina, il sindaco Salvatore Mazzone e l’assessore all’Istruzione e alle politiche sociali, Domenico Rossi. A moderare il confronto sarà Marianna Morante, mentre le conclusioni saranno affidate all’autore. Il volume prende spunto dal celebre insegnamento di Padre Pio, “Prega e spera, non agitarti”, per proporre un percorso che mette in dialogo spiritualità, esperienza umana e scienza. Attraverso riflessioni tratte dall’Epistolario del frate pietrelcinese, approfondimenti sui meccanismi psicofisici della sofferenza ed esercizi pratici, l’autore sviluppa quello che definisce il “Metodo Padre Pio”, un approccio orientato a trasformare il dolore e le difficoltà della vita in occasioni di crescita, equilibrio e speranza. L’iniziativa avrà anche una finalità solidale: i proventi derivanti dalla vendita dei libri nel corso della serata saranno interamente devoluti a sostegno delle Scuole Francescane della Custodia di Terra Santa.
Sordocecità: Lega del Filo d’Oro, al via la campagna “Una storia di mani”
Ci sono mani che accolgono, accompagnano e insegnano. Mani che parlano e ascoltano, che aiutano a scoprire, imparare e comunicare. Mani che, giorno dopo giorno, sostengono il percorso delle persone sordocieche verso una maggiore autonomia e nuovi traguardi. È da questi gesti di cura e vicinanza che nasce , la nuova campagna della Fondazione Lega del Filo d’Oro, lanciata in occasione della Giornata europea della sordocecità (22 ottobre) per sostenere l’ampliamento e il rafforzamento della propria rete di servizi, con l’apertura di nuove sedi territoriali nelle regioni in cui la Fondazione non è ancora presente e il potenziamento di quelle già esistenti. Tutti possono contribuire alla nuova campagna solidale attraverso una chiamata da rete fissa o un sms al numero solidale 45514, o inquadrando il Qr code dedicato, per sostenere la Fondazione nel suo impegno a essere sempre più vicina alle persone sordocieche e alle loro famiglie, offrendo loro il supporto di cui hanno bisogno. Da oltre sessant’anni, la Lega del Filo d’Oro porta nelle sedi istituzionali e all’attenzione dell’opinione pubblica la voce delle persone sordocieche e con pluridisabilità psicosensoriale – oltre 1 milione e 400mila in Europa – e delle loro famiglie. Esserci sul territorio significa poter rispondere più da vicino ai bisogni delle persone e delle loro famiglie: oggi l’ente è presente in 13 regioni e, da giugno 2026, ha rafforzato la propria rete con l’avvio della sede di Nuoro, in Sardegna, nata per rispondere alle esigenze di numerose famiglie del Sud Italia che hanno bisogno per i propri figli di un servizio di prossimità personalizzato. “Ogni giorno incontriamo persone e famiglie che ci ricordano quanto sia importante sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati. Per chi vive la sordocecità, poter contare su qualcuno che sappia comprendere i propri bisogni e trovare insieme nuove strade può fare una grande differenza – dichiara Rossano Bartoli, presidente della Fondazione Lega del Filo d’Oro –. È da questa consapevolezza che nasce ‘Una storia di mani’: vogliamo continuare a raccontare il valore della vicinanza e, allo stesso tempo, guardare al futuro con l’obiettivo di essere sempre più presenti accanto alle persone e alle loro famiglie, fino a raggiungere tutte le regioni italiane. Perché nessuno debba sentirsi solo di fronte alle difficoltà e possa trovare il sostegno necessario per costruire, giorno dopo giorno, il proprio percorso di autonomia. Per continuare a farlo, abbiamo bisogno del sostegno di tutti: anche un piccolo gesto può contribuire a essere più vicini a chi ancora aspetta di trovare il supporto di cui ha bisogno”.
Diocesi: Lucca, benemerenza di Leone XIV ad Alva Bertuccelli, 94 anni, da 40 volontaria per il sostentamento del clero
“Il mio lungo servizio è stato un continuo arricchimento personale, grazie al confronto costante con i sacerdoti”. Con queste parole Alva Bertuccelli, 94 anni, ha accolto il riconoscimento di Papa Leone XIV per i suoi quarant’anni di volontariato nell’Istituto diocesano per il sostentamento del clero (Idsc) di Lucca. Nei giorni scorsi, durante un consiglio di amministrazione straordinario convocato per l’occasione, mons. Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, le ha consegnato l’attestato di benemerenza “Pro Ecclesia et Pontifice” e la medaglia giunti dalla Santa Sede. Entrata nell’Istituto nel 1984, a ridosso della riforma introdotta dalla legge 222 del 1985, la consigliera ha messo a disposizione la professionalità contabile maturata in un’azienda commerciale lucchese, prima negli uffici e poi nel consiglio di amministrazione, in un lungo sodalizio umano e professionale con lo storico presidente, il compianto don Mario Tolomei. “Abbiamo sempre avuto ben presente la responsabilità di rappresentare la Chiesa nei confronti della cittadinanza”, ha aggiunto con commozione. L’Istituto, oggi presieduto da don Silvio Righi, si è unito al ringraziamento dell’arcivescovo, lodandone le competenze economiche, fiscali e legali, apprezzate anche dall’Istituto centrale di Roma, e indicandola come esempio di fedeltà e di “missione” vissuta nella totale gratuità.
Parlamento Ue: Premio Caruana Galizia. I vincitori, detenere i migranti fuori dai confini Ue “è contrario ai valori europei”
(Strasburgo) Ritirando il premio intitolato a Daphne Caruana Galizia, giornalista investigativa maltese assassinata nell’ottobre del 2017, Giacomo Zandonini e Maite Vermeulen, giornalisti della piattaforma De Correspondent, hanno raccontato le difficoltà e gli ostacoli in cui sono incorsi durante la loro lunga indagine sul centro per migranti realizzato grazie a un accordo tra governo italiano e albanese. “Riceviamo questo premio nel nome di una grande giornalista”, hanno dichiarato. Per poi affermare che l’Ue “spende molti soldi per evitare che i migranti arrivino in Europa”. A loro avviso, il centro realizzato in Albania, Paese che non fa parte dell’Ue, lascia intravvedere una migrazione “nascosta”, mettendo a rischio i diritti umani dei migranti. Detenere i migranti fuori dai confini Ue “è contrario ai valori europei”.
Migranti: Onu, seguire il denaro per smantellare le reti dei trafficanti
Dai 20 ai 25mila dollari per attraversare irregolarmente le frontiere: è il costo dei servizi offerti dalle reti di traffico di migranti, che alimentano circuiti finanziari complessi tra intermediari, fornitori, funzionari corrotti e riciclatori di denaro. A ricostruire i flussi economici che sostengono queste attività criminali è un rapporto dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc), intitolato “Typology of the financial aspects of smuggling of migrants”. La ricerca evidenzia come i pagamenti, spesso in contanti e talvolta attraverso sistemi informali di trasferimento, carte prepagate, strumenti digitali o canali bancari, finanzino trasporti, alloggi, documenti falsi, tangenti e altre attività logistiche. In alcuni casi, i migranti subiscono estorsioni, violenze e richieste di riscatto durante il viaggio, con ulteriori profitti per le organizzazioni criminali. Per nascondere la provenienza illecita dei guadagni, i trafficanti possono ricorrere a operazioni di riciclaggio attraverso conti, transazioni e intermediari. Secondo l’Unodc, seguire i flussi finanziari è fondamentale per individuare i responsabili, ricostruire le reti criminali e recuperare i proventi illeciti. L’agenzia Onu collabora con diversi Paesi per rafforzare le indagini finanziarie e la cooperazione tra autorità pubbliche, forze di polizia e istituzioni finanziarie. In Pakistan ed Etiopia sono stati sviluppati indicatori di rischio per individuare transazioni sospette; iniziative di cooperazione hanno coinvolto 202 soggetti pubblici e privati in Pakistan, Marocco, Etiopia, Nigeria e Mauritania, nell’ambito di un progetto sostenuto dall’Unione europea.
Donne del Mediterraneo e Medio Oriente: Malta, incontro per “Costruire ponti di pace in un mondo ferito da guerre e migrazioni”
Malta ospiterà dal 23 al 26 ottobre 2026 il IV Incontro con le Donne del Medio Oriente e del Mediterraneo promosso dall’Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche (Umofc/Wucwo) in collaborazione con l’Azione Cattolica maltese (Azzjoni Kattolika Maltija) e con il sostegno delle delegate della Conferenza episcopale maltese. Il tema scelto per questa edizione è “Le donne: un rifugio sicuro per un’umanità in difficoltà”. L’appuntamento si inserisce in un percorso avviato oltre dieci anni fa dall’Umofc per promuovere una cultura della pace tra le donne cattoliche del Medio Oriente e della regione mediterranea. Dopo i precedenti incontri di Amman (2013), Bari (2016) e Rafina, in Grecia (2022), circa 90 partecipanti provenienti da Medio Oriente, Maghreb, Europa, Africa, Asia, Oceania e Americhe si ritroveranno a Malta per confrontarsi sulle sfide poste da conflitti, migrazioni, divisioni sociali e crisi umanitarie. “In un contesto sempre più segnato dalla migrazione e dai conflitti, le donne nella Chiesa sono chiamate più che mai a incarnare una cultura dell’incontro”, spiegano le promotrici dell’iniziativa, che si propone di rafforzare il dialogo, favorire la riconciliazione e sostenere la costruzione di una pace “disarmata e disarmante”. “Come donne impegnate per la pace, siamo chiamate a essere un rifugio sicuro l’una per l’altra, ad ascoltarci a vicenda e a rafforzare i legami di solidarietà tra le culture”, afferma la presidente generale dell’Umofc, Monica Santamarina, sottolineando l’importanza di offrire alle organizzazioni femminili del Medio Oriente spazi di confronto, condivisione di esperienze e costruzione di sinergie. Per Marija Cachia, presidente generale dell’Azione cattolica maltese, la scelta di Malta assume un valore simbolico particolare: “Il nostro Paese è stato storicamente un crocevia strategico per la regione mediterranea”. Richiamando le parole pronunciate da Papa Francesco durante il viaggio apostolico nell’isola nel 2022, Cachia auspica che l’incontro contribuisca a “ridare bellezza al volto dell’uomo, sfigurato dalla guerra” e a rendere concreta l’affermazione del Pontefice secondo cui “la presenza delle donne è la vera alternativa alla logica scellerata del potere, che porta alla guerra”. Il programma prevede panel tematici, una tavola rotonda con esperte, momenti di preghiera e celebrazioni eucaristiche. Seguendo il metodo “Vedere, giudicare, agire”, le partecipanti rifletteranno sul ruolo delle donne nella tutela della dignità umana, nella promozione della riconciliazione e nella costruzione di comunità capaci di accogliere, dialogare e generare pace.
Parlamento Ue: Premio Caruana Galizia. 18 mesi di indagine sul centro italiano per migranti in Albania. “Notevoli ostacoli durante l’inchiesta”
(Strasburgo) I giornalisti Giacomo Zandonini e Maite Vermeulen – insigniti questa sera a Strasburgo del Premio Caruana Galizia – hanno trascorso 18 mesi a indagare sull’accordo in materia di migrazione tra Italia e Albania per conto della piattaforma De Correspondent”. Stando alle indagini, lo scopo dell’accordo era di “intercettare i migranti diretti in Italia e condurli in Albania, Paese al di fuori dell’Ue, dove venivano spediti attraverso una procedura di asilo accelerata e poi rimpatriati nei loro Paesi d’origine”. Il loro articolo, precisa una nota, ripercorre le origini dell’accordo ed esamina il motivo per cui diversi Paesi dell’Ue lo considerano” un “modello innovativo per il futuro della politica migratoria europea”. Per ricostruire il quadro completo, i giornalisti hanno presentato oltre trenta richieste in materia di libertà di informazione in sei Paesi europei, rivolgendosi anche alla Commissione europea, al Consiglio Ue e all’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Ue (Frontex). Hanno seguito piste finanziarie e intervistato il personale dei centri, i migranti detenuti, gli avvocati e diversi parlamentari, rappresentanti del governo e residenti locali in Albania. Gli autori hanno evidenziato i “notevoli ostacoli incontrati nel corso dell’inchiesta”. In particolare, è stato loro negato l’accesso ai centri gestiti dall’Italia in Albania, mentre alcune informazioni di base, tra cui il numero delle persone detenute, sono rimaste riservate. Hanno anche scoperto che “le spese sono state erogate tramite procedure di emergenza, aggirando le normali procedure di appalto pubblico, e che al personale è stato chiesto di firmare accordi di riservatezza”. In collaborazione con Bebe Blanco Agterberg, responsabile del coordinamento fotografico, Sharon Coone, esperta di progettazione dell’informazione, e il fotografo Francesco Bellina, i giornalisti esaminano, nel loro servizio, le “criticità dell’accordo sul piano dei diritti umani e le sue implicazioni per i principi fondamentali dello Stato di diritto in Europa”.
Parlamento Ue: Premio Caruana Galizia all’inchiesta su accordo Italia-Albania e centro di detenzione per migranti
(Strasburgo) Il premio giornalistico “Daphne Caruana Galizia 2026” è stato assegnato oggi a Strasburgo a un’indagine sull’accordo in materia di migrazione tra l’Italia e l’Albania. Il premio riconosce il giornalismo di eccellenza che promuove o difende i principi e i valori fondamentali dell’Unione europea, ed è una iniziativa del Parlamento europeo. L’articolo premiato, a firma dei giornalisti Giacomo Zandonini, italiano, e Maite Vermeulen, olandese, e pubblicato sulla piattaforma giornalistica dei Paesi Bassi De Correspondent, tratta di un accordo che “ha permesso all’Italia di costruire un centro di detenzione e un centro di smistamento per richiedenti asilo in territorio albanese”, precisa una nota. Il premio è stato consegnato durante una cerimonia al Parlamento europeo da un rappresentante di una giuria indipendente, composta da giornalisti provenienti da tutti i Paesi dell’Unione europea. Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, e Pina Picierno, vicepresidente responsabile del premio, hanno partecipato all’evento nella sala stampa “Daphne Caruana Galizia” del Parlamento europeo a Strasburgo. La presidente Metsola ha fra l’altro dichiarato: “A nove anni dal brutale assassinio di Daphne Caruana Galizia, avvenuto perché aveva denunciato casi di corruzione, la nostra determinazione a ottenere giustizia resta forte come non mai. Chi ha voluto ridurla al silenzio ha fallito. Le sue inchieste hanno avuto una risonanza più ampia che mai e il suo coraggio continua a essere fonte di ispirazione. Il Premio Daphne Caruana Galizia rende omaggio a tale coraggio e all’impegno profuso per la verità. Il Parlamento europeo continuerà a sostenere i giornalisti, a difendere la libertà di stampa e a battersi per la giustizia”. Tra il 4 maggio e il 31 luglio 2026 centinaia di giornalisti provenienti dai 27 Paesi Ue hanno presentato le loro storie. Prima di decretare il vincitore, la giuria ha selezionato 10 delle 344 candidature.
Parlamento Ue: Premio Caruana Galizia all’inchiesta su accordo Italia-Albania e centro di detenzione per migranti
(Strasburgo) Il premio giornalistico “Daphne Caruana Galizia 2026” è stato assegnato oggi a Strasburgo a un’indagine sull’accordo in materia di migrazione tra l’Italia e l’Albania. Il premio riconosce il giornalismo di eccellenza che promuove o difende i principi e i valori fondamentali dell’Unione europea, ed è una iniziativa del Parlamento europeo. L’articolo premiato, a firma dei giornalisti Giacomo Zandonini, italiano, e Maite Vermeulen, olandese, e pubblicato sulla piattaforma giornalistica dei Paesi Bassi De Correspondent, tratta di un accordo che “ha permesso all’Italia di costruire un centro di detenzione e un centro di smistamento per richiedenti asilo in territorio albanese”, precisa una nota. Il premio è stato consegnato durante una cerimonia al Parlamento europeo da un rappresentante di una giuria indipendente, composta da giornalisti provenienti da tutti i Paesi dell’Unione europea. Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, e Pina Picierno, vicepresidente responsabile del premio, hanno partecipato all’evento nella sala stampa “Daphne Caruana Galizia” del Parlamento europeo a Strasburgo. La presidente Metsola ha fra l’altro dichiarato: “A nove anni dal brutale assassinio di Daphne Caruana Galizia, avvenuto perché aveva denunciato casi di corruzione, la nostra determinazione a ottenere giustizia resta forte come non mai. Chi ha voluto ridurla al silenzio ha fallito. Le sue inchieste hanno avuto una risonanza più ampia che mai e il suo coraggio continua a essere fonte di ispirazione. Il Premio Daphne Caruana Galizia rende omaggio a tale coraggio e all’impegno profuso per la verità. Il Parlamento europeo continuerà a sostenere i giornalisti, a difendere la libertà di stampa e a battersi per la giustizia”. Tra il 4 maggio e il 31 luglio 2026 centinaia di giornalisti provenienti dai 27 Paesi Ue hanno presentato le loro storie. Prima di decretare il vincitore, la giuria ha selezionato 10 delle 344 candidature.
Sanità: Uneba, da domani a Brescia “Cura e innovazione”. Vertici del settore sociosanitario in dialogo e omaggio a Paolo VI
Sarà dedicato a “Cura e innovazione – Gli insegnamenti della Dottrina sociale della Chiesa nel settore sociosanitario, tra umanità e intelligenza artificiale” il convegno nazionale di Uneba che prenderà il via domani pomeriggio al Centro Paolo VI di Brescia. Gli enti non profit che si dedicano ai più fragili si ritroveranno nel segno del Papa bresciano Paolo VI; nel nostro Paese sono oltre 1.100 gli enti dediti ad anziani non autosufficienti, persone con disabilità, minori senza sostegno familiare e altre fragilità, quasi tutti non profit di radici cristiane. Da arcivescovo di Milano, Giovan Battista Montini – viene ricordato in un comunicato – fu fautore dello sviluppo di Uneba, nata a Milano nel 1950, continuando a sostenerla da Papa: a Brescia Uneba conclude le celebrazioni e le riflessioni sui suoi primi 75 anni di storia, e presenterà una piccola pubblicazione con tutti gli interventi di Montini rivolti a Uneba. I lavori prenderanno il via domani alle 14.30 con i saluti dell’assessore ai servizi alla persona del Comune di Brescia, Marco Fenaroli, l’assessore all’ambiente di Regione Lombardia, Giorgio Maione, padre Virginio Bebber, presidente Aris, Margherita Peroni, vicepresidente nazionale del Movimento cristiani lavoratori, Luca Iemmi, presidente della Fism, padre Francesco Ciccimarra, presidente di Agidae. Per Uneba, a fare gli onori di casa saranno il presidente nazionale, Franco Massi, il presidente di Uneba Lombardia, Luca Degani, e il presidente di Uneba Brescia, Angelo Gipponi. La relazione di apertura sul tema “Cura e innovazione” sarà affidata a mons. Angelo Gelmini, vicario generale della diocesi. Seguiranno due sessioni di lavoro, con relazioni e dibattito: alla prima su “Intelligenza artificiale e nuove tecnologie nei servizi alla persona. Oltre la sfida tecnologica, verso una transizione etica” interverranno Andrea Blandi, Simona Cacace, don Roberto Rota, Alice Stendardo e Mattia Mauro moderati da Lisa Cesco; alla seconda su “Evoluzione dei servizi sociosanitari per la popolazione anziana e fragile” parteciperanno Carlo Nicora, Fabrizio Lazzarini, Virginio Marchesi, Cinzia Pierobon, Elena Danesi e Ivan Scaratti moderati da Anna Della Moretta. Venerdì, alle 11, su “L’eredità di Paolo VI: etica e innovazione – Umanesimo, fede, modernità” relazionerà don Angelo Maffeis, presidente dell’Istituto Paolo VI. Nel pomeriggio di venerdì i convegnisti, presidenti e direttori di enti di tutta Italia, visiteranno il Museo Paolo VI di Concesio, paese natale di Papa Montini.
Netherlands: monasteries and religious communities, initiatives to “open their doors”
The monastic world and the religious communities of the Netherlands are developing initiatives to open their doors, to engage young people, to find new ways to evangelisation. This is told in the latest Bewogenheid, the newsletter of the Dutch Religious Conference (KNR), which lists the spiritual and cultural events planned in the monastic and religious communities of the country for the next few months. One of the most outstanding events is the will to make religious life known through “Doors Open” days: the orders of Broeders van Huijbergen and Fraters van Tilburg have actually planned to hold vocational guidance days in November, targeted to people who wish to experience community life imbued with the Franciscan message. Many are the events that revolve around art and meditation, in the runup to autumn and winter: from celebrations for the 800th anniversary of the death of St Francis of Assisi with dedicated exhibitions (such as the one at Museum W in Weert) to the offering of an Ignatian-style retreat, “find yourself and God”, in a journey that “combines meditations on a biblical text with the experience of watching a film to find God in a new way and find relief in silence again”. The film selection is not mentioned, but all films are guaranteed to have been accurately and expertly chosen. The autumn programme includes more ordinary retreats and “prayer clinics”, as well as Benedictine-inspired silent walks.
Intelligenza artificiale: Domus Communis e Harambee Africa, domani a Roma la presentazione della Magnifica Humanitas Initiative
Giovedì 22 ottobre, a partire dalle 14.30, Domus Communis Foundation, in collaborazione con Harambee Africa International Foundation, presenterà la Magnifica Humanitas Initiative durante una sessione strategica ospitata a Palazzo Valentini a Roma. L’incontro riunirà rappresentanti di istituzioni, corpo diplomatico, comunità religiose, mondo accademico e industria. Tra gli interventi, quelli di mons. Renzo Pegoraro, presidente della Pontificia Accademia per la vita, sull’etica dell’intelligenza artificiale e la responsabilità istituzionale; di Robert J. Leaf, cofondatore di Keep AI Safe, sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale, la protezione dei minori e la cooperazione internazionale e interreligiosa; di Jovan Kurbalija, Executive Director di DiploFoundation, sulla diplomazia digitale. Dopo l’anteprima del Global Ambassadors Programme al Borgo Laudato Si’, l’incontro segnerà la presentazione ufficiale dell’iniziativa e l’avvio di altri due programmi: il Magnifica Humanitas AI Ethics Lab, per tradurre principi di governance in criteri operativi verificabili in modo indipendente, e il Magnifica Humanitas Ethical and Responsible AI Incubator, che offrirà a fondatori d’impresa e ricercatori competenze, risorse tecniche e sostegno filantropico e di investimento. L’iniziativa punta a 25 protocolli d’intesa nel 2026, cinque progetti pilota sulla governance dell’intelligenza artificiale e almeno 30 progetti nell’Incubatore nel 2027, con l’obiettivo di coinvolgere 2.000 ambasciatori in almeno 125 Paesi entro luglio 2028.
Cultura: Civiltà Cattolica, da domani il nuovo numero di “Accenti” sulla poesia
“E allora, sai che ti dico io? Che proprio dove non c’è nulla – nemmeno il dove – c’è Dio”. È questo il titolo del nuovo numero di “Accenti” di Civiltà Cattolica – disponibile da domani – che raccoglie gli articoli scritti in quasi un quarto di secolo di attività dalla rivista dei Gesuiti, in cui si spazia tra grandi autori italiani e internazionali: Giorgio Caproni, Charles Baudelaire, Bartolo Cattafi, Antonia Pozzi, Alda Merini, Mario Luzi, Elizabeth Bishop, Sylvia Plath, Nikos Kazantzakis, Cristina Campo, Marie Noël, Raissa Maritain, David M. Turoldo, Walt Whitman, Gerald M. Hopkins, T.S. Eliot, Emily Dickinson, Mary Oliver, E.L. Masters. E poi la poesia cinese, l’Inferno e il Paradiso nella letteratura. Attraverso p. Ferdinando Castelli e p. Antonio Spadaro e una presentazione firmata da p. Diego Mattei nasce questa nuova iniziativa editoriale sulla poesia che rappresenta – spiega alla Civiltà Cattolica – “un varco e un polmone, talvolta lo spazio di una ferita”. La poesia, infatti, costituisce “lo spazio all’interno del quale il dolore, la pena, la fatica e il dubbio possono trovare parole di dicibilità e quindi di attraversabilità. E questo spazio di ombre e di sfumature, di silenzi e di slanci può trovare anche la via della fede”.
Società: Palermo, domani il convegno “La dignità delle persone sovraindebitate. Le Fondazioni antiusura strumento di speranza per un nuovo futuro”
Giovedì 22 ottobre, a partire dalle 9.30, l’aula magna della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia a Palermo ospiterà il convegno dal titolo “La dignità delle persone sovraindebitate. Le Fondazioni antiusura strumento di speranza per un nuovo futuro”. L’evento, promosso dalla Fondazione Santi Mamiliano e Rosalia in collaborazione con la Consulta nazionale antiusura “San Giovanni Paolo II”, l’arcidiocesi di Palermo, il Centro siciliano Sturzo e con il patrocinio della Città di Palermo, intende accendere i riflettori su un tema di grande attualità sociale ed economica: il contrasto all’usura, la gestione del sovraindebitamento e la tutela della dignità umana. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali affidati a Francesco Furnari, presidente della Fondazione Ss. Mamiliano e Rosalia, Luciano Gualzetti, presidente della Consulta nazionale antiusura, mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, Massimo Mariani, prefetto di Palermo, Roberto Lagalla, sindaco di Palermo, Massimo Midiri, rettore dell’Università di Palermo, Milena Caldarella, direttrice della sede di Palermo della Banca d’Italia, Concetto Mannisi, presidente dell’Ordine dei giornalisti di Sicilia. A seguire, la sessione di approfondimento entrerà nel vivo con gli interventi di rilievo di Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo, che interverrà sul tema “Usura: denunce, criticità e prospettive”, e Gioacchino Lavanco, ordinario di Psicologia di Comunità dell’Università di Palermo, che approfondirà “Il pregiudizio e l’emarginazione del sovraindebitamento e dell’usurato”. Nella seconda parte della mattinata, dedicata agli “Strumenti per la speranza”, il programma proseguirà con gli interventi di Silvio D’Amico, dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze, sulla legge 108/96 e le recenti modifiche; Gianfranco Pignataro, presidente della sezione civile fallimentare del Tribunale di Palermo, e Salvatore Alessandro, presidente dell’Occ “I diritti del debitore”, sul Codice di composizione delle crisi. Alle seguire si terrà la celebrazione del trentennale della Consulta nazionale antiusura con la presentazione del volume “La Speranza”, alla presenza di Luciano Gualzetti e della giornalista e autrice Michela Di Trani. Le conclusioni dei lavori, previste per le 12.45, saranno affidate a Maria Grazia Nicolò, prefetto e commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura. L’incontro sarà moderato da Vincenzo Morgante, direttore di Tv2000 e Radio InBlu.
San Francesco: Padova, stasera alla Basilica del Santo la cantata “Se io ti bacio se tu mi baci cielo. Voci e orchestra delle creature”
Si inserisce nel percorso di celebrazioni dedicate all’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi (1226-2026) la Cantata per san Francesco “Se io ti bacio se tu mi baci cielo. Voci e orchestra delle creature”, nuova opera poetica e musicale su testo di Davide Rondoni e musica del maestro Roberto Fabbriciani, che sarà proposta in Basilica del Santo a Padova oggi, mercoledì 21 ottobre, alle 21. Il concerto rappresenta la replica padovana di un’opera commissionata appositamente per il centenario francescano dai Frati minori conventuali del Convento di Treviso, guidati da padre Oliviero Svanera, già rettore del Santo. Sul presbiterio della basilica antoniana si esibiranno l’Orchestra sinfonica del Veneto diretta da Stefano Romani, l’Ensemble Vocale Continuum diretto dal maestro Luigi Azzolini e il tenore Cristian Ricci, con Roberto Fabbriciani, compositore della partitura musicale, come flauto solista, e Peter Hrdy, violino solista e direttore della Cappella musicale di Assisi. Sarà presente anche il poeta Davide Rondoni, autore del libretto. L’opera immagina un dialogo ideale tra l’uomo contemporaneo e san Francesco. Attraverso un percorso che ripercorre alcuni dei momenti più significativi della vita del santo di Assisi, la Cantata invita a riscoprire la dimensione sacra dell’esistenza e il valore universale del suo messaggio di amore che abbraccia e accoglie l’umanità superando ogni confine, grazie a Francesco. La struttura musicale alterna voce narrante, arie per tenore e interventi corali. Per fra Oliviero Svanera, rettore di San Francesco a Treviso, che ha pensato e coordinato la genesi dell’opera, la Cantata è nata dal desiderio di far avvicinare il pubblico a un’esperienza evangelica, attraverso un linguaggio trasversale e comprensibile a tutti, come quello della musica e della poesia, che potesse parlare al cuore, provocare ed emozionare. “Se vogliamo metterci in dialogo con s. Francesco è proprio l’amore a permetterci di andare al cuore della sua esperienza. Il ‘piccolo Testamento’ opera una sintesi stupenda dei tre valori (o, meglio, amori) per lui centrali: amare la fraternità, la povertà e la Chiesa – commenta Svanera –. Non si tratta, però, solo di un sentimento d’amore appassionato. Il suo è un sentimento d’amore nuovo, alla cui radice sono stati decisivi l’incontro con il volto del lebbroso e con il volto di Cristo”. Il poeta Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni dell’8° centenario francescano, con la Cantata ridà voce allo spirito di san Francesco e al suo desiderio che ogni creatura viva nell’attesa di una salvezza che è destinata a tutto il Creato: “San Francesco è un santo imitabile; possiamo scoprire il suo amore povero, che è radice del canto”.
Lavoro: 121 persone qualificate da Tunisia e Marocco arrivate in Italia con un programma di mobilità regolare
Sono 121 i lavoratori qualificati provenienti da Tunisia e Marocco arrivati in Italia attraverso un programma di mobilità lavorativa promosso nell’ambito dei partenariati per i talenti dell’Unione europea e sostenuto dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). L’iniziativa risponde alla carenza di personale qualificato in diversi settori produttivi. Tra gli ultimi arrivi, 35 tecnici marocchini specializzati in meccatronica, giunti la scorsa settimana a Milano e Venezia. Complessivamente, 47 lavoratori marocchini sono impiegati in 14 aziende tra Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, mentre 74 tunisini sono stati assunti da 11 imprese edili in diverse Regioni italiane. Il programma “Thamm Plus”, cofinanziato dall’Ue e dal ministero dell’Interno italiano e attuato dall’Oim, punta a favorire percorsi di migrazione regolare, formazione professionale e inserimento lavorativo, con l’obiettivo di offrire opportunità occupazionali a 2.000 tunisini nel settore delle costruzioni e a 500 marocchini nella meccatronica. Secondo le stime di Unioncamere, entro il 2029 le imprese italiane avranno bisogno di 3,3-3,7 milioni di lavoratori, circa 617mila dei quali provenienti dall’estero. “Questi arrivi dimostrano cosa sia possibile quando la mobilità lavorativa è pianificata, basata sulle competenze e fondata su una reale cooperazione tra Paesi di origine e destinazione”, afferma Salvatore Sortino, direttore dell’Ufficio di coordinamento dell’Oim per il Mediterraneo. Il progetto accompagna i lavoratori dalla formazione nel Paese d’origine all’inserimento nelle imprese italiane, promuovendo reclutamento etico e percorsi di ingresso regolari.
Papa in Spagna: pubblicato il rapporto socioeconomico sulla visita di Leone XIV. Generato nel Paese un impatto di 140 milioni di euro
La Conferenza episcopale spagnola ha pubblicato nella propria pagina web il rapporto socioeconomico della visita effettuata da Papa Leone XIV dal 6 al 12 giugno scorsi. Dal documento emerge chiaramente come il viaggio apostolico – che ha toccato Madrid, Barcellona, Gran Canaria e Tenerife – si è rivelato anche “un motore di rilancio economico di prim’ordine”. Secondo lo studio elaborato dalla società di consulenza EY, il viaggio in Spagna del Santo Padre ha avuto “un impatto complessivo di 139,48 milioni di euro sul valore aggiunto lordo nazionale”. Nell’arco dei sei giorni della visita sono stati celebrati 21 eventi ufficiali, con oltre 2.500 chilometri percorsi da Papa Leone XIV e 2,31 milioni di partecipanti agli atti pubblici ed alle cerimonie religiose”. Dal punto di vista occupazionale, la visita ha consentito di “creare 3.080 posti di lavoro a tempo pieno e di generare una massa salariale pari a 56,29 milioni di euro”. La spesa totale degli enti organizzatori è stata di 29,3 milioni di euro: arcidiocesi di Madrid (55,6%); arcidiocesi di Barcellona (15,7%); diocesi delle Canarie (8,9%); diocesi di Tenerife (9,0%) e Conferenza episcopale spagnola (10,8%). Tali spese sono state destinate principalmente alla produzione audiovisiva, locazione ed allestimento degli spazi, servizi professionali e di sicurezza, noleggio di macchinari, pubblicità, trasporti e telecomunicazioni. Al di là delle grandi cifre relative all’impatto macroeconomico, il documento attesta come gli organizzatori abbiano raggiunto l’obiettivo iniziale di non generare né deficit né indebitamento, grazie alle entrate provenienti dalle aziende ed enti privati (44,7% del totale), altri enti ecclesiastici (31,0%), amministrazioni pubbliche (20,0%) e da raccolte fondi e donazioni (4,3%).
Carovita e proteste in Calabria: mons. Alberti (Oppido M.-Palmi), “il lavoro non è una semplice variabile economica, riguarda la dignità della persona”
Le proteste degli autotrasportatori, che in queste settimane hanno interessato la Calabria e anche la Piana di Gioia Tauro, “non sono uno sfogo isolato. Raccontano la fatica di un settore da cui dipende buona parte dell’economia del nostro territorio e non solo, che vive di agricoltura e ospita uno dei principali porti del Mediterraneo”. Lo dice al Sir il vescovo di Oppido Mamertina-Palmi e delegato per la Pastorale sociale e del lavori della Conferenza episcopale calabra, mons. Giuseppe Alberti. “Quando il prezzo del carburante rende antieconomico un viaggio – aggiunge – non si ferma soltanto un camion: si fermano le aziende agricole che devono raggiungere i mercati, le piccole imprese a conduzione familiare, e si incrina la serenità di tante famiglie”. Per il presule le “ricadute sociali e occupazionali sono concrete e rischiano di colpire i più fragili. In una terra che già conosce la disoccupazione e la partenza dei giovani, ogni attività che chiude è una ferita per l’intera comunità. C’è poi il rischio che l’esasperazione si traduca in tensioni e divisioni. Per questo, in sintonia con i Vescovi della Calabria, ribadisco che il lavoro non è una semplice variabile economica: riguarda la dignità della persona e la possibilità di costruire un futuro”. Alle istituzioni mons. Alberti chiede “risposte rapide, capaci di raggiungere davvero chi sta sostenendo il peso maggiore, ma anche la lungimiranza di guardare oltre l’emergenza, con politiche che restituiscano prospettiva al territorio. I corpi intermedi (associazioni di categoria, sindacati, cooperative) hanno un compito prezioso: tenere aperto il dialogo e trasformare la protesta in proposta”. “La nostra Chiesa diocesana, attraverso l’Ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro – conclude – ha offerto disponibilità all’ascolto e all’accompagnamento. Non spetta a noi indicare soluzioni tecniche, ma possiamo favorire luoghi di incontro nei quali istituzioni, lavoratori e imprese cerchino insieme strade percorribili. Nessuno deve sentirsi solo davanti alla paura di perdere il proprio lavoro o di non avere più le condizioni di possibilità per poterlo portare avanti con dignità”.
Usa: vescovi, “nell’era dell’intelligenza artificiale la dignità umana resta al centro della difesa della libertà religiosa”
“Nel mondo milioni di persone continuano a subire violazioni del diritto umano fondamentale alla libertà religiosa, e strumenti tecnologici in rapido sviluppo, come l’intelligenza artificiale, rischiano di ampliare questi abusi, estendendo la sorveglianza e la persecuzione dei gruppi religiosi”. Lo affermano mons. Alexander K. Sample e mons. A. Elias Zaidan, presidenti rispettivamente della Commissione per la libertà religiosa e della Commissione per la giustizia e la pace internazionale della Conferenza episcopale statunitense (Usccb), in vista della Giornata per la libertà religiosa internazionale, che gli Stati Uniti celebrano il 27 ottobre in ricordo della firma dell’International Religious Freedom Act del 1998. “Papa Leone XIV, nell’enciclica ‘Magnifica humanitas’, ci ricorda che il diritto alla libertà religiosa è radicato nella dignità umana, che offre ‘criteri decisivi’ per la tutela delle persone e delle società”, scrivono i due presuli: “Come fratelli vescovi, affermiamo che nell’era dell’intelligenza artificiale la dignità umana resta al centro della difesa della libertà religiosa”. In questa stagione di trasformazioni, “tutta la società, compreso il settore privato, è chiamata a collaborare perché questi strumenti non vengano usati per alimentare forme nuove e più gravi di discriminazione religiosa”. Come cattolici, proseguono, “lo Spirito di verità, che abita nel cuore dell’uomo, ci spinge a costruire una cultura digitale che rispetti l’innata ricerca umana di verità e di libertà”.
Portogallo: pastorale sociale, incontro nazionale. Al centro cura dei vulnerabili e lotta alla povertà
È iniziato oggi e prosegue fino a venerdì 23 ottobre l’incontro organizzato dal segretariato nazionale della pastorale sociale della Conferenza episcopale portoghese. L’evento si svolge a Fatima – presso lo Steyler Hotel – attorno al tema centrale della “cura dei più vulnerabili e lotta alla povertà”. Il contesto attuale ci sfida ad “affrontare di petto realtà complesse quali la crisi abitativa, l’esclusione sociale, la salute e l’integrazione di migranti e rifugiati”, sottolineano in una nota gli organizzatori. Ispirato dall’enciclica “Dilexit te” in cui si sottolinea che “i poveri non sono una categoria sociologica, ma la carne stessa di Cristo”, l’incontro nazionale intende offrire ai partecipanti “uno spazio privilegiato di condivisione, dibattito e definizione dei percorsi futuri per l’azione ecclesiale e sociale” nel Paese lusitano. Consultando il programma dei lavori, è prevista la partecipazione di esperti nazionali e internazionali in tema pastorale sociale. Tra i temi che verranno approfonditi nella tre giorni di Fatima vi sono il “dramma” dell’abitazione (Paulo Rodrigues), la povertà ed esclusione sociale in Portogallo (Nuno Alves), i poveri e l’assistenza a lungo termine (Abel Paiva), la cooperazione nel settore sanitario (Isolina Riaño, Lincoln Justo da Silva e Carla Paiva) e migranti, rifugiati e la costruzione della pace, con il contributo di mons. Pedro Fernandes (vescovo di Portalegre-Castelo Branco e presidente della commissione episcopale per la mobilità umana).
Sudan: Save the Children, almeno 18 bambini uccisi in un’ondata di attacchi aerei e con droni
Ci sono almeno 18 bambini tra le centinaia di persone che, secondo quanto riferito, sono state uccise in un’ondata di attacchi con droni e incursioni aeree in tutto il Sudan nell’ultima settimana. Lo rende noto Save the Children, citando le Nazioni Unite: almeno 10 minori sarebbero rimasti uccisi in attacchi condotti con droni durante lo scorso fine settimana, mentre altri tre hanno perso la vita lunedì nella capitale, Khartoum. Giovedì, nel Kordofan settentrionale, cinque bambini della stessa famiglia sono stati uccisi in un attacco aereo, la madre è sopravvissuta, riportando delle ferite. “La recente ondata di attacchi con droni in tutto il Sudan desta profonda preoccupazione per i bambini e le famiglie che stanno già vivendo una delle crisi umanitarie più gravi al mondo. Oltre alla tragica perdita di vite umane, questi attacchi rischiano di compromettere ulteriormente il funzionamento di ospedali, scuole e altri servizi essenziali, mettendo ulteriormente in pericolo minori e famiglie che lottano già per sopravvivere alle conseguenze della guerra. I droni stanno cambiando la realtà di questo conflitto per i minori, perché attacchi aerei e droni raggiungono sempre più spesso comunità lontane dalle linee del fronte, colpendo quasi senza preavviso, la popolazione non può più sentirsi al sicuro, nemmeno nelle aree precedentemente considerate meno esposte al conflitto. Con il ritorno a scuola, questa crescente minaccia non fa che accrescere la paura e il senso di insicurezza. Ogni bambino dovrebbe poter andare a scuola e tornare a casa sano e salvo”, dichiara Claire Henery, direttrice di Save the Children in Sudan, chiedendo alle parti in conflitto di “rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario, proteggere i civili e porre fine agli attacchi che mettono a rischio la vita e il futuro dei più piccoli”.
Romania: sinodo della Chiesa greco-cattolica. Approvato lo statuto dell’assemblea arcieparchiale che inizierà nel 2027
I vescovi della Chiesa greco-cattolica romena si sono riuniti ieri e oggi in sinodo a Blaj e ai lavori ha preso parte anche il nunzio apostolico in Romania, mons. Giampiero Gloder. Sull’agenda sinodale ci sono state questioni pastorali, canoniche e amministrative, informa un comunicato del sinodo. Durante i lavori, i vescovi hanno approvato la revisione del messale e la preparazione dell’edizione dell’Evangeliario. È stata ricordata anche la recente unione in persona episcopi dell’eparchia di Cluj-Gherla e dell’arcieparchia di Alba Iulia e Fagaras, descritta come una “soluzione temporanea” nel comunicato. Al centro dei lavori è stata però l’assemblea dell’arcieparchia, che l’arcivescovo maggiore Claudiu Pop aveva annunciato già nel giugno scorso, allo scopo di un “necessario rinnovamento pastorale, disciplinare e missionario”. Ora, i vescovi romeni hanno approvato lo statuto dell’assemblea arcieparchiale, che inizierà nella primavera del 2027. Mons. Pop ha nominato vicepresidente dell’assemblea mons. Virgil Bercea, vescovo di Oradea, e segretario mons. Cristian Crisan, vescovo ausiliare di Blaj. Nella messa celebrata il 20 ottobre nella cattedrale di Blaj, il nunzio apostolico ha trasmesso il saluto e la benedizione di Papa Leone XIV, e ha incoraggiato i greco-cattolici romeni “a perseverare nella fede, in comunione con i vescovi, nonostante le difficoltà, le incomprensioni e le prove di ogni giorno”. La prossima sessione sinodale si terrà a Blaj, tra 6 e 8 giugno 2027.
Proteste autotrasportatori e agricoltori: mons. Fanelli (Melfi), “comunità ecclesiale sia vicina a chi è in difficoltà”. Appello a Governo e Regione per contrastare il caro-carburanti
“Con i miei confratelli vescovi faccio mio l’appello rivolto al Governo e alla Regione perché, ciascuno secondo le proprie competenze, affrontino il peso dei costi del carburante e ne valutino le ricadute sull’agricoltura e sui trasporti, tenendo presente ciò che è davvero in gioco per i territori lucani: ‘La continuità e la salvaguardia del lavoro, insieme alla loro più autentica vitalità’. Le strade bloccate e le code sono soltanto la parte visibile di una fatica più profonda, che chiede di essere ascoltata prima ancora che gestita”. Lo ha scritto il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, mons. Ciro Fanelli, nella “Lettera ai figli di questa Chiesa che soffrono”. “A Melfi abbiamo da poco aperto il Sinodo diocesano e la prossima settimana inaugureremo il campanile monumentale. Ringrazio il Signore per questi doni e, insieme, sento che non possiamo viverli senza pensare a chi è in difficoltà”, ha sottolineato il presule spiegando che “quest’anno, per molti agricoltori e lavoratori del Vulture, il frutto del lavoro non basta più a coprire i costi. Sono persone che chiedono semplicemente di poter vivere di ciò che fanno”. “Non spetta a me stabilire il prezzo del gasolio, né indicare soluzioni tecniche che appartengono ad altri. Ma posso, e devo, ascoltarvi, condividere le vostre preoccupazioni e cercare con voi vie di speranza, alla luce della dottrina sociale della Chiesa”, ha proseguito mons. Fanelli, chiedendo “a tutta la comunità ecclesiale, ai sacerdoti e ai diaconi, alle religiose e ai religiosi, ai consigli pastorali, alle Caritas parrocchiali, alle associazioni e ai movimenti, di essere vicina, con discrezione e concretezza, agli agricoltori, agli autotrasportatori e alle famiglie in difficoltà. Le nostre parrocchie siano luoghi in cui la fatica si può dire senza vergogna e trovare ascolto”. Per domenica 25 ottobre il vescovo ha invitato le singole comunità a “pregare in tutte le messe per il mondo del lavoro e per la nostra terra, perché a ciascuno siano garantiti un lavoro dignitoso e la possibilità di costruire qui il proprio futuro”.
Denatalità: Borzì (Forum Lazio), “i dati Istat regionali sono preoccupanti. Sostenere le famiglie con politiche strutturali per invertire tendenza negativa”
“I dati Istat relativi alla natalità nella Regione Lazio sono davvero preoccupanti, con una media di 1,06 figli per donna e un’età media delle madri che in 30 anni si è alzata di quasi 2 anni, arrivando a 33,2”. È quanto dichiara Lidia Borzì, presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio. “Si tratta di una fotografia – continua Borzì – che ci lascia amareggiati, ma che purtroppo non ci sorprende, perché sappiamo da ormai troppo tempo che il trend è negativo”. “Per invertire questa tendenza – aggiunge la presidente del Forum laziale – la soluzione non può essere quella di far sentire le persone in obbligo di fare figli, ma bisogna lavorare affinché si creino le condizioni per renderlo possibile. Attualmente non è così, e anzi tra stipendi bassi e fermi, prezzi alle stelle e costi delle case proibitivi la denatalità diventa sempre più una vera e propria emergenza sociale”. “Servono allora con urgenza interventi – conclude Borzì – che non siano meri tappabuchi, ma che contengano una visione di futuro, che permettano di ripensare agli equilibri e ai modi con cui una coppia può crescere dei figli, altrimenti la denatalità porterà a conseguenze molto gravi, anche sul fronte del sostegno al sistema di previdenza e al welfare di tutto il Paese”.
Riscaldamento globale: Onu, superare 1,5 gradi sarà inevitabile, ma si può invertire la rotta
Il mondo è destinato a superare la soglia di 1,5 gradi centigradi di riscaldamento globale rispetto ai livelli preindustriali, ma tagli rapidi e profondi delle emissioni possono limitare il superamento e consentire di tornare sotto il limite entro la fine del secolo. È quanto emerge dal rapporto “Emissions Gap Report 2026: The Point of Return”, pubblicato oggi dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (Unep). Per contenere il riscaldamento massimo a 1,7-1,8 gradi intorno alla metà del secolo, le emissioni dovrebbero diminuire del 18% entro il 2030, del 45% entro il 2035 e del 69% entro il 2040, rispetto ai livelli del 2025. “Il superamento non significa arrendersi”, afferma il segretario generale dell’Onu, António Guterres, invitando a ridurre al minimo durata e intensità dell’aumento delle temperature. Secondo il rapporto, se le politiche attuali resteranno invariate, il riscaldamento potrebbe raggiungere 2,8 gradi entro il 2100; anche l’attuazione integrale degli impegni climatici nazionali limiterebbe l’aumento a circa 2,6 gradi. L’Unep chiede di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica, abbandonare progressivamente i combustibili fossili, ridurre le emissioni diverse dalla CO2 e fermare la deforestazione. Ogni ulteriore frazione di grado, avverte la direttrice esecutiva dell’Unep, Inger Andersen, accresce i rischi legati a eventi estremi, ondate di calore, alluvioni e incendi.
Carovita e proteste in Calabria: Coldiretti scrive ai prefetti, “ogni giorno ci costa prodotti, redditi e mercati”
Interventi “immediati” e “coordinati” per garantire la circolazione dei prodotti agricoli e agroalimentari. È quanto chiede la Coldiretti Calabria con una lettera ai prefetti delle cinque province chiedendo un coordinamento “urgente” tra le cinque Prefetture e “transiti prioritari” per i prodotti deperibili. “Non è più soltanto un problema di consegne rallentate”, evidenzia Coldiretti: il protrarsi del blocco dell’autotrasporto “sta mettendo a rischio la commercializzazione delle produzioni agricole calabresi e potrebbe determinare la perdita di clienti e rapporti commerciali consolidati. La Federazione regionale assicura alle Prefetture piena collaborazione attraverso le proprie strutture territoriali, mettendosi a disposizione anche per fornire indicazioni sui carichi urgenti, sulle destinazioni commerciali e sulle situazioni maggiormente critiche”. Numerose le imprese che rischiano di “non rispettare gli impegni assunti con gli acquirenti, con conseguente deterioramento delle produzioni, perdita delle vendite e danni economici rilevanti”, si legge nella nota che sottolinea una “particolare attenzione” all’approvvigionamento degli allevamenti, a partire da mangimi e alimenti, la cui mancata consegna può produrre conseguenze sul benessere animale e sulla continuità delle aziende zootecniche” e il “rischio di un danno destinato a durare anche dopo la fine delle proteste”. Secondo le “segnalazioni” richiamate da Coldiretti Calabria, alcuni operatori commerciali del Nord Italia, “non riuscendo a ricevere regolarmente le produzioni calabresi, starebbero già sostituendo le forniture con prodotti provenienti dall’estero, in particolare dalla Spagna. Ciò potrebbe tradursi nel mancato rinnovo dei contratti, nella perdita di clienti e nell’erosione delle quote di mercato delle produzioni calabresi”. “Il rischio è che quando i camion torneranno a viaggiare sia troppo tardi per riconquistare i mercati perduti. Un prodotto deperibile non può aspettare e un cliente perso oggi potrebbe non tornare domani”, è il messaggio che emerge dall’allarme lanciato dalla Coldiretti Calabria che ribadisce “il pieno rispetto del diritto di protesta e di sciopero”, ma sottolinea che “l’esercizio di tali diritti non può impedire ad altre imprese e lavoratori di svolgere la propria attività, soprattutto quando sono in gioco produzioni deperibili, continuità delle filiere alimentari e reddito delle famiglie agricole”. La situazione “appare ancora più paradossale perché gli agricoltori, già alle prese con costi di produzione insostenibili e difficoltà nel conseguire un reddito adeguato, rischiano ulteriori perdite proprio quando devono raccogliere e commercializzare produzioni delle quali hanno già sostenuto tutti i costi”. Da qui la richiesta ai prefetti di attivare con “urgenza un coordinamento operativo regionale”.
San Gaspare del Bufalo: oggi la messa. Don Labate, “la sequela di Cristo nella docilità e nell’obbedienza alla Chiesa”
“Gaspare del Bufalo è un uomo che ci insegna la sequela di Cristo nella docilità e nell’obbedienza alla Chiesa”. Lo afferma don Benedetto Labate, direttore della Provincia italiana dei Missionari del Preziosissimo Sangue, nella solennità del santo fondatore, che si celebra oggi. Alle 18.30 mons. Renato Tarantelli Baccari, vescovo ausiliare per il settore Centro e vicegerente della diocesi di Roma, presiede la messa nella rettoria di Santa Maria in Trivio, a pochi passi dalla Fontana di Trevi, dove sono custodite le spoglie del santo romano (1786-1837) e del beato Giovanni Merlini, primo beato del Giubileo 2025. Le celebrazioni sono iniziate domenica 18 ottobre con un triduo di preparazione, la cui predicazione è stata affidata a don Luigi De Fazio, consigliere generale della Congregazione. Sacerdote romano, san Gaspare dedicò la vita alla missione evangelizzatrice e alla devozione al Preziosissimo Sangue di Cristo. Fondò la Congregazione il 15 agosto 1815 presso l’Abbazia di San Felice a Giano dell’Umbria (Perugia) e fu canonizzato nel 1954 da Pio XII. “Probabilmente nei suoi pensieri non c’era l’idea di fondare una Congregazione e nemmeno di intitolarla al Prezioso Sangue di Cristo”, ricorda Labate. Fu “l’atteggiamento di ascolto nei confronti del suo padre spirituale” a condurlo ad affidarsi a chi poteva esprimere la volontà di Dio: “Leggendo i segni dei tempi e lasciando agire lo Spirito in noi – aggiunge il religioso – diventiamo strumenti dell’opera del Padre”.
Ebola: primo caso in Nigeria, l’Oms sostiene le autorità sanitarie
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sta sostenendo le autorità sanitarie della Nigeria dopo la conferma del primo caso di malattia da virus Ebola Bundibugyo nel Paese. Questo riferisce l’Onu oggi. La paziente è una donna arrivata dall’Uganda, dove aveva viaggiato di recente, che ha manifestato i primi sintomi il 7 ottobre, 4 giorni dopo l’arrivo. Ricoverata in una struttura sanitaria privata di Abuja l’11 ottobre, ha ricevuto la conferma della diagnosi il 20 ottobre. La donna è in isolamento e riceve assistenza medica. Sono in corso le indagini per ricostruire gli spostamenti e individuare la fonte del contagio. Le autorità hanno identificato finora 44 contatti, sottoposti a monitoraggio, e stanno rafforzando le misure di prevenzione e controllo delle infezioni nella struttura sanitaria interessata. La Nigeria è il quinto Paese in cui sono stati rilevati casi di Ebola Bundibugyo dall’inizio, a metà maggio, dell’epidemia nella Repubblica democratica del Congo. Secondo i dati delle autorità congolesi, al 18 ottobre si registravano oltre 9.500 casi e più di 4.200 decessi. Focolai collegati all’epidemia hanno interessato anche l’Uganda e il Kenya; un caso è stato segnalato nei Paesi Bassi. Non è attualmente disponibile un vaccino contro questo ceppo virale. L’Oms collabora con le autorità nigeriane per rafforzare le indagini epidemiologiche, il tracciamento dei contatti e la fornitura di dispositivi di protezione per gli operatori sanitari. L’agenzia delle Nazioni Unite invita inoltre i Paesi della regione a mantenere alta la sorveglianza, senza raccomandare restrizioni ai viaggi o agli scambi commerciali con i Paesi interessati.
Brasile: card. Spengler (presidente vescovi), “riconoscere l’altro non come avversario da combattere”
La “costruzione di una società democratica presuppone di riconoscere l’altro non come avversario da combattere, ma come qualcuno che condivide con noi la stessa condizione umana e la cui dignità deve essere rispettata”. Lo scrive il card. Jaime Spengler, arcivescovo di Porto Alegre (RS), presidente della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) e del Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico (Celam), in una riflessione pubblicata sul sito della Cnbb, intitolata “Desafios do presente” (“Sfide del presente”), a pochi giorni dal decisivo ballottaggio di domenica prossima per le elezioni presidenziali, tra Flávio Bolsonaro e Luiz Inácio Lula da Silva, quasi appaiati nei sondaggi. Nel testo, il cardinale sottolinea che l’“accelerazione della comunicazione e l’ambiente ostile, provocato da alcuni attori, dei social network hanno soffocato il dibattito pubblico”. In questo ambiente, sostiene il cardinale, “non si scambiano argomenti; al loro posto ciò a cui si assiste sono insulti e contenuti distorti”. Questo ha un impatto anche per le istituzioni e la vita civica, sottolinea il presidente della Cnbb: “La mancanza di rispetto per chi la pensa diversamente va aprendo spazio alla diffidenza istituzionale e alla violenza. Questo processo impatta direttamente la società e compromette la formazione democratica dell’opinione pubblica, ostacolando la costruzione di una conoscenza collettiva fondata sul dialogo, sulla pluralità di prospettive e sull’accesso all’informazione contestualizzata”.
Diocesi: Fermo, nel santuario di Santa Maria a mare le reliquie di san Giuseppe Allamano
Dal 21 al 31 ottobre la parrocchia-santuario di Santa Maria a mare accoglierà una reliquia di San Giuseppe Allamano, fondatore dei missionari e delle missionarie della Consolata, con un programma di celebrazioni, incontri e testimonianze missionarie. Le iniziative si svolgono a 2 anni dalla canonizzazione del santo e nel centenario della sua morte. Oggi, alle 19, l’arrivo della reliquia sarà accompagnato dalla celebrazione della messa solenne. Domenica 25 ottobre sono previste due messe: alle 11, con animazione missionaria sulla figura del santo, presieduta da padre Francesco Giuliani, missionario in Congo, Gibuti e Marocco; alle 19, presieduta da mons. Armando Trasarti, vescovo emerito di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola. Lunedì 26 ottobre, alle 10, padre Giuliani e don Giordano Trapasso, vicario generale dell’arcidiocesi di Fermo, guideranno una riflessione sull’evangelizzazione oggi in Italia. Venerdì 30 ottobre, alle 21, serata di animazione e testimonianza missionaria con le suore della Consolata sul tema “La donna dell’Evangelizzazione”. Sabato 31 ottobre, alle 11, la messa solenne presieduta dall’arcivescovo di Fermo, mons. Rocco Pennacchio, segnerà la partenza della reliquia. Dal 22 al 30 ottobre, ogni giorno alle 18.30, si terranno inoltre la novena e una riflessione sulla figura di San Giuseppe Allamano.
Paesi Bassi: monasteri e comunità religiose, iniziative per “aprire le porte”
Il mondo monastico e le comunità religiose dei Paesi Bassi costruiscono iniziative per aprire le proprie porte, per coinvolgere i giovani, per trovare nuove strade di evangelizzazione. Lo racconta l’ultima newsletter Bewogenheid, diffusa dalla Conferenza dei religiosi olandesi (Knr), che raccoglie le iniziative spirituali e culturali in programma nei prossimi mesi nelle comunità monastiche e religiose nel Paese. Tra le iniziative spicca la voglia di far conoscere la vita religiosa con giornate “porte aperte”: gli ordini dei Broeders van Huijbergen e dei Fraters van Tilburg hanno infatti in programma a novembre giornate di orientamento vocazionale aperte a coloro che sono desiderosi di sperimentare la vita comunitaria segnata dal messaggio francescano. Tante le iniziative legate all’arte e alla meditazione in vista dell’autunno e dell’inverno: dalle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi con mostre dedicate (come quella al Museum W di Weert), alla proposta di un ritiro di stampo ignaziano, “ritrova te stesso e Dio”, attraverso un percorso che “unisce la meditazione su un testo biblico all’esperienza della visione di un film, per incontrare Dio in modo nuovo e ritrovare ristoro nel silenzio”. Non viene rivelata la selezione dei film ma si garantisce l’accuratezza e la competenza nelle scelte. Nel programma autunnale ci sono ritiri più ordinari e “cliniche della preghiera”, ma anche passeggiate nel silenzio di ispirazione benedettina.
Pace: “Spirito di Assisi”, il settimanale “La Voce” dedica un focus ai 40 anni. Don Dell’Olio, “ha aperto una possibilità che resta largamente inadempiuta”
“Ha aperto una possibilità che resta largamente inadempiuta”. Così don Tonio Dell’Olio, presidente della Commissione diocesana “Spirito di Assisi”, risponde alla domanda “è servito a qualcosa?” nell’editoriale del “focus speciale” di sei pagine che il settimanale cattolico umbro La Voce dedica al 40° anniversario dello storico incontro interreligioso di preghiera voluto da Giovanni Paolo II ad Assisi il 27 ottobre 1986. L’edizione digitale è in rete da oggi. “Per realizzarla – scrive l’editorialista – occorre togliere al potere l’alibi di Dio e alla propaganda la docilità delle coscienze. Per questo quarant’anni dopo si ritorna ad Assisi, per tentare ancora – ostinatamente – di costruire la pace con la forza fragile della fede”. Dal 25 al 27 ottobre la città ospita infatti l’incontro internazionale “Pace disarmata e disarmante”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Il focus raccoglie contributi, tra gli altri, di Valerio De Cesaris, rettore dell’Università per stranieri di Perugia, e della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che saluta i quarant’anni dello spirito di Assisi come “un impegno, perché il futuro dell’umanità non può essere affidato alla forza delle armi, ma deve tornare nelle mani della ragione, della giustizia e della fraternità”. Tra le interviste, quella a fra Alberto Joan Pari, responsabile del dialogo interreligioso per la Custodia di Terra Santa, per il quale “persone di religioni diverse possono incontrarsi senza rinunciare alla propria identità”.
Pace: “Spirito di Assisi”, tutto pronto per l’incontro internazionale. Diverse iniziative anche della Commissione diocesana
“Lo Spirito di Assisi è un ‘già’ e un ‘non ancora’: ha cambiato le relazioni tra le religioni ma domanda ancora conversione, formazione e coraggio. A quarant’anni di distanza, il compito affidato alla nostra Chiesa non è celebrare ciò che è stato ma continuare ciò che è cominciato”. Lo dice don Tonio Dell’Olio, presidente della Commissione diocesana per lo Spirito di Assisi, alla vigilia dell’incontro internazionale “Pace disarmata e disarmante” che si terrà ad Assisi dal 25 al 27 ottobre, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione anche con la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e la Famiglia Francescana per celebrare il 40° anniversario dello storico incontro voluto da San Giovanni Paolo II nel 1986. “Se Assisi è diventata nel mondo il nome di un metodo – sottolinea Dell’Olio – la nostra Chiesa locale è chiamata a mostrarne quotidianamente la credibilità: nel dialogo della vita, nell’incontro tra credenti, nell’educazione dei giovani, nell’accoglienza, nella preghiera, nella scelta non violenta, nella capacità di stare accanto alle vittime di ogni guerra”. Oltre alla tre giorni, che sarà caratterizzata da 24 forum tematici dedicati a pace, disarmo, economia, giovani, migrazioni e ambiente, anche la Commissione diocesana organizza diversi appuntamenti: giovedì 22 ottobre, alle 19, nella Galleria dei vescovi del santuario della Spogliazione sarà inaugurata la mostra “Via Crucis Gaza – restiamo umani”, dedicata alla sofferenza delle popolazioni colpite dalla guerra e al valore della dignità umana; l’esposizione sarà visitabile fino al 29 novembre. Sabato 24 ottobre, alle 21, la chiesa di Santa Maria Maggiore ospiterà l’incontro musicale “Parole e musica per un domani”, con Percorsi di pace, a cura del coro “Le Colone” di Castions di Strada (Udine). Domenica 25 ottobre, alle 12, la chiesa superiore della basilica di San Francesco accoglierà la celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, Felice Accrocca. Sia mons. Accrocca sia don Dell’Olio saranno poi protagonisti di due panel nell’ambito della tre giorni dello Spirito di Assisi. Il vescovo prenderà parte al panel con il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, e il giornalista-scrittore Aldo Cazzullo, dal titolo “San Francesco e la pace”, in programma alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli il 26 ottobre, alle 17. Don Dell’Olio sarà tra i relatori dell’incontro “1986-2026: l’attualità dello Spirito di Assisi” in programma alla sala del Refettorietto del convento della Porziuncola di Santa Maria degli Angeli. L’incontro finale del 27 ottobre si terrà nella piazza inferiore della basilica di San Francesco, con un momento di preghiera per la pace e una dichiarazione congiunta, firmata da tutti i leader religiosi presenti.
Sanità: al Bambino Gesù apre il primo ambulatorio pediatrico in Italia dedicato alla miopia
Apre all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, nella sede di Palidoro, il primo ambulatorio dedicato esclusivamente alla miopia all’interno di un ospedale pediatrico italiano. Il servizio offrirà a bambini e adolescenti con diagnosi confermata percorsi specialistici personalizzati, con l’obiettivo di rallentare la progressione del difetto visivo e ridurre il rischio di complicanze oculari in età adulta. In Italia – si legge in un comunicato del Bambino Gesù – la miopia interessa oltre 2 milioni di giovani tra i 5 e i 19 anni e circa una persona su quattro nella popolazione generale. Il fenomeno è in crescita, anche in relazione agli stili di vita, caratterizzati da un maggiore utilizzo di smartphone, tablet e computer e da una riduzione del tempo trascorso all’aria aperta. “La miopia non è soltanto un difetto della vista da correggere con gli occhiali, ma una condizione che può avere conseguenze importanti sulla salute degli occhi in età adulta”, spiega Luca Buzzonetti, responsabile dell’Unità operativa complessa di Oculistica del Bambino Gesù. Intervenire durante l’infanzia, aggiunge, significa proteggere la vista degli adulti di domani. L’ambulatorio, di secondo livello, accoglierà i pazienti indirizzati dagli specialisti del servizio di Oculistica. I controlli, semestrali o annuali, saranno definiti in base all’età, alla velocità di progressione della miopia e ai fattori di rischio. Esami diagnostici specifici consentiranno di monitorare l’evoluzione del disturbo e valutare i trattamenti più appropriati, tra cui soluzioni ottiche e farmacologiche in grado di rallentarne l’aggravamento. Nelle forme più gravi, la miopia può aumentare il rischio di distacco della retina, maculopatia miopica e glaucoma. Il Bambino Gesù richiama anche l’importanza della prevenzione: favorire le attività all’aperto, limitare le attività prolungate a distanza ravvicinata e sottoporsi a controlli oculistici per individuare precocemente il disturbo.
Migranti: Msf, “l’Ue cessi i finanziamenti per la gestione delle frontiere in Libia”
Medici senza frontiere (Msf) chiede di interrompere il finanziamento aggiuntivo di 25 milioni di euro stanziato dall’Unione europea per estendere la cooperazione in materia di migrazione alla Libia orientale. Secondo una lettera inviata dalla presidente della Commissione europea ai leader dell’Ue, il finanziamento aggiuntivo è destinato a sostenere la gestione delle frontiere, le operazioni di ricerca e soccorso e le attività di lotta al traffico di migranti in Libia orientale. “L’Ue e i suoi Stati membri devono porre fine alle loro politiche migratorie dannose, basate sulla deterrenza e sull’esternalizzazione, e garantire che ogni persona soccorsa in mare venga condotta in un luogo sicuro” dichiara Claire San Filippo, responsabile delle operazioni di ricerca e soccorso di Msf: “Destinando altri 25 milioni di euro alla gestione delle frontiere nella Libia orientale, l’Unione europea e i suoi stati membri continuano a delegare ad altri il proprio lavoro sporco. Questo sostegno non dovrebbe essere aumentato: deve cessare. La stessa Commissione europea riconosce che in Libia non è possibile garantire la sicurezza delle persone. Eppure, il sostegno europeo continua a favorire consapevolmente gli intercettamenti in mare e i respingimenti illegali verso un Paese in cui sono ben documentati casi di detenzione arbitraria, tortura, violenza – compresa quella sessuale – e sfruttamento. Questa collaborazione comporta proprio il finanziamento degli stessi attori responsabili di minacciare e mettere in pericolo gli operatori civili di ricerca e soccorso e le persone che attraversano il Mar Mediterraneo”.
Solidarietà: Sicilia, a Marina di Patti il 61° convegno regionale della Società di San Vincenzo De Paoli “Tessitori di carità”
Il cammino della nuova Presidenza nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli comincia dalla Sicilia, con la partecipazione del presidente nazionale Federico Violo e di una delegazione della nuova Giunta esecutiva al 61° convegno regionale, dedicato al tema “Tessitori di carità nel tempo della complessità: la rete guarda al futuro”. Il convegno, conclusosi a Marina di Patti, ha offerto l’occasione per riflettere sulle sfide che attraversano la società contemporanea e sulle conseguenze che guerre e instabilità politica producono nella vita quotidiana delle famiglie, aggravando situazioni di fragilità e povertà. A offrire spunti di approfondimento sono stati don Davide Paglia, assistente spirituale regionale, con una riflessione sul valore della “carità giusta” tra presente e futuro, e lo psicoterapeuta Tonino Solarino, che ha affrontato il tema del divario generazionale. Per il presidente Violo, “tessere carità significa unire le nostre forze perché nessuno debba affrontare da solo il peso delle proprie difficoltà. Ogni Conferenza, ogni Consiglio centrale, ogni socio e volontario ha un filo prezioso da portare in questa trama comune. Il futuro della Società di San Vincenzo De Paoli si costruisce insieme. E ogni persona che riusciamo a raggiungere dà senso al nostro cammino”. All’incontro era presente Licia Latino, segretaria nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli: “La strada corretta è progettare insieme, fianco a fianco, partendo dall’ascolto del territorio”. A fare gli onori di casa è stato Mario Sortino, coordinatore regionale della Sicilia: “Abbiamo scelto di aprire il nostro sessantunesimo convegno regionale con il pellegrinaggio al santuario della Madonna di Tindari. Ai piedi di Gesù Eucaristia e di Maria abbiamo affidato i nostri gomitoli aggrovigliati, simbolo delle complessità e delle difficoltà che siamo chiamati ad affrontare, con la fiducia che la fede possa guidarci nel nostro cammino. Il nostro convegno è nato con due obiettivi fondamentali: favorire la rinascita della Società di San Vincenzo De Paoli nelle diocesi di Messina e Patti, costruendo una rete capace di guardare al futuro, e rafforzare la collaborazione e la formazione condivisa, mettendo sempre al centro l’attenzione alla persona umana e alle sue fragilità”. L’attenzione per la persona umana è stata condivisa anche da Rosario Macca, presidente del Consiglio centrale di Vittoria: “Dobbiamo unire bisogni e voglia di fare per trovare quante più soluzioni possibili a favore degli ultimi. Per fare questo dobbiamo fare rete e lavorare in un profondo spirito di comunione”. “Dobbiamo coinvolgere le nuove generazioni per dare nuove braccia, nuovi cuori alla nostra Associazione”, l’auspicio di Francesco Cannizzo, uno dei nuovi membri della Giunta.
Croazia: presentata la monografia sulla storia cristiana del paese e sull’Anno giubilare
Presso l’Istituto pastorale diocesano di Zagabria è stata presentata ieri sera la monografia “1100 anni dai Concili ecclesiastici di Spalato e dagli inizi del Regno di Croazia. Memoria delle celebrazioni giubilari nazionali dell’Anno santo 2025”. L’evento è stato promosso dalla Conferenza episcopale croata e dal settimanale cattolico “Glas Koncila” (La voce del concilio). Erano presenti il nunzio apostolico mons. Leopoldo Girelli e la maggior parte dei vescovi croati. Nel suo intervento, l’arcivescovo di Zagabria e presidente dei vescovi croati, mons. Dražen Kutleša, ha ricordato i momenti salienti dell’Anno giubilare: la consacrazione del popolo croato al Sacro Cuore di Gesù, la messa di ringraziamento celebrata a Tomislavgrad in occasione del 1100° anniversario del Regno di Croazia e il pellegrinaggio nazionale a Roma. La monografia, dunque, secondo il presule, serve “a non sbiadire i ricordi” ma a trasmetterli alle generazioni future. “Siamo l’unico popolo che ha coinvolto nel Giubileo tutte le principali istituzioni statali, culturali e sociali del Paese, tanto che si potrebbe quasi parlare di un movimento giubilare croato”, ha affermato Branimir Stanić, direttore del “Glas Koncila”. All’evento ha partecipato anche la ministra della cultura e dei media, Nina Obuljen Koržinek, che ha affermato che “la monografia costituisce una testimonianza permanente dell’attività scientifica, culturale, spirituale ed educativa che nel corso del 2025 ha unito la Chiesa a numerose istituzioni culturali, educative e scientifiche”.
Sudan: Unicef, almeno 12 bambini uccisi nel Kordofan Occidentale e a Khartoum
Almeno 12 bambini, alcuni dei quali di appena due anni, sono stati uccisi in due distinti episodi verificatisi negli ultimi giorni in Sudan negli Stati del Kordofan Occidentale e di Khartoum. Ne dà notizia oggi l’Unicef. Sabato 17 ottobre almeno 9 bambini – 5 maschi e 5 femmine fra i 5 e i 10 anni – sono stati uccisi in un attacco al campo per famiglie sfollate a Sanakit est, nello stato del Kordofan Occidentale. Due giorni dopo, lunedì 19 ottobre, un drone armato ha colpito un’area residenziale a Khartoum: secondo le notizie sono stati uccisi 3 bambini – 2 femmine e 1 maschio fra i 2 e i 6 anni – insieme al padre. “Nel Kordofan Occidentale, i bambini sono stati uccisi in un campo in cui le loro famiglie si erano rifugiate alla ricerca di sicurezza. A Khartoum, secondo le notizie, 3 bambini piccoli sono stati uccisi con il padre nel loro stesso quartiere, in una città in cui molte famiglie sono tornate per ricostruire le proprie vite”, ha dichiarato Angela Kearney, rappresentante dell’Unicef in Sudan. “Le famiglie in Sudan stanno facendo il possibile per tenere i bambini al sicuro, sia fuggendo, sia tornando a casa. Nessuna delle due soluzioni li sta proteggendo. Tutte le parti coinvolte in questo conflitto devono proteggere i bambini, ovunque essi si trovino”. In Sudan, i bambini continuano a subire una terribile violenza dopo oltre tre anni di conflitto. Per le famiglie che hanno già affrontato sfollamento e immense difficoltà, nemmeno i luoghi di rifugio offrono alcuna garanzia di sicurezza. L’Unicef esorta tutte le parti in conflitto “a rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale umanitario e a proteggere i civili e le infrastrutture civili. I bambini devono essere protetti ovunque si trovino, in ogni momento”.
Povertà alimentare: Azione contro la fame, in Italia 2 milioni di persone in insicurezza alimentare grave
In Italia l’insicurezza alimentare grave torna a crescere e nel 2025 raggiunge il 3,3% della popolazione, contro il 2,7% dell’anno precedente, coinvolgendo circa 2 milioni di persone. Sono invece 5,4 milioni quelle che non possono permettersi un pasto proteico almeno ogni due giorni. È quanto emerge dalla seconda edizione dell’Atlante della fame in Italia 2026, presentato oggi a Roma da Azione contro la fame e dedicato alle famiglie con minori. Il rapporto, basato sui dati Istat e su 120 interviste a famiglie in difficoltà di Milano, Napoli e Bari, evidenzia che gli aiuti economici non bastano a garantire un’autonomia duratura. Nel 2025 la deprivazione alimentare materiale, cioè l’impossibilità di permettersi un pasto proteico almeno ogni due giorni, scende dal 9,9% al 9,3%, ma riguarda ancora circa 5,4 milioni di persone. A pesare è anche la debolezza del lavoro: i redditi familiari reali restano 4,9% sotto i livelli del 2007 e il rischio di povertà lavorativa è fermo al 10,2%. Tra le famiglie con minori, la deprivazione alimentare raggiunge il 13,4% nei nuclei monogenitoriali, il 15,2% in quelli con stranieri e il 19% quando la persona intervistata ha meno di 35 anni. Dalle interviste emerge che quattro genitori su cinque rinunciano sistematicamente al cibo per garantire ai figli la parte migliore e oltre la metà ha ridotto le porzioni. Più di due famiglie su cinque hanno saltato pasti o trascorso un’intera giornata senza mangiare. Pesano anche la precarietà lavorativa e i salari insufficienti: tre famiglie intervistate su quattro vivono queste difficoltà da oltre due anni. “È necessario rimettere al centro soprattutto la qualità e stabilità del lavoro”, afferma Ilaria Adinolfi, responsabile dei programmi di intervento in Italia di Azione contro la fame, chiedendo salari adeguati al costo della vita e servizi che favoriscano la conciliazione tra lavoro e cura dei figli. Gravi anche le conseguenze sui bambini: oltre un terzo ha rinunciato a visite mediche o dentistiche e circa un quarto delle famiglie alle gite scolastiche. A Bari, tra i nuclei intervistati, nessun bambino pratica sport. I servizi sociali raggiungono meno di una famiglia su cinque. L’organizzazione propone sei priorità, tra cui mense scolastiche accessibili a tutti, più servizi per l’infanzia, rafforzamento delle politiche attive del lavoro e salari dignitosi.
Giorgio La Pira: convegno a Milano. Card. Bassetti, “ci richiama all’unità del Vangelo”
“La Pira ci richiama all’unità del Vangelo. La sua identità cristiana era limpida e, proprio per questo, poteva parlare con persone lontane dalla Chiesa. Quella stagione ci consegna una lezione preziosa: le convinzioni profonde possono diventare una risorsa per la democrazia quando sono accompagnate dalla disponibilità ad ascoltare, a motivare le proprie proposte e a cercare soluzioni condivise”. È stato questo, in estrema sintesi, il “cuore” dell’articolato intervento che il card. Gualtiero Bassetti, già presidente della Cei e arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, ha proposto al folto uditorio riunito nel palazzo arcivescovile di Milano per il convegno “L’impegno dei cattolici per il bene comune: l’attualità di Giorgio La Pira”. Il padre costituente, docente di Diritto romano, giurista, deputato, ma anche fondatore dell’opera di San Procolo con la scelta privilegiata per i poveri, storico sindaco di Firenze dal 1951 al1957 e dal 1961 al ‘65 – il “sindaco santo” -, per tutti semplicemente “il professore”. Promosso dall’Ucid (Unione cristiana imprenditori dirigenti), sezione di Milano, l’incontro ha visto la presenza dell’arcivescovo Mario Delpini, dei vertici dell’Unione con il presidente della sezione milanese, Simone Bini Smaghi, e di molti soci. “Il cattolico che prende parte alla vita pubblica deve conoscere i problemi, studiarne le cause e confrontarsi con le competenze necessarie. Così la buona intenzione chiede di diventare capacità di governo e la carità assume anche una dimensione istituzionale”, ha proseguito il porporato che conobbe La Pira nel seminario fiorentino di cui, poi, sarà rettore per 22 anni. “Alcuni anni fa – ha spiegato ancora Bassetti –, ho richiamato l’urgenza di un nuovo patto sociale. Si tratta di costruire rapporti di cooperazione tra imprese, lavoratori, istituzioni, scuole e comunità locali, affrontando insieme le questioni. Nel 1943, mentre la guerra devastava il Paese, a Camaldoli, alcuni intellettuali cattolici lavorarono a un documento che avrebbe contribuito alla riflessione sulla ricostruzione. Quello spirito di studio e di responsabilità può ispirare il lavoro delle associazioni cattoliche di oggi, come l’Ucid”. Un patto sociale, quello suggerito dal cardinale, da vivere con “sobrietà e onestà” che orienti il credito e l’impegno comune per una società più giusta e per la pace, promuovendo un’alleanza tra le generazioni. Così come seppe testimoniare il sindaco santo, con una concretezza coniugata sempre con la carità e con quella esemplarità cristiana che portò il cardinale Elia Dalla Costa, allora arcivescovo di Firenze, a dire: “Quell’uomo è l’incarnazione del Vangelo”. “Spesso mi interrogo se questo che stiamo vivendo sia il tempo dell’inevitabile declino o della responsabilità di un inizio”, ha sottolineato, da parte sua, l’arcivescovo Delpini. “Tante parole e segnali sembrano condannare la nostra società al declino: i bambini che non ci sono, le risorse che mancano, l’incapacità di trasmettere i valori. La società europea sta finendo nella barbarie che è la guerra e anche nel disagio. La Pira ci dice di prendere la responsabilità di un nuovo inizio: gli uomini di quella stagione indicano che il mondo deve essere aggiustato”.
Migranti: da inizio anno sbarcate 25.660 persone sulle nostre coste. Oltre 7mila i rimpatri
Sono finora 25.660 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 57.021 mentre nel 2024 furono 55.036. Il dato è stato diffuso dal ministero dell’Interno, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a ottobre è pari a 2.769. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.938, mentre nel 2024 furono 5.722. Dei quasi 25.700 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 5.980 sono di nazionalità bangladese (23,3%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Algeria (3.151, 12,3%), Somalia (2.822, 11%), Eritrea (2.276, 8,9%), Sudan (1.857, 7,2%), Pakistan (1.650, 6,4%), Egitto (1.491, 5,8%), Tunisia (1.373, 5,4%), Mali (464, 1,8%), Etiopia (458, 1,8%), Nigeria (373, 1,5%), Costa d’Avorio (360, 1,4%), Iran (321, 1,3%), Sud Sudan (318, 1,2%), Guinea (305, 1,2%) a cui si aggiungono 2.461 persone (9,6%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Dal 1° gennaio al 19 ottobre 2026 i migranti rimpatriati sono 7.058, dei quali 6.048 con rimpatri forzati e 1.010 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).
Università: Giovannini (Asvis), “crescente attenzione alla sostenibilità è un segnale positivo”
“La crescente attenzione delle università italiane alla sostenibilità è un segnale positivo, reso possibile anche grazie alla Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus), promossa dall’Asvis nel 2016. È fondamentale che la sostenibilità diventi una competenza trasversale a tutti i percorsi formativi rafforzando la transdisciplinarietà e il system thinking. Va inoltre promossa la futures literacy, al centro della recente partnership tra Rus ed Ecosistema Futuro, il progetto dell’Asvis per attuare il Patto sul futuro delle Nazioni Unite”. Così Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), ha commentato i dati contenuti nel nuovo report “Sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa – L’offerta di formazione universitaria 2023-25” dell’Istituto nazionale per le analisi delle politiche pubbliche (Inapp), presentato oggi a Roma. “Il nostro report – ha sottolineato Natale Forlani, presidente dell’Inapp – evidenzia due direttrici fondamentali per il futuro delle Università italiane: l’accelerazione sui temi della sostenibilità e il rafforzamento dell’alta formazione per gli adulti”. “Gli Atenei – ha aggiunto – non sono solo luoghi di didattica, ma veri e propri hub di innovazione sul territorio, capaci di trasferire le competenze necessarie alla transizione ecologica. Il percorso multistakeholder avviato nel corso dell’indagine rappresenta la prova concreta di un rinnovato patto strategico tra Università e mondo del lavoro”. “La sostenibilità deve essere una leva di competitività, non un insieme di vincoli. Il capitale umano è la prima infrastruttura strategica del Paese: senza competenze non c’è innovazione e senza innovazione non c’è produttività”, ha osservato Maurizio Tarquini, direttore generale di Confindustria, mentre Mario Cardoni, direttore generale di Federmanager, ha evidenziato come “le Università sono chiamate a contribuire a una trasformazione culturale decisiva. Come la digitalizzazione, la sostenibilità non richiede solo nuove competenze, ma un nuovo modo di pensare lo sviluppo e governare il cambiamento. La formazione deve anticipare le transizioni, non limitarsi a inseguirle”.
Università: Inapp, “il 94% degli atenei italiani è impegnato sui temi della sostenibilità”
Le università italiane hanno scelto la sostenibilità. Il 94% degli atenei italiani (64 statali e 29 privati) dedica almeno un percorso formativo interamente alla transizione ecologica, sociale ed economica. Lo rivela il nuovo report “Sostenibilità e responsabilità sociale d’impresa – L’offerta di formazione universitaria 2023-25” dell’Istituto nazionale per le analisi delle politiche pubbliche (Inapp), presentato oggi a Roma. I numeri, frutto di un monitoraggio triennale, raccontano una vera “esplosione” di offerta con 1.710 interventi formativi complessivi erogati nel biennio, segnale chiaro di come il sistema universitario stia rispondendo alla nuova domanda di competenze che arriva da giovani, adulti e imprese. Dalla ricerca emerge che il Nord garantisce il 42% della formazione complessiva, con la sua vera egemonia che si gioca sui Master di I e II livello e sui corsi di perfezionamento e di alta formazione, dove concentra il 46% dell’offerta nazionale. Al Centro (31% del totale) si rileva una forte vocazione per la specializzazione post-laurea (37%), mentre il Sud e le Isole (27% dell’offerta complessiva) concentrano la quasi totalità della propria proposta formativa nei corsi di laurea triennali e magistrali (33%) e nei dottorati di ricerca (30%) e, pur se con un limitato 17%, si stanno attrezzando per un’offerta di alta formazione rivolta anche a adulti e imprese. Oltre la metà dell’offerta universitaria (54%) si concentra sull’ambiente, con circa i due terzi dei corsi di laurea e dottorati. Clima, energie rinnovabili (35%) ed edilizia sostenibile (27%) assorbono la quota maggioritaria degli interventi formativi. La sostenibilità sociale rappresenta il 22% dei percorsi attivati e si concentra soprattutto sullo sviluppo locale (40%) e sull’innovazione sociale (31%). Quando si analizzano gli interventi sulla sostenibilità economica, più strutturati nei percorsi di alta formazione, l’economia circolare monopolizza il 76% della didattica. Un dato emblematico – viene sottolineato in un comunicato – di come i modelli produttivi tradizionali stiano lasciando il passo al riciclo, al recupero e alla rigenerazione delle risorse. La responsabilità sociale d’impresa rappresenta solo l’8% dell’offerta formativa, risultando residuale nei corsi di laurea e nei dottorati di ricerca (più rivolti ai giovani), mentre è più sviluppata nei master di I e II livello e nei corsi di perfezionamento e alta formazione maggiormente rivolti alla formazione di figure manageriali. Sono le facoltà scientifiche e tecnologiche quelle ad aver puntato di più sulla transizione green: Scienze (34%), Ingegneria (21%) ed Economia (20%) coprono da sole tre quarti dell’intera offerta rilevata. Le materie umanistiche si fermano al 12%, Architettura al 7% e Giurisprudenza al 5%. Tuttavia – rileva l’Inapp –, emerge anche una significativa, seppure quantitativamente contenuta, presenza di percorsi interfacoltà e multidisciplinari – in grado di unire competenze economiche, tecnologiche e sociali – che rappresentano l’1,5% del totale.
Agricoltura: Meloni, “bilancio Ue non potrà ridimensionare la Politica agricola comune, la pesca e la coesione”
“Non accetteremo che il prossimo bilancio Ue possa ridimensionare la Politica agricola comune, la pesca e la coesione, perché sono politiche essenziali per l’autonomia strategica europea”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, nel videomessaggio in occasione del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti. “Abbiamo rimesso l’agricoltura al centro delle politiche nazionali, lo abbiamo fatto con riforme strutturali, investimenti senza precedenti, oltre 17 miliardi di euro in 4 anni. E oggi la nostra agricoltura è la prima in Europa per valore aggiunto, l’export agroalimentare supera ogni record, il reddito agricolo è tornato a crescere”, ha rivendicato la premier ricordando che “in questi anni, abbiamo dovuto affrontare anche emergenze mai viste, con le crisi internazionali, le tensioni sui mercati e l’aumento dei costi. E il Governo ha risposto con misure concrete per aiutare le nostre imprese, con il credito d’imposta sui carburanti agricoli, le agevolazioni per l’acquisto dei fertilizzanti, i sostegni straordinari per compensare gli aumenti dei costi dei concimi, la sospensione dei dazi europei all’importazione dei principali fertilizzanti azotati”. “Serve fare di più e noi stiamo lavorando per questo, ma voglio dare un messaggio chiaro agli agricoltori: il Governo c’è e continuerà ad essere al loro fianco”, ha assicurato Meloni. “Tra le battaglie condivise con Coldiretti – ha proseguito –, ricordo quella contro il cibo prodotto in laboratorio. L’Italia ha scelto di essere un’avanguardia, vietando la produzione e la commercializzazione di alimenti e mangimi ottenuti da colture cellulari. Perché, quando si parla di alimentazione e salute, è necessario garantire la massima attenzione alla sicurezza e alla trasparenza”. La premier ha concluso sottolineando che “difendere l’agricoltura italiana vuol dire difendere l’Italia e difendere la qualità del nostro cibo significa difendere il futuro dei nostri figli”.
Parlamento Ue: per il nuovo Erasmus+ chiesti più fondi e borse adeguate al costo degli alloggi
(Strasburgo) Aumentare da 40 a oltre 47 miliardi di euro il bilancio del programma Erasmus+ per il periodo 2028-2034 e differenziare le borse per rispondere ai divari nel costo della vita e degli alloggi. Sono queste le priorità indicate dal relatore del Parlamento europeo, Bogdan Zdrojewski (Ppe), annunciate a poche ore dalla discussione del dossier in plenaria. “Il Parlamento spinge per aumentare i fondi del nuovo Erasmus+ rispetto alla proposta originaria della Commissione”, ha dichiarato il relatore, auspicando il sostegno dell’Aula alla posizione presentata dalla commissione Cultura che verrà votata giovedì. “Le risorse sarebbero destinate per il 75% a istruzione e formazione, per il 15% a gioventù e volontariato e per il 4,1% allo sport”, ricorda Zdrojewski, evidenziando le voci più rilevanti della programmazione. Rispondendo poi a una domanda sui divari infrastrutturali e alloggiativi in tutta Europa, Zdrojewski ha spiegato: “In alcune città ci sono residenze universitarie; quindi, è più economico trovare un posto dove vivere. In altre, invece, bisogna rivolgersi al mercato privato ed è quindi più difficile e costoso. È proprio per questo che puntiamo a potenziare le borse a seconda della destinazione”. Il relatore ha sollecitato anche un impegno finanziario dei governi e un monitoraggio che consenta correzioni durante il periodo di programmazione. Richiamando le restrizioni agli affitti brevi in città come Barcellona e Venezia, ha chiesto tutele per chi si sposta per studiare: “Gli studenti arrivano in queste città non per un anno, ma di solito per pochi mesi. Non vogliamo che subiscano le conseguenze di queste decisioni. Devono essere tutelati”.
Bangladesh: Unicef, il 47,2% delle donne tra i 20 e i 24 anni si sposa prima dei 18 anni. Appello contro i matrimoni precoci
Porre fine ai matrimoni precoci, garantire alle ragazze la possibilità di completare gli studi e aumentare gli investimenti pubblici in istruzione e sanità. È l’appello lanciato dalla direttrice generale dell’Unicef, Catherine Russell, al termine di una missione di tre giorni in Bangladesh. Secondo l’Indagine a indicatori multipli del Bangladesh del 2025, il 47,2% delle donne tra i 20 e i 24 anni si è sposato prima dei 18 anni, con conseguenze sull’istruzione, sulla salute e sulle opportunità future. Durante la visita, Russell ha incontrato famiglie e bambini a Korail, il più grande insediamento informale di Dhaka, e rifugiati rohingya e comunità ospitanti a Cox’s Bazar. L’Unicef chiede che il governo dia seguito all’impegno di destinare il 5% del Pil rispettivamente all’istruzione e alla sanità, colmando anche le lacune legislative che consentono i matrimoni precoci. A Korail, la direttrice ha ascoltato le testimonianze di ragazze esposte alla povertà, all’abbandono scolastico e alle pressioni per sposarsi. Ha ricordato il caso di Bushra, 14 anni, aiutata da un centro di protezione dell’infanzia sostenuto dall’Unicef a evitare un matrimonio precoce. “Investire nell’istruzione di qualità, nella salute, nell’alimentazione e nella protezione dei bambini significa investire nel futuro del Bangladesh”, ha affermato Russell. A Cox’s Bazar, dove vivono centinaia di migliaia di rifugiati rohingya, Russell ha sottolineato il ruolo dell’istruzione anche nella protezione dallo sfruttamento, dalla tratta e dai matrimoni precoci. “I bambini rohingya hanno già perso così tanto a causa della violenza, dello sfollamento e dell’incertezza. Non possono perdere anche l’istruzione”, ha dichiarato, sollecitando la comunità internazionale a mantenere il sostegno ai rifugiati e alle popolazioni che li accolgono. La riduzione dei finanziamenti umanitari, avverte l’Unicef, mette a rischio la continuità dei servizi essenziali per i bambini più vulnerabili.
Parlamento Ue: a Strasburgo una sala dedicata a San Benedetto da Norcia. Castelli, “simbolo della rinascita dell’Appennino”
L’intitolazione di una sala del Parlamento europeo di Strasburgo a San Benedetto da Norcia è “un riconoscimento di grande valore storico, culturale e spirituale” e un segnale importante per i territori colpiti dal sisma del 2016. Lo afferma il Commissario straordinario alla ricostruzione, Guido Castelli, commentando la cerimonia svoltasi ieri nella sede dell’Europarlamento. Per Castelli, il tributo al Patrono d’Europa richiama i valori benedettini di lavoro, solidarietà e comunità che hanno contribuito a costruire l’identità europea e rappresenta al tempo stesso un riconoscimento alla rinascita di Norcia e dell’Appennino centrale. Ricordando il crollo della Basilica di San Benedetto, divenuto una delle immagini simbolo del terremoto del 30 ottobre 2016, il commissario sottolinea come oggi quel luogo sia tornato a essere punto di riferimento per la comunità grazie alla ricostruzione. “Non stiamo semplicemente ricostruendo edifici, ma restituendo alle comunità luoghi nei quali riconoscersi e ritrovare le proprie radici”, afferma Castelli. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, il co-presidente del Gruppo Ecr (Conservatori e Riformisti europei), Nicola Procaccini, la vicepresidente del Parlamento europeo, Antonella Sberna, il nunzio apostolico presso l’Ue, mons. Bernardito Cleopas Auza, e l’abate primate della Confederazione benedettina, dom Jeremias Schröder. Con loro anche i sindaci delle tre città benedettine, Giuliano Boccanera di Norcia, Enzo Salera di Cassino e Felice Rapone di Subiaco.
Dl sicurezza pubblica: Fatarella (Save the Children), “preoccupazione per misure che rafforzano un approccio repressivo e punitivo nei confronti dei minorenni”
“Le violenze che si sono verificate nelle piazze negli ultimi giorni richiedono un’assunzione di responsabilità e il coraggio di affrontare le cause che hanno generato una profonda frattura sociale e generazionale, non solo una risposta repressiva”. Lo dichiara Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children, commentando il decreto-legge approvato ieri dal Consiglio dei ministri. “Esprimiamo preoccupazione per misure che, anziché puntare sulla prevenzione, sull’educazione e sull’assunzione di responsabilità collettiva, rafforzano un approccio repressivo e punitivo nei confronti dei minorenni, anticipando e irrigidendo le risposte di sicurezza pubblica e penale e contribuendo alla loro progressiva assimilazione agli adulti”. “Se da una parte occorre sottolineare che la violenza non è mai la risposta e non va confusa con il diritto costituzionale di manifestare, con altrettanta chiarezza è necessario dire che non basta reprimere ciò che il disagio produce: bisogna avere il coraggio di affrontare ciò che lo alimenta con interventi strutturali e cambiamenti concreti che accorcino la distanza tra le aspettative delle nuove generazioni e le opportunità che percepiscono di avere – sottolinea Fatarella –. La risposta alla rabbia che molti giovani hanno mostrato nelle piazze impone un’assunzione di responsabilità educativa da parte delle istituzioni e del mondo adulto: ascoltare le ragioni del disagio e comprendere le cause che lo alimentano, mettere in campo interventi di ricostruzione del patto di fiducia intergenerazionale e di giustizia sociale sono fondamentali per affrontare una frattura profonda che si sta radicando nelle nostre città e nei nostri quartieri”. “Sicurezza e protezione degli adolescenti non sono due obiettivi contrapposti. Una società sicura è capace di fermare la violenza senza smettere di educare, proteggere e offrire una strada per riparare ai propri errori. La risposta dello Stato davanti a comportamenti violenti deve partire da un investimento molto più forte nella prevenzione: nelle scuole, nei servizi sociali e di salute mentale, nelle comunità educanti, nello sport, nella cultura, negli spazi di aggregazione e nell’ascolto degli adolescenti”, conclude Fatarella. Secondo l’organizzazione, destano preoccupazione in particolare l’ulteriore estensione dei casi in cui può essere disposto il c.d. “fermo preventivo” (accompagnamento e trattenimento presso gli uffici di polizia), applicabile anche ai minorenni, il divieto di radunarsi e l’imputabilità automatica per i 14-18enni.
Parlamento Ue: fondi a quattro Stati per i danni di tempeste e inondazioni. 74,9 milioni a sostegno dell’Italia
(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha approvato oggi in plenaria lo stanziamento di 489 milioni di euro in aiuti per la ripresa di Italia, Portogallo, Spagna e Malta dopo le tempeste e inondazioni di inizio 2026. Gli aiuti del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, approvati con 651 voti favorevoli, 17 contrari e 3 astensioni, sosterranno gli interventi di emergenza e di ripristino. Italia e Malta avevano chiesto assistenza dopo la tempesta Harry del gennaio 2026, mentre Portogallo e Spagna l’avevano richiesta a seguito di una serie di tempeste che ha provocato gravi inondazioni tra gennaio e febbraio 2026. La ripartizione dei fondi è la seguente: Portogallo 261,5 milioni di euro; Spagna 149,1 milioni di euro; Italia 74,9 milioni di euro; Malta 3,7 milioni di euro. Il Parlamento sottolinea che “le azioni attualmente finanziate dal Fondo di solidarietà dovrebbero continuare a ricevere finanziamenti adeguati nell’ambito del prossimo Quadro finanziario pluriennale, per far fronte all’intensificarsi delle catastrofi naturali e sostenere concretamente gli Stati membri e le regioni colpite”.
Caritas Ambrosiana: documento sui fatti di Milano. Scuola e politiche giovanili meritano di più. Proposta: un’agorà con i giovani
“Vi sono poi cause e condizioni più specificamente legati alla condizione di vita dei giovanissimi e dei giovani, e alle dinamiche culturali e di comunicazione in cui sono immersi. Noi incontriamo ragazzi e ragazze sempre più spesso e più diffusamente sofferenti, disorientati, scollegati dalle attese e dalle regole degli adulti, abbagliati da modelli di consumo conformisti, assorbiti da schermi onnipresenti, impigliati in schemi di relazione solipsisti, abbandonati in uno stato di fragile salute mentale”. Lo si legge nel documento diffuso oggi da Caritas Ambrosiana sui recenti fatti di Milano. “Non è facile capire perché. I fattori in gioco sono molteplici. E ciascun ragazzo o ragazza ha la propria storia, che sconsiglia facili generalizzazioni. Ma è indiscutibile che il sistema di istruzione e le politiche educative e giovanili non vengono adeguatamente finanziati e attrezzati per offrire a tutti i giovani uguali opportunità di realizzazione del proprio progetto di vita”. Caritas afferma che “non si investe abbastanza sulla scuola. E tantomeno sulle scuole di periferia”. “Provvedimenti legislativi di natura securitaria, tesi ad abbassare l’età perseguibile di chi commette reati e a inasprire le pene, possono riscuotere un facile consenso, ma incidono marginalmente sulla realtà dei minori e tradiscono una cultura del diritto e della giustizia che, specialmente nei confronti dei minori, dovrebbe invece fondarsi sulla centralità dell’educazione”. Infine: “Caritas è disponibile, con le proprie esperienze di servizio, con gli uomini e le donne che ogni giorno attiva, con i dati che registra, con le storie che raccoglie, a partecipare a una ‘agorà dei e con i giovani’ che inauguri una nuova stagione di confronto coraggioso, di conoscenza reciproca, di condivisione di riflessioni ed esperienze. Che provi a ridurre le inquietudini. Per svuotare le piazze della devastazione. E restituire alla città concordia, speranza, futuro”.
Caritas Ambrosiana: documento sui fatti di Milano. “Analisi e vigilanza, non repressione”
“Spaccare vetrine, appiccare incendi, rubare merce, scagliare pietre e cestini, ferire poliziotti è inaccettabile e criminale, d’accordo. Ma se provassimo ad ascoltare la rabbia di preadolescenti e adolescenti, a sondarne il vuoto esistenziale, a decifrarne lo smarrimento culturale e valoriale, prima che si trasformino in ingiustificabile violenza? Caritas, attraverso il servizio di tanti operatori appassionati e volontari generosi, prova a farlo ogni giorno, nel vivo dei territori della diocesi, nel magma di quartieri difficili, ma non privi di umanità”. Lo si legge in un documento diffuso oggi da Caritas Ambrosiana. “Proviamo a farlo con strumenti piccoli e deboli, se rapportati alla vastità e alla durezza della sfida. Attraverso centinaia di doposcuola. Attraverso il capillare presidio dei centri d’ascolto, che intercettando la fatica di tante famiglie colgono le ferree dinamiche di trasmissione intergenerazionale delle povertà. Strumenti inadeguati, lo sappiamo, di fronte a un malessere sempre più accentuato, multidimensionale, sfuggente”. Analisi e vigilanza, non repressione, è lo “stile di riferimento suggerito da Caritas Ambrosiana”. “Una comunità autentica non si accontenta della neutralizzazione delle conseguenze. Prova a sondare e curare le cause. Tra queste cause, non sarebbe onesto trascurare quelle di contesto. Il modello turbocapitalistico finanziario che plasma anche Milano esaspera le differenze sociali, emarginando e segregando mondi che non si riconoscono più nella città che abitano. È un modello ingiusto e per certi aspetti violento”. “Caritas le vede acuirsi ogni giorno, queste diseguaglianze. La polarizzazione delle ricchezze è ormai esondata e travolge la sostenibilità della vita di molti. L’impossibilità a trovare casa e lavoro dignitosi impedisce a tante famiglie di crescere i figli in un clima di speranza nel futuro. L’insufficienza degli investimenti sull’educazione e sul welfare spalanca praterie al conflitto sociale”.
Proteste autotrasportatori: mons. Giudice (Nocera-Sarno), “attendiamo da chi ci governa segnali concreti di ripresa, specialmente per chi non ce la fa più”
“Autotrasportatori e agricoltori fermi ai margini di strade e autostrade che gridano in silenzio la loro fatica a tirare avanti. Giovani che protestano anche con violenza, facendo male e facendosi male. Dobbiamo ascoltarli disarmati, senza pregiudizio, con umiltà e pazienza. Non sono cronaca, sono la vita delle nostre città, che forse stanno perdendo l’anima”. È l’invito che arriva dal vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, mons. Giuseppe Giudice, a partire dalle proteste di questi giorni. “Non basta reprimere se non si ascolta, e si ascolta per prevenire e curare le tante ferite che non vediamo, prodotte da meccanismi iniqui. Sì al dialogo che costruisce la convivenza! No alla violenza che produce altra violenza!”, osserva il presule. “Come vescovo, sono accanto a tutti – chiarisce –. Ai giovani affinché abbandonino la violenza e, senza farsi manovrare, scelgano la fatica della libertà che costruisce. Ai camionisti, che trasportano a rischio della vita cibo, medicine e mercanzia varia, il sostegno per il modo civile di protestare”. Nel mentre, conclude mons. Giudice, “attendiamo da chi ci governa segnali concreti di ripresa, specialmente per chi non ce la fa più, prima che sia troppo tardi. Per tutti, accolta o non accolta, la mia benedizione”.
Ue: Von der Leyen, “l’Unione europea sarà sempre un luogo che protegge chi fugge da guerre e persecuzioni”
(Strasburgo) “L’Unione europea sarà sempre un luogo che protegge chi fugge da guerre e persecuzioni”. Lo ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, partecipando a un dibattito con gli eurodeputati a Strasburgo sui temi di maggior urgenza nell’Ue. Oltre ai temi economici, all’energia, al conflitto in Ucraina, ha toccato la questione migratoria, con toni leggermente differenti dal presidente del Consiglio europeo Costa. Ha però ribadito che per assicurare asilo e protezione bisogna confermare il funzionamento del sistema che gestisce il fenomeno immigrazione. A suo avviso il Patto migrazione e asilo concilia i due poli della responsabilità e della solidarietà. “Abbiamo bisogno di una piena attuazione del Patto sulla migrazione. La responsabilità e la solidarietà, per ogni Paese, vanno di pari passo”. Ha poi dichiarato: “Proporremo di rafforzare Frontex, sia nelle capacità che nel mandato operativo”. Quindi un approfondimento: “Dobbiamo preparare l’Unione europea a una nuova sfida: attori statali e non statali possono essere dietro questi movimenti migratori, con l’obiettivo di dividerci. Proporremo entro la fine dell’anno uno strumento di emergenza che permetta di agire rapidamente in situazioni come quella di Ceuta”. Von der Leyen ha riservato un capitolo del suo discorso al nodo energetico. “L’Ue è troppo dipendente da combustibili fossili esteri, e soprattutto dal gas che determina il prezzo dell’energia”. Inoltre “sprechiamo occasioni non avendo una vera unione dell’energia. Per questo, la Commissione europea svilupperà un piano per una vera Unione europea dell’energia perché dobbiamo fare miglior uso del potenziale che abbiamo”. La presidente ha fra l’altro ribadito che la Russia ha usato “l’energia come arma di ricatto”. “La Russia non è un fornitore di energia affidabile perché, come abbiamo sperimentato, potrebbe in qualsiasi momento trasformare le dipendenze energetiche in un’arma per ricattarci”. Va infine rimarcata la dichiarazione congiunta Costa-Von der Leyen di questa mattina nella quale si legge: “Esprimiamo profondo rammarico per la ratifica, avvenuta oggi da parte del Parlamento libico, del cosiddetto memorandum d’intesa tra Libia e Turchia sulla delimitazione delle giurisdizioni marittime nel Mar Mediterraneo”. “Tale accordo lede i diritti sovrani di Stati terzi, non è conforme al diritto del mare ed è da considerarsi nullo e privo di effetti. Ribadiamo la nostra solidarietà alla Grecia e a Cipro. Ribadiamo la nota posizione dell’Ue contro qualsiasi interferenza esterna in Libia”.
Ue: Costa (Consiglio europeo), sulle migrazioni solo frontiere e rimpatri
(Strasburgo) Fra i temi affrontati da Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, oggi a Strasburgo, figura la questione migratoria. “Il nostro approccio europeo comune sta dando i suoi frutti. Gli attraversamenti irregolari delle frontiere sono diminuiti in modo significativo e il Patto sulla migrazione e l’asilo è ora pienamente applicabile. La sua attuazione deve proseguire”. Secondo Costa “dobbiamo continuare a rafforzare le nostre frontiere esterne e a migliorare l’efficacia dei rimpatri. Dobbiamo inoltre prepararci a situazioni in cui attori statali o non statali strumentalizzino deliberatamente la migrazione”. “Un quadro europeo di risposta alle situazioni di emergenza potrebbe fornire agli Stati membri gli strumenti per reagire rapidamente a crisi di questo tipo”. Non una parola sul versante accoglienza, integrazione, diritto di asilo. Costa ha concluso il suo intervento in emiciclo segnalando “quattro priorità Ue strettamente interconnesse”: “la competitività conferisce all’Europa la sua forza economica; un bilancio flessibile e adeguatamente dotato ci conferisce la capacità di agire; il sostegno all’Ucraina tutela la nostra sicurezza e i nostri principi; le soluzioni europee comuni in materia di migrazione dimostrano tutto il valore dell’azione collettiva”.
Libri: “Disarmiamo il cuore”, il racconto di padre Ibrahim Faltas. Card. Zuppi, “la pace non è un’utopia riservata ai sognatori”
Un appello a costruire la pace partendo dal cuore, nel segno di san Francesco e dell’esperienza vissuta accanto alle popolazioni della Terra Santa. È il filo conduttore di “Disarmiamo il cuore. La pace possibile nello spirito di San Francesco”, il nuovo libro di padre Ibrahim Faltas, francescano della Custodia di Terra Santa, realizzato con il giornalista Pierluigi Senatore e pubblicato da Aliberti. Uscito lo scorso 29 settembre, il volume sarà presentato il prossimo 28 ottobre alla Sala del Refettorio della Camera dei deputati. Attraverso testimonianze, ricordi e riflessioni maturate in oltre trent’anni di presenza in Terra Santa, padre Faltas racconta guerre, mediazioni, dialogo tra i popoli e soprattutto il dramma vissuto dai bambini e dalle famiglie travolte dal conflitto israelo-palestinese. Il libro richiama con forza l’invito di Papa Leone XIV a “disarmare le mani, il cuore, la mente” e rilancia il valore del dialogo come unica strada per una pace giusta e duratura. Nella prefazione, il card. Matteo Maria Zuppi indica il significato dell’opera, definendola “la voce di chi ha scelto di abitare il confine, non per dividerlo, ma per trasformarlo in un ponte”. Il presidente della Cei sottolinea come “la pace non nasce nei grandi proclami, ma nei piccoli gesti quotidiani” e ricorda che “non possiamo considerare normale ciò che normale non sarà mai: bambini che muoiono, famiglie spezzate, città distrutte, luoghi santi trasformati in scenari di conflitto”. Per Zuppi, il messaggio centrale del volume è che “la pace non è un’utopia riservata ai sognatori. È una responsabilità affidata a ciascuno di noi” e che “ogni gesto di fraternità è più forte di qualsiasi arma”. Da qui l’invito a non leggere la Terra Santa come una realtà lontana: “La pace mondiale nasce sempre da una pace vissuta nel quotidiano”. Il libro si inserisce nel cammino dell’ottavo centenario francescano e propone una riflessione sulla fraternità, sulla convivenza tra i popoli e sul ruolo delle religioni come costruttrici di pace, in un tempo segnato da guerre e nuove divisioni.
Economia globale: Mattarella, “magnati, insofferenti alle regole della comunità, incidono sulle nostre libertà”
“Insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche, l’insicurezza delle rotte marittime, rincari dell’energia che ne sono derivati e che alimentano l’inflazione, pretese neo-monopoliste: tutti questi dissennati fenomeni stanno producendo effetti gravemente negativi sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e si riflettono sulle stesse libertà del nostro modello di vita, con cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al merito del lavoro” ai Cavalieri del lavoro nominati il 2 giugno 2026. “È tema, quello dei monopoli, che si ripropone periodicamente – ora in nuovi ambiti come quelli delle tecnologie satellitari e dell’intelligenza artificiale – e su cui è tutt’altro che improprio riflettere, visto il peso crescente che hanno assunto nella nostra vita quotidiana”, ha osservato il Capo dello Stato, convinto che “è la crescente integrazione dell’Unione europea la chiave della crescita di competitività, della difesa e del potenziamento di una civiltà i cui valori oggi appaiono minacciati”. “L’Europa è cultura, coscienza, ideali, e si nutre dei motori che la spingono dall’interno delle società e delle economie”, ha proseguito Mattarella, ricordando che “nelle fasi di incertezza occorre il coraggio dell’innovazione”. “Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia ‘del bel tempo andato’ che non può tornare, ammesso che effettivamente esistesse”, ha ammonito: “Il tempo dell’innovazione richiede certamente coraggio e visione del futuro”. “Molte imprese dimostrano di non avere timore e, in questo atteggiamento rendono un servizio al Paese che deve sapientemente saperle accompagnare in questo sforzo”, l’indicazione del presidente, evidenziando che “lo sviluppo del futuro richiede sostenibilità economica, ambientale, sociale. La protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleata decisiva della crescita, non un costo improduttivo”.
Giovani: Mattarella, “farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro, del timore di asservimento o emarginazione”
“Il 2025 si è concluso con un saldo positivo: è un segnale incoraggiante. Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti. E centrale è il capitale umano, costituito da persone poste nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere libere dal bisogno”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al merito del lavoro” ai Cavalieri del lavoro nominati il 2 giugno 2026. Per il Capo dello Stato “occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione”.
Giovani: Mattarella, verso di loro no ad “atteggiamento di indifferenza o di sottovalutazione. Si tratta di una questione sociale”
“La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. Si tratta di una questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. È il monito lanciato questa mattina dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al merito del lavoro” ai Cavalieri del lavoro nominati il 2 giugno 2026. “Le prospettive dei giovani sono, com’è evidente, ben sappiamo tutti, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita”, ha osservato il Capo dello Stato, per il quale “le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro”. “In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili”, ha rilevato Mattarella, per il quale “dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno”. “Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi adeguatamente realizzare”, la convinzione del presidente.
Lavoro: Mattarella, “i suoi valori sono alla base della Repubblica così come i valori dell’educazione e dell’istruzione”
“Questo appuntamento – nel 125° anniversario dalla istituzione dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro per iniziativa di Giuseppe Zanardelli, il grande statista di cui ricorre, in questi giorni l’anniversario di duecento anni dalla nascita – collega la qualità dell’impresa e del lavoro a quella dello studio. Rappresenta un opportuno e coinvolgente incontro tra generazioni, in una stagione in cui squilibrio demografico e accelerazioni tecnologiche rendono più problematica questa alleanza, o almeno la naturale trasmissione tra giovani e adulti che è vitale per costruire il futuro”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al merito del lavoro” ai Cavalieri del lavoro nominati il 2 giugno 2026. Relativamente ai giovani Alfieri “che, dopo un eccellente percorso nelle medie superiori, ora sono chiamati all’impegno degli studi universitari”, il Capo dello Stato ha rivelato che “guardo sempre con grande attenzione, ogni anno, la scelta delle facoltà che hanno operato. Perché disegna la sensibilità agli interessi culturali del nostro Paese, anno per anno. Ed è di grande importanza e significato registrare ogni anno un’ampia varietà nella gamma delle scelte operate”. “I valori del lavoro sono alla base della Repubblica così come i valori dell’educazione e dell’istruzione”, ha evidenziato Mattarella, ammonendo: “Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme. È nella coesione che una società cresce meglio e di più”.
Lavoro: Mattarella, “base della nostra comunità, sancita dai valori costituzionali”
“In questa occasione celebriamo l’intraprendere. L’impresa, dalla quale deriva il lavoro, base della nostra comunità, sancita dai valori costituzionali”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al merito del lavoro” ai Cavalieri del lavoro nominati il 2 giugno 2026. “Dal proposito di assumere iniziativa, di lavorare, di ricostruire, di realizzare, in libertà e solidarietà, nasce il miracolo di ottanta anni di vita della Repubblica fatto di traguardi sociali ed economici che hanno reso dell’Italia del dopoguerra un protagonista a livello mondiale”, ha osservato il Capo dello Stato. “Non dimentichiamo che l’impresa diffusa – ha aggiunto – è motore dello sviluppo delle nostre comunità, è contrasto sostanziale allo spopolamento e alla rarefazione di servizi che, non da oggi, caratterizza le aree interne del nostro Paese, in un rincorrersi di effetti distruttivi che occorre contrastare con politiche efficaci”.
Libri: “Disarmiamo il cuore”, il racconto di padre Ibrahim Faltas sulla Terra Santa. Card. Zuppi, “la pace non è un’utopia riservata ai sognatori”
Un appello a costruire la pace partendo dal cuore, nel segno di san Francesco e dell’esperienza vissuta accanto alle popolazioni della Terra Santa. È il filo conduttore di “Disarmiamo il cuore. La pace possibile nello spirito di San Francesco”, il nuovo libro di padre Ibrahim Faltas, francescano della Custodia di Terra Santa, realizzato con il giornalista Pierluigi Senatore e pubblicato da Aliberti. Uscito lo scorso 29 settembre, il volume sarà presentato il prossimo 28 ottobre alla Sala del Refettorio della Camera dei deputati. Attraverso testimonianze, ricordi e riflessioni maturate in oltre trent’anni di presenza in Terra Santa, padre Faltas racconta guerre, mediazioni, dialogo tra i popoli e soprattutto il dramma vissuto dai bambini e dalle famiglie travolte dal conflitto israelo-palestinese. Il libro richiama con forza l’invito di Papa Leone XIV a “disarmare le mani, il cuore, la mente” e rilancia il valore del dialogo come unica strada per una pace giusta e duratura. Nella prefazione, il card. Matteo Maria Zuppi indica il significato dell’opera, definendola “la voce di chi ha scelto di abitare il confine, non per dividerlo, ma per trasformarlo in un ponte”. Il presidente della Cei sottolinea come “la pace non nasce nei grandi proclami, ma nei piccoli gesti quotidiani” e ricorda che “non possiamo considerare normale ciò che normale non sarà mai: bambini che muoiono, famiglie spezzate, città distrutte, luoghi santi trasformati in scenari di conflitto”. Per Zuppi, il messaggio centrale del volume è che “la pace non è un’utopia riservata ai sognatori. È una responsabilità affidata a ciascuno di noi” e che “ogni gesto di fraternità è più forte di qualsiasi arma”. Da qui l’invito a non leggere la Terra Santa come una realtà lontana: “La pace mondiale nasce sempre da una pace vissuta nel quotidiano”. Il libro si inserisce nel cammino dell’ottavo centenario francescano e propone una riflessione sulla fraternità, sulla convivenza tra i popoli e sul ruolo delle religioni come costruttrici di pace, in un tempo segnato da guerre e nuove divisioni.
Guerriglia a Milano: Oltolini (Mission Bambini), “chiediamoci cosa offriamo agli adolescenti dalle due del pomeriggio in poi”
“Quando le piazze si infiammano su temi come il costo della vita, la presenza di giovanissimi disposti allo scontro è il sintomo di un malessere profondo. Prima di discutere su cosa succede nelle piazze, dovremmo chiederci cosa offriamo a questi adolescenti dalle due del pomeriggio in poi, per evitare che la strada o la violenza rimangano l’unico luogo in cui far sentire una frustrazione altrimenti invisibile”. Stefano Oltolini, direttore generale di Mission Bambini, commenta così gli episodi di tensione che hanno interessato Milano negli ultimi giorni. Le proteste sociali mostrano spesso un isolamento già radicato nei contesti urbani. A livello nazionale, quasi 1,4 milioni di minori vivono in povertà assoluta, mentre l’abbandono scolastico precoce si attesta al 9,8%. Un divario che si amplifica nelle periferie e in alcune aree del Paese. Le fragilità colpiscono in modo ancora più incisivo i ragazzi con background migratorio: a Milano la dispersione e il ritardo scolastico tra questi studenti superano il 22% nei Municipi periferici, mentre a livello nazionale l’abbandono precoce tra i ragazzi di seconda e terza generazione sfiora il 26% e l’incidenza della povertà tra le famiglie straniere con minori supera il 26%. Beatrice Dalia, giurista e mediatrice familiare e scolastica, evidenzia: “A questi ragazzi manca la motivazione interna a un agire che sia prima di tutto nel loro interesse e poi in quello della società a cui appartengono. Ed è proprio questo senso di estraneità alla comunità di cui sono parte che deve essere debellato, attraverso ‘palestre di relazione’, in cui i giovanissimi possano imparare a conoscere se stessi, a gestire le emozioni e a coltivare sentimenti positivi. La tutela della convivenza civile passa prima di tutto dalla capacità di offrire loro contesti, anche non scolastici, in cui poter rielaborare la rabbia e sviluppare un senso di appartenenza. Non si tratta di percorsi di rieducazione, ma di un’educazione civica di base, intesa come abilità allo stare insieme, in virtù di una condivisione sentita di regole comuni che invece, oggi, dà loro euforia infrangere”. Per intercettare il disagio prima che sfoci in episodi di violenza, Mission Bambini interviene a Milano e sul territorio nazionale con il programma Stelle Scuola, che nell’anno scolastico in corso coinvolge 15 scuole a Milano, Roma, Napoli, Potenza e Bari. L’organizzazione offre sostegno allo studio e alfabetizzazione gratuiti per favorire l’integrazione e il successo scolastico dei ragazzi, con una specifica attenzione a chi ha un background migratorio, affiancando laboratori per gestire l’aggressività e sviluppare le competenze trasversali. Attraverso percorsi di orientamento rivolti ai giovani tra i 15 e i 20 anni che hanno interrotto gli studi, Mission Bambini propone una presenza educativa continuativa nei quartieri, affiancando le famiglie e gli istituti scolastici nella prevenzione della dispersione e dell’isolamento sociale.
San Benedetto: a Strasburgo una sala del Parlamento europeo porta il suo nome. Castelli, “omaggio al Santo Patrono d’Europa”
“L’intitolazione di una sala del Parlamento europeo di Strasburgo a San Benedetto da Norcia rappresenta un riconoscimento di grande valore storico, culturale e spirituale”. Lo dichiara Guido Castelli, commissario straordinario alla Ricostruzione del sisma 2016, commentando la cerimonia svoltasi ieri nella sede dell’Europarlamento. Per Castelli è “un omaggio al Santo Patrono d’Europa” e anche “un segnale particolarmente significativo per Norcia e per tutti i territori dell’Appennino centrale, a dieci anni dal terremoto del 2016”. La Basilica di San Benedetto, crollata il 30 ottobre di quell’anno, “è tornata a essere un luogo di preghiera e di incontro, dopo un complesso intervento di ricostruzione”. “Non stiamo semplicemente ricostruendo edifici. Stiamo restituendo alle comunità luoghi nei quali riconoscersi e ritrovare le proprie radici”, sottolinea il commissario, che ringrazia i promotori dell’iniziativa, Nicola Procaccini, Antonella Sberna, Carlo Fidanza, Marco Squarta e il gruppo dei Conservatori e riformisti europei. “Norcia ha saputo rialzarsi e continua a farlo”, aggiunge, ribadendo il sostegno della Struttura commissariale alla candidatura di Norcia e della Civitas appenninica a Capitale europea della cultura 2033, un progetto che “valorizza l’identità benedettina della città, il suo patrimonio storico e spirituale”.
Croazia: plenaria dei vescovi. In agenda sinodalità, vocazioni, Caritas e comunità carismatiche
È in corso l’assemblea plenaria ordinaria della Conferenza episcopale croata, presieduta dal presidente mons. Dražen Kutleša, arcivescovo di Zagabria. Il suo discorso di saluto è cominciato con un pensiero “di particolare affetto al Santo Padre Leone XIV” che i presuli accompagnano con le loro preghiere. Tra i temi in agenda due sono di particolare importanza: la sinodalità, con particolare attenzione alla fase di attuazione del processo sinodale, e il documento Ratio fundamentalis nationalis, ossia sugli orientamenti nazionali per la formazione dei candidati al sacerdozio. Mons. Kutlesa ha affermato che la sinodalità “deve diventare un modo permanente di ascoltare, discernere e servire insieme, nel quale ciascuno contribuisca secondo la propria vocazione e responsabilità”. E ha aggiunto: “Questo richiede a noi vescovi di orientare chiaramente l’attuazione, seguirla attentamente e valutarla responsabilmente”. Riguardo le vocazioni, il presidente dei vescovi croati ha dichiarato il “bisogno di una formazione integrale che armonizzi le dimensioni umana, spirituale, intellettuale e pastorale”. I presuli inoltre discutono sulle attività della Caritas croata e delle comunità carismatiche.
Catastrofe umanitaria a Oleshky: vescovo di Odessa, “si faccia tutto il possibile per aiutare chi è rimasto intrappolato in città”
“La popolazione ha un bisogno disperato di aiuti, soprattutto di generi alimentari. È fondamentale che questa situazione non venga dimenticata e che si faccia tutto il possibile per sostenere chi è rimasto intrappolato in città”. È il vescovo della diocesi cattolica di rito latino di Odessa-Sinferopoli, mons. Stanislav Šyrokoradjuk, a parlare in un’intervista al Sir della situazione di Oleshky, la città che si trova nella regione meridionale dell’Ucraina, e dove è in atto una vera e propria catastrofe umanitaria. Il Sir lo ha raggiunto perché la città al centro dei colloqui telefonici di Papa Leone con i presidenti Putin e Zelensky, è parte del suo territorio diocesano. “Le informazioni che ricevo – risponde – provengono da alcuni parrocchiani della comunità cattolica di Oleshky e dal sacerdote che si trova lì. Si tratta di notizie molto delicate e riservate, perché la popolazione vive in una situazione di grande paura”. “Attualmente, a Oleshky sono rimaste circa 2.000 persone”, dice il vescovo. “La città non è soltanto sottoposta a un blocco, ma sta vivendo una situazione che ricorda tragicamente l’Holodomor, la grande carestia che ha segnato la storia del popolo ucraino. Anche i pochi generi alimentari che si riesce a far arrivare tramite i droni vengono sequestrati dai militari. L’emergenza più grave è dunque quella umanitaria”. Siete riusciti a entrare in città dopo il 24 febbraio 2022? “Purtroppo – risponde il vescovo -, dal 24 febbraio 2022 non è più possibile entrare a Oleshky, a causa dell’occupazione russa e del blocco imposto alla città. La situazione è estremamente difficile e i contatti con chi è rimasto lì sono molto limitati e delicati”. Riguardo poi all’intervento di Papa Leone, mons. Šyrokoradjuk dice: “Sono profondamente grato al Santo Padre per la sua attenzione verso l’Ucraina e, in particolare, per la sua preghiera quotidiana per il nostro Paese. Gli siamo riconoscenti per tutto ciò che cerca di fare per raggiungere una pace giusta. Naturalmente, ogni iniziativa di pace rappresenta un segno importante e mantiene viva la speranza”. “Tuttavia – aggiunge -, dobbiamo anche essere realisti: conosciamo la natura dell’aggressore e sappiamo che le radici di questa guerra affondano nelle scelte del Cremlino. Per questo guardiamo a ogni tentativo di mediazione con gratitudine, ma anche con grande cautela. La pace è ciò che desideriamo profondamente, ma non può essere una pace qualsiasi: deve essere una pace giusta, che rispetti la dignità, la libertà e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.
Proteste autotrasportatori: Petraglia (UniBas), “blocchi prolungati avrebbero ripercussioni su intera economia nazionale e ricadute sociali pesanti al Sud”
“Blocchi prolungati produrrebbero effetti a catena: ritardi nelle forniture, sospensioni della produzione e ripercussioni sulle filiere e sull’occupazione. Le conseguenze non resterebbero confinate al Sud, perché le attività produttive meridionali sono strettamente integrate con quelle del resto del Paese”. Così Carmelo Petraglia, professore di economia politica presso l’Università della Basilicata e consigliere scientifico dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez), illustra in un’ le possibili conseguenze del prolungato fermo delle attività messo in campo dagli autotrasportatori delle regioni del Sud Italia per via del caro-carburanti, ritenuto ormai insostenibile. “Il pericolo è che uno shock temporaneo provochi una perdita duratura di capacità produttiva”, avverte il docente, aggiungendo: “Il rischio è che ai maggiori costi di produzione e trasporto si aggiungano le perdite dei prodotti rimasti invenduti e le difficoltà di approvvigionamento, alimentando nuove pressioni sui prezzi”. Secondo Petraglia “occorre garantire l’erogazione tempestiva dei sostegni già stanziati per l’autotrasporto e adeguare le compensazioni ai rincari più recenti”, così come “vanno rafforzati anche gli aiuti alle imprese agricole, estendendoli a quelle agromeccaniche che lavorano per conto degli agricoltori”. “Ma – ammonisce – l’emergenza non deve far perdere di vista la priorità strutturale: ridurre la dipendenza dalla gomma, investendo in ferrovia, intermodalità e logistica nel Mezzogiorno”.
Diocesi: Aversa, una riflessione collettiva sul tempo che viviamo per la presentazione del libro “Il rumore di fondo”
Si è svolta ieri, martedì 20 ottobre, nella Sala lettura “Mons. Domenico Meles” della Biblioteca “Paolo VI” del Seminario vescovile di Aversa, la presentazione de “Il rumore di fondo” (Nulla Die, collana iCanti), la prima raccolta di poesie del giornalista e scrittore Ignazio Riccio. Il pubblico ha seguito con attenzione un incontro che ha trasformato la presentazione di un libro in una riflessione collettiva sul tempo che viviamo. Ad aprire la serata è stato don Bartolo Puca, direttore dell’Ufficio diocesano per il laicato. Hanno poi dialogato con l’autore don Francesco Riccio, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, e la docente e scrittrice Anna Sgueglia, che hanno messo in luce i temi della raccolta: lo smarrimento dell’uomo contemporaneo, il bisogno di autenticità, la fatica di distinguere la propria voce dentro il frastuono quotidiano. Le letture di alcuni testi sono state affidate a Maria Luisa Coppola del Serra Club Italia. A concludere l’incontro è stato mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, che si è soffermato sul valore della parola: “La parola è divina ed è capace di cambiare le cose”. “Il rumore di fondo è quello che accompagna ogni giorno le nostre vite e che, a forza di sentirlo, non ascoltiamo più”, ha spiegato Ignazio Riccio. “La poesia, per me, è il gesto di abbassare il volume e provare a sentire cosa c’è sotto”.
Caritas: a Sesto Fiorentino una casa in cohousing per chi esce dall’accoglienza
“Senza una casa non c’è autonomia possibile”. Lo afferma Marco Seracini, presidente di Fondazione Solidarietà Caritas Ets di Firenze, che ieri ha inaugurato a Sesto Fiorentino, in piazza della Chiesa, un appartamento in cohousing per cinque titolari di protezione internazionale usciti dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). L’alloggio è stato messo a disposizione dalla parrocchia di San Martino, grazie a don Daniele Bani. Garantirà sei mesi di ulteriore supporto abitativo: gli operatori della Fondazione accompagneranno gli ospiti nel consolidare occupazione, relazioni e indipendenza economica, con l’obiettivo di arrivare a un contratto d’affitto autonomo. Molti di loro hanno già un lavoro e un progetto di vita, ma faticano a trovare un affitto. “Il diritto all’abitare – spiega Seracini – non riguarda soltanto un tetto sopra la testa, ma rappresenta una condizione essenziale per l’inclusione sociale, la salute, il lavoro, l’educazione e la dignità della persona”. La casa, “che dovrebbe rappresentare un luogo di sicurezza, stabilità e progettualità, rischia di trasformarsi in un privilegio accessibile a pochi”. L’iniziativa, inserita nella manifestazione “Sesto Mondo”, è per l’assessore comunale alle Politiche sociali Massimiliano Kalmeta “un esempio concreto di accoglienza”. Il cohousing nasce dal progetto Rubiks, finanziato dal ministero dell’Interno con fondi Fami e realizzato da Comune di Firenze, Società della salute Fiorentina Nord-Ovest, Fondazione Caritas e cooperativa Il Girasole.
Leone XIV: oggi in 30mila all’udienza in piazza San Pietro
Sono 30mila le persone che hanno assistito oggi all’udienza generale di Papa Leone XIV, la prima dopo il ricovero al Policlinico Gemelli. Lo si apprende da fonti vaticane.
Parlamento Ue: voci degli eurodeputati italiani sul bilancio pluriennale tra risorse proprie e minaccia di voto contrario
(Strasburgo) Il nuovo bilancio europeo 2028-2034 continua a tenere banco in Europa, a pochi giorni dal vertice dei 27 capi di Stato e di governo dell’Ue. In un incontro per la stampa che si è svolto a Strasburgo, una delegazione di eurodeputati italiani ha fatto il punto sulla posizione dell’Eurocamera – da tempo impegnata a chiedere un budget prossimo ai duemila miliardi – in vista delle nuove mosse del Consiglio, atteso a novembre da una nuova discussione sul bilancio in un summit straordinario indetto dal presidente Antonio Costa. Per Salvatore De Meo (Popolari) il tema delle risorse proprie resta divisivo: “Crediamo che non sia la strada per poter arrivare a recuperare risorse a fronte di sfide sempre più ambiziose che però vede un bilancio paragonabile a quello degli altri player completamente inadeguato”. Chi invece prova a individuare altri strumenti per finanziare il prossimo bilancio è Nicola Zingaretti (Socialisti e democratici): “Ci auguriamo che il Consiglio valuti una ridiscussione in merito alla tassa sui colossi digitali, la cosiddetta webtax”. Secondo Ruggero Razza (Conservatori), “sono inaccettabili nuove risorse proprie che diventino tasse sulle imprese e sulle persone”, citando in particolare lo strumento che prevede di tassare le grandi aziende. Cristina Guarda (Verdi) sostiene la necessità di perseguire “l’unità di una strategia europea per un mercato unico che sia veramente competitivo e non, invece, frutto di 27 strategie differenti”. Infine, Pasquale Tridico (The Left – Sinistra) mette in risalto come i tagli proposti nella bozza di compromesso elaborata dalla presidenza di turno irlandese del Consiglio dell’Ue finisca per mettere a rischio il fondo di solidarietà, “lo stesso che in questi giorni ha reso possibile l’erogazione di 75 milioni di euro per le regioni di Calabria, Sardegna e Sicilia colpite dal ciclone Harry”, sottolinea. Il Parlamento europeo ha il compito di approvare il bilancio pluriennale dell’Unione: i continui scontri in materia di budget, tuttavia, potrebbero rendere il via libera dell’emiciclo molto più di una formalità. In caso di voto contrario, il settennato rischierebbe di prendere avvio in esercizio provvisorio, ovvero con il freno a mano tirato già in partenza.
Ue: Costa (Consiglio europeo), dalla Russia una “escalation inaccettabile”. Sostegno all’Ucraina e obiettivo pace
(Strasburgo) “Le azioni della Russia confermano un’escalation inaccettabile. La Russia deve porre fine a questa pericolosa corsa in avanti”. Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ha affrontato diversi temi – fra cui la competitività e il bilancio pluriennale, dibattuti all’ultimo Consiglio europeo – intervenendo oggi alla plenaria del Parlamento europeo durante un dibattito richiesto dagli eurodeputati (dove si è notato un emiciclo semivuoto). Costa ha denunciato le campagne ibride della Russia, gli atti di sabotaggio e le ripetute violazioni dello spazio aereo e delle acque territoriali europee: “Questo ci ricorda – ha dichiarato – che la sicurezza dell’Ucraina e quella dell’Europa sono indissociabili”. Ha ribadito la volontà dell’Ue di accelerare “l’attuazione della nostra strategia di difesa” rafforzando “la capacità di proteggere i cittadini e le infrastrutture critiche. Il nostro obiettivo resta una pace giusta e duratura, a condizioni che si rispettino sovranità e sicurezza dell’Ucraina”. Costa ha poi sottolineato: “L’Europa e i suoi Stati membri forniscono l’80% degli aiuti esterni destinati all’Ucraina; anche i nostri partner internazionali devono intensificare i loro sforzi. [] La nostra determinazione a sostenere l’Ucraina e il suo popolo è più forte che mai”. Sul bilancio 2028-2034 ha detto: “I negoziati sul bilancio a lungo termine stanno entrando in una fase decisiva. Restiamo determinati a raggiungere un accordo entro la fine di quest’anno”. Le discussioni in sede di Consiglio europeo “hanno consentito di compiere progressi sul prossimo quadro finanziario. Non si tratta di una mera questione di cifre; è, essenzialmente, una scelta politica che riguarda l’Europa che vogliamo costruire insieme e la nostra capacità di agire. Serve un bilancio ambizioso da essere all’altezza delle nostre responsabilità, mantenendo al contempo i contributi nazionali a un livello ragionevole”.
Colombia: Caritas, otto milioni di persone sotto l’influenza di gruppi armati, “abbandonare la violenza”
Più di otto milioni di persone, in Colombia, vivono sotto l’influenza di gruppi armati e i bisogni di protezione sono aumentati del 35,7% tra il 2025 e il 2026. Lo denuncia la Caritas colombiana, in un comunicato diffuso dopo un incontro del Gruppo di lavoro per la Colombia, aperto a società civile e organizzazioni internazionali, a Bogotá con mons. Juan Carlos Barreto, presidente della Commissione episcopale del Segretariato nazionale di pastorale sociale Caritas, e p. Diego Meza, direttore del medesimo organismo. “Le dispute territoriali, i confinamenti, gli sfollamenti, il reclutamento, l’uso e l’impiego di minori per la guerra, le economie illecite, sommate alle emergenze climatiche e all’aumento della mobilità umana, limitano i diritti, restringono l’accesso umanitario e incrinano l’autonomia comunitaria”, avverte il messaggio. Le organizzazioni hanno espresso preoccupazione per i rischi che affrontano minori, donne, leader sociali, difensori dei diritti umani e dell’ambiente, e operatori pastorali, ed esortato gli attori armati ad “abbandonare la violenza e avanzare verso la fine delle violenze”. Allo Stato colombiano è stato chiesto di attuare integralmente l’Accordo di pace e di rafforzare la protezione delle comunità e dei loro leader, in coordinamento con le autorità territoriali. Le Caritas continueranno a sostenere le iniziative di pace delle comunità e i dialoghi pastorali per facilitare l’assistenza umanitaria.
Disabilità: Fondazione Sacra Famiglia, il 23 ottobre un convegno sui disturbi visivi di chi non può riferirli. Apre mons. Delpini
Si terrà venerdì 23 ottobre, dalle 9 alle 16, al Teatro della Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone (Milano) il convegno “Oftalmologia della disabilità: nuove prospettive, innovazione e cura oculistica specializzata”, promosso dalla Fondazione e dalla Casa di cura Ambrosiana con il patrocinio dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Milano. Al centro i disturbi della vista nelle persone con disabilità o fragilità che non riescono a riferirli: un deficit spesso oscurato dalla patologia principale, secondo il meccanismo che gli specialisti chiamano “eclissi diagnostica”. Apriranno i lavori mons. Mario Delpini, arcivescovo di Milano, e mons. Bruno Marinoni, presidente della Fondazione. “L’accesso alle cure oculistiche per le persone fragili è ancora fortemente diseguale”, spiega Mario Ercole Alessandro Giò, responsabile dell’Unità oculistica della Casa di cura Ambrosiana. “In molti contesti si ricorre all’anestesia generale anche solo per esami di base, con gravi rischi, costi e ritardi diagnostici che possono portare a un peggioramento della vista”, aggiunge il medico, che annuncia “soluzioni concrete: dai protocolli per pazienti con autismo e sindrome di Down alla riabilitazione visiva in telemedicina, fino all’accesso facilitato alle cure del Progetto Dama”. Tra i relatori Francesco Bandello, primario di oculistica dell’Irccs Ospedale San Raffaele e direttore scientifico dell’evento, e Paolo Nucci, della Clinica oculistica universitaria dell’Ospedale San Giuseppe. Ingresso gratuito, 200 posti.
Dialogo interreligioso: a Lucca Comics & Games il 29 ottobre “Eredi dei profeti”, una cristiana e un musulmano leggono insieme i fumetti sufi
Si terrà giovedì 29 ottobre alle 10, nella sala Tobino di Palazzo Ducale a Lucca, l’incontro “Eredi dei profeti. Quando un fumetto diventa dialogo”, inserito nel ufficiale di Lucca Comics & Games, giunto alla 60ª edizione. Una cristiana e un musulmano leggeranno insieme i volumi di 40 Sufi Comics, la casa editrice indiana con cui i fratelli Mohammed Ali e Arif Vakil raccontano a fumetti storie e insegnamenti della tradizione islamica, presentati per la prima volta in Italia. A confronto Luisa Locorotondo, incaricata della Conferenza episcopale toscana per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, e l’imam Yahya Pallavicini, vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis). “Creare spazi di dialogo reciproco, responsabile e inclusivo costituisce un concreto segno di distensione e di speranza”, afferma Locorotondo, che richiama “l’invito di Papa Leone XIV a privilegiare l’incontro e a costruire ponti anziché muri”. “Mai stancarsi di parlare, mai stancarsi di ascoltarsi, mai stancarsi di camminare insieme”, aggiunge, ricordando che il dialogo “richiede pazienza, fiducia e la disponibilità a lasciarsi interrogare dalla storia e dall’esperienza dell’altro”. Così “Eredi dei profeti” diventa “un piccolo ma significativo laboratorio di fraternità, capace di offrire alle nuove generazioni una testimonianza concreta di convivenza e di pace”.
Diocesi: Fermo, sabato 21 novembre a Porto Sant’Elpidio l’incontro con l’arcivescovo Pennacchio per la Gmg 2026
Si intitola “Scoprirsi amati per amare” l’incontro diocesano promosso dal Servizio di pastorale giovanile dell’arcidiocesi di Fermo in occasione della 41ª Giornata mondiale della gioventù che si celebra il 21 novembre. L’appuntamento è in programma in questo stesso giorno a Porto Sant’Elpidio e vedrà riuniti i giovani dell’arcidiocesi, a partire dal primo anno della scuola secondaria di secondo grado, insieme all’arcivescovo mons. Rocco Pennacchio. L’iniziativa, divenuta ormai una tradizione per la Chiesa fermana, sarà caratterizzata da uno stile informale e partecipativo. Accanto all’arcivescovo interverranno infatti tre ospiti che offriranno le loro testimonianze in un confronto pensato come un “Live Podcast”, tra dialogo, domande, riflessioni ed esperienze di vita. Gli organizzatori sottolineano che non si tratterà di interventi accademici o conferenze frontali, ma di una conversazione costruita su racconti autentici e momenti di condivisione, per favorire ascolto, confronto e fraternità. L’incontro si svolgerà presso “Primo Piatto – Il Diamante”, a Porto Sant’Elpidio, dalle 16.15 alle 19.30 circa, e si concluderà con un aperitivo finale di saluto. La Giornata mondiale della gioventù viene celebrata nelle diocesi del mondo nell’ultima domenica dell’anno liturgico, secondo la riforma introdotta da Papa Francesco che ha spostato la ricorrenza dalla Domenica delle Palme alla Solennità di Cristo Re. L’appuntamento internazionale con la Gmg si svolgerà invece nell’agosto 2027 a Seul, in Corea del Sud.
Leone XIV: udienza, ricorda la beatificazione dei sacerdoti spagnoli uccisi “in odio alla fede”
“Sabato scorso, a Ibiza, Spagna, sono stati beatificati don Juan Torres Torres e 19 compagni, sacerdoti delle isole di Ibiza e Formentera, uccisi in odio alla fede nella persecuzione religiosa del secolo scorso. La loro testimonianza ci incoraggia a fare della vita un’offerta d’amore a Dio e ai fratelli”. Lo ha detto il Papa, al termine dell’udienza di oggi, la prima dopo il ricovero al Policlinico Gemelli. “Esorto ciascuno a vivere con coerenza la fede per irradiare nel vostro ambiente il messaggio liberante del Vangelo”, l’invito ai giovani, ai malati e agli sposi novelli.
Don Puglisi: mons. Bertolone (postulatore), “una domanda protocollata dà un nome al bisogno e un destinatario alla responsabilità”
“Una scuola può morire prima di nascere. Muore ogni volta che una richiesta resta senza risposta e, nel frattempo, un ragazzo smette di studiare”. Lo scrive mons. Vincenzo Bertolone, arcivescovo emerito di Catanzaro-Squillace e postulatore della fase romana della causa di beatificazione di don Pino Puglisi, in un pubblicato da L’Amico del Popolo, settimanale della diocesi di Agrigento, nella memoria liturgica del parroco di Brancaccio ucciso da Cosa nostra nel 1993. Studiando le sue carte, racconta il presule, “ho imparato che la santità può lasciare traccia non soltanto in un diario spirituale, ma anche in un registro di protocollo”. Nel 1992 il sacerdote chiedeva una scuola media con palestra, un presidio sanitario e l’apertura ai ragazzi di locali comunali inutilizzati. “Una domanda protocollata dà un nome al bisogno e un destinatario alla responsabilità”, osserva Bertolone, per il quale “il ritardo non è sempre una questione tecnica” e “può diventare una scelta”: “L’assenza delle istituzioni non resta vuota: c’è chi impara ad abitarla e a ricavarne potere”. Don Puglisi, prosegue, “aiutava un quartiere a riconoscersi titolare di diritti”, perché “il favore lascia un debito verso chi lo concede; il diritto riconosce una dignità che precede la concessione”. La scuola arrivò dopo la sua morte e porta il suo nome. “La fedeltà a un martire si vede il mattino dopo”, conclude l’arcivescovo.
Leone XIV: udienza, “vita concepita deve essere protetta”, no a aborto e infanticidio
Sono i figli “il dono più eccellente del matrimonio”: da ciò consegue sia che “la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura”, scongiurando “l’aborto come l’infanticidio”, sia che “gli atti specifici della vita coniugale, ordinati secondo la vera dignità umana, devono essere rispettati con grande stima”. A ribadirlo, sulla scorta della Gaudium et spes, è stato il Papa, nella prima udienza generale dopo il ricovero al Gemelli. Nella catechesi, Leone XIV si è soffermato sulla “funzione sociale della famiglia”, che nel documento conciliare è definita “una scuola di umanità più ricca” e “il fondamento della società”, richiamando “tutti coloro che hanno responsabilità sociali, specialmente in ambito politico e culturale, al dovere di collaborare efficacemente alla promozione del matrimonio e della famiglia”. “Quest’impegno è più che mai urgente”, l’appello del Papa: “La Chiesa lo sa bene, come dimostra la sollecitudine pastorale dei Papi che si sono succeduti dopo l’ultimo Concilio, fino alla duplice Assemblea sinodale voluta da Papa Francesco, sulla quale sono ritornati, nei giorni scorsi, i Capi delle Chiese Orientali Cattoliche e i Presidenti delle Conferenze Episcopali”.
Leone XIV: udienza, “il bene della persona e della società è strettamente connesso con la felice situazione della famiglia”
“Il bene della persona e della società umana e cristiana è strettamente connesso con una felice situazione della comunità coniugale e familiare”. Lo ha detto il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi – la prima dopo il ricovero al Gemelli per un adenocarcinoma – ha proseguito il ciclo di catechesi sulla Gaudium et spes, nella parte dedicata al sacramento del matrimonio, come “reciproca donazione dell’uomo e della donna”, e alla fecondità matrimoniale. “Non limitandosi all’attrattiva erotica, che pure integra in sé, l’amore coniugale coinvolge tutta la volontà degli sposi, ravvivandone gli affetti dell’animo ed esprimendosi mediante sentimenti e gesti di tenerezza”, ha spiegato Leone XIV: “Abbracciando il bene di tutta la persona dell’uomo e della donna, uguali nella dignità, quest’amore pervade tutta quanta la vita dei coniugi, trovando espressione negli atti esclusivamente propri del matrimonio. Mentre significa l’amore integrale da persona a persona, la singolare intimità degli sposi ne favorisce la mutua donazione e arricchisce la loro vicendevole gioia”.
Leone XIV: “grazie per il sostegno delle vostre preghiere, grazie a Dio per la sua generosità”
“La prima cosa che vorrei dirvi è grazie: grazie per il sostegno delle vostre preghiere”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, iniziando così la prima udienza generale dopo il ricovero al Policlinico Gemelli, dove è stato operato otto giorni fa per un adenocarcinoma che ha causato l’asportazione del lembo inferiore del polmone destro. “Grazie a Dio per la sua generosità”, ha proseguito Leone XIV sempre a braccio: “Rinnoviamo tutti la nostra fiducia nella bontà e nella misericordia di Dio”.
Diocesi: Palermo, profanato il tabernacolo a Termini Imerese. I parroci, “un gesto così grave che offende il Signore”
“Con profondo dolore abbiamo appreso della profanazione del Tabernacolo e del furto delle pissidi e del calice nella Parrocchia Maria SS. del Carmelo”. Si apre così il comunicato con cui i parroci della città di Termini Imerese, nell’arcidiocesi di Palermo, esprimono vicinanza alla comunità del Carmelo, guidata da don Giuseppe Zucchetto, colpita da un furto sacrilego nella notte tra il 19 e il 20 ottobre. Ignoti si sono introdotti nella chiesa, hanno forzato il tabernacolo e portato via le pissidi, il calice e altri vasi sacri, gettando le ostie consacrate sull’altare prima di fuggire. I sacerdoti manifestano “la più sentita vicinanza al parroco don Giuseppe e all’intera Comunità Ecclesiale di Termini Imerese davanti a un gesto così grave che offende il Signore, presente realmente nel Sacramento dell’Eucaristia, e ferisce il cuore di ogni credente”. “Ci uniamo nella preghiera di riparazione – proseguono – e invochiamo il Signore affinché tocchi il cuore di chi ha compiuto tale gesto”. Da qui l’invito ai fedeli “a un atto di riparazione” e l’affidamento dei responsabili “alla misericordia di Dio”. Sull’accaduto è intervenuto anche l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice: “Ripariamo l’oltraggio fatto all’Eucaristia con la comunione della nostra preghiera”, ha scritto, invitando a pregare “per la conversione di chi ha compiuto questo gesto perché non si disumanizzi”.
Leone XIV: udienza, giro in papamobile. Folla straripante di fedeli nonostante la pioggia
Il Papa ha fatto il suo ingresso in piazza San Pietro sulla consueta papamobile, aperta ai lati e solo con il tettino superiore per ripararsi dalla pioggia che oggi cade battente su Roma. A soli otto giorni dall’intervento al Policlinico Gemelli per un adenocarcinoma polmonare che ha comportato l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro, Leone XIV si è concesso nuovamente all’abbraccio di una folla straripante, che ha congestionato tutti i varchi d’accesso già da un’ora prima dell’appuntamento del mercoledì in piazza San Pietro. Si tratta, quindi, di un completo ritorno alla normalità – sancito anche stamattina con l’udienza al Dicastero delle cause dei santi nel Palazzo apostolico – con il Pontefice apparso sorridente e rilassato che ha salutato al suo passaggio prima di tutto i bambini, come è sua abitudine. I fedeli hanno punteggiato tutto il percorso tra i vari settori della piazza delimitati dal colonnato del Bernini con applausi e battimani, chiamando a più riprese e a gran voce il suo nome.
Proteste autotrasportatori: Violo (Società di San Vincenzo De Paoli), “pronti a intervenire, con Istituzioni e volontariato, per sostenere famiglie e costruire società più giusta”
“In questi giorni sentiamo particolare vicinanza nei confronti degli autotrasportatori e agli operatori dell’agroalimentare e della pesca, settori pesantemente colpiti dal caro carburanti a cui desideriamo esprimere attenzione e piena comprensione delle ragioni della loro mobilitazione. Riconosciamo il valore e l’importanza del loro lavoro per l’intera società e sappiamo che dietro ad ogni lavoratore c’è una famiglia che fa affidamento su una equa retribuzione ed a tutte queste famiglie rivolgiamo il nostro pensiero di solidarietà”. Lo dice Federico Violo, presidente della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv, in merito alle proteste di questi giorni. “Siamo convinti che, pur nella diversità delle situazioni, esista uno spazio importante per l’azione del volontariato. Riconoscendo la verità del disagio sociale dobbiamo interrogarci su come prevenire l’emarginazione, ricostruire relazioni di fiducia e offrire nuove opportunità”, aggiunge. “È proprio qui che la Società di San Vincenzo De Paoli può e deve intervenire. Prima come sentinella attenta ai segnali di fragilità che emergono nei territori, poi come presenza concreta accanto alle famiglie più disagiate e, infine, come forza capace di incoraggiare le nuove generazioni a credere nelle proprie possibilità”. Violo chiarisce: “Il nostro compito non è sostituirci alle istituzioni, verso le cui capacità esprimiamo fiducia, ma affiancarle secondo quel principio di sussidiarietà che riconosce al volontariato un ruolo prezioso nella costruzione del bene comune. Conosciamo le difficoltà delle persone perché le incontriamo ogni giorno, spesso nelle loro case, e sappiamo quanto sia importante intervenire prima che una situazione di fragilità diventi una condizione di esclusione”. Ricordando l’invito di Papa Francesco alla costruzione di una “alleanza sociale per la speranza”, “siamo sin d’ora pronti a concorrere a disegnare un percorso di più forte collaborazione insieme alle Istituzioni nazionali e locali, alla scuola, alle famiglie e a tutte le realtà del Terzo settore: uniamo le nostre forze in una grande alleanza educativa e sociale, capace, partendo dalla ricerca della Pace, verso cui riteniamo in questi giorni Papa Leone XIV abbia offerto al Mondo una nobile testimonianza di impegno personale, e dalla giustizia sociale, di coniugare la formazione delle giovani generazioni, l’educazione alla legalità e alla responsabilità civica, la protezione delle persone più vulnerabili e l’accompagnamento delle famiglie in difficoltà”. Per Violo, “non servono protagonismi, ma collaborazione. Non cerchiamo responsabilità da attribuire, ma soluzioni da costruire insieme, nel rispetto delle competenze di ciascuno. Perché una società più giusta non nasce soltanto dalla capacità di aiutare chi è rimasto indietro, ma anche dal coraggio di costruire le condizioni affinché sempre meno persone siano costrette a rimanervi. E questa è una responsabilità che appartiene a tutti noi”.
Proteste autotrasportatori: Società di San Vincenzo De Paoli, “le ripercussioni alimentano le preoccupazioni di famiglie e imprese”
“Le manifestazioni contro il carovita e, in particolare, il caro carburanti, con fermi e presìdi degli autotrasportatori in Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata e mobilitazioni anche in Campania, al porto di Napoli, richiamano l’attenzione sulle difficoltà economiche e sociali che attraversano il Paese. Le ripercussioni sulla circolazione e sull’approvvigionamento di carburanti e merci alimentano le preoccupazioni di famiglie e imprese”. Lo sottolinea la Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv, che, in un contesto internazionale segnato da guerre, instabilità economica, tensioni sui mercati energetici e crescenti difficoltà per molte famiglie, invita a rafforzare il dialogo e la collaborazione tra istituzioni, società civile e mondo del volontariato. In merito agli scontri che hanno interessato alcune città italiane, la Federazione ribadisce “la propria ferma contrarietà a ogni forma di violenza e la piena fiducia nell’operato delle autorità competenti” ed esprime “la più sincera vicinanza e solidarietà agli operatori delle Forze dell’Ordine, in modo particolare ai feriti, per il loro servizio a tutela della collettività nonché ai titolari e lavoratori degli esercizi commerciali sottoposti a danneggiamento”. Ma “le azioni inqualificabili ed i comportamenti violenti non riusciranno a impedirci di porre la giusta attenzione alle legittime richieste di ascolto e di sostegno provenienti dai territori”, spiega la San Vincenzo. “Viviamo una stagione internazionale di straordinaria complessità, nella quale crisi economiche, conflitti e trasformazioni sociali si intrecciano, producendo conseguenze che raggiungono anche le nostre comunità”, dichiara Federico Violo, presidente della Federazione nazionale italiana Società di San Vincenzo De Paoli Odv. “Non è facile individuare tutte le concause di questa situazione e, soprattutto, non spetta a noi volontari ricostruire dinamiche geopolitiche ed economiche tanto articolate. Le guerre provocano sofferenze, migrazioni forzate e crisi umanitarie. Le carestie aggravano condizioni di fragilità già profonde. Le tensioni sui mercati internazionali dell’energia, del petrolio e del gas modificano gli equilibri economici e possono determinare aumenti dei costi delle materie prime, dei trasporti e dei prodotti alimentari. Effetti che, attraverso molteplici passaggi, finiscono per pesare sul carrello della spesa e sulle disponibilità economiche delle famiglie. Non pretendiamo di avere risposte semplici a problemi così complessi. Sappiamo però riconoscere le loro conseguenze quando incontrano la vita delle persone. Le vediamo nelle preoccupazioni di chi fatica ad arrivare alla fine del mese, nelle rinunce di tanti genitori, nelle incertezze dei lavoratori e nella difficoltà di molti giovani a immaginare serenamente il proprio futuro”.
Terra Santa: Patriarchi e Capi Chiese Gerusalemme, “attacco vile a Taybeh”. Appello a Israele e comunità internazionale per fermare le violenze
“Condanniamo questo vile e violento attacco contro il villaggio cristiano di Taybeh e la sua popolazione pacifica. Questo attacco non è un episodio isolato”. Così i patriarchi e i capi delle Chiese di Gerusalemme hanno condannato l’aggressione compiuta sabato 17 ottobre da “coloni mascherati” ai danni degli abitanti di Taybeh, l’ultimo villaggio interamente cristiano rimasto in Cisgiordania, e di alcuni ospiti stranieri, tra cui diplomatici e funzionari europei in visita di solidarietà, durante la raccolta delle olive. In una dichiarazione congiunta, i responsabili delle Chiese denunciano che “nelle ultime settimane i villaggi palestinesi della Cisgiordania sono stati esposti a un diffuso clima di terrore da parte dei coloni”, una situazione che, sottolineano, raggiunge il punto più critico proprio “nel periodo della raccolta delle olive, quando le famiglie si recano nei propri terreni per raccogliere ciò di cui hanno bisogno per vivere e per rinnovare il legame con la propria terra, tramandato da generazioni”. Per le Chiese di Gerusalemme, l’attacco si inserisce in un contesto più ampio di violenze e intimidazioni contro le comunità rurali palestinesi. Particolare preoccupazione viene espressa per una recente decisione religiosa rabbinica che consentirebbe agli ebrei di appropriarsi delle olive dei palestinesi. I patriarchi la definiscono “infondata, molto preoccupante, pericolosa e del tutto inaccettabile”, pur apprezzando il fatto che “diversi rabbini e voci del mondo ebraico l’abbiano pubblicamente respinta”. Nel documento si ringrazia il presidente israeliano Isaac Herzog per le sue parole di condanna, ma si osserva che “i fatti dimostrano che questi attacchi continuano a causa dell’impunità di cui godono i loro autori”. Pur riconoscendo l’intervento della polizia israeliana e gli arresti effettuati dopo l’aggressione, i leader cristiani auspicano che l’azione delle autorità “continui in modo serio e coerente e non rimanga una misura isolata”. Da qui l’appello alle autorità competenti affinché assicurino i responsabili alla giustizia e alla comunità internazionale perché “intensifichi gli sforzi per garantire la protezione della popolazione di Taybeh e della Cisgiordania”. Le Chiese rinnovano inoltre il loro “pieno sostegno alla comunità di Taybeh e alle sue Chiese”, impegnandosi a fare “tutto il possibile per preservare la presenza cristiana” nel villaggio. Il messaggio si conclude con una preghiera per “il popolo di Taybeh e per tutti gli abitanti della Terra Santa, affinché possano vivere nella sicurezza, nella giustizia e nella pace”.
San Francesco d’Assisi: a Cetona (Si) incontro sull’attualità del messaggio francescano nel mondo contemporaneo
In occasione dell’VIII centenario della morte di san Francesco d’Assisi il Comune di Cetona (Si) per il 24 ottobre alle 17 un incontro sull’attualità del messaggio francescano nel mondo contemporaneo. Sarà un dialogo tra Fra Simone Ceccobao, frate minore nativo proprio del borgo toscano e oggi ad Assisi e il condirettore del settimanale “Maria con te”, Luciano Regolo. Al centro del dibattito l’attualità delle parole di Francesco d’Assisi, che dimostrano – spiega una nota – dimostrano come “i suoi valori fondanti – la fraternità universale, l’ecologia integrale, il dialogo e la cultura della pace – non appartengano al passato”. Il dialogo si arricchirà con interventi sulla sua “profonda” devozione mariana. Un tema che fra Simone Ceccobao ha approfondito nel suo volume “Maria con gli occhi di san Francesco. Un itinerario di fede e di preghiera” (Edizioni Porziuncola) e che Luciano Regolo ha esplorato nelle sue opere saggistiche tra cui il libro delle Edizioni San Paolo “Preghiamo Maria con San Francesco d’Assisi”.
Leone XIV: “la storia del mondo senza i santi e le sante sarebbe immensamente più povera”
“La storia del mondo senza i santi e le sante sarebbe immensamente più povera, cioè meno umana”. Ne è convinto il Papa, che ricevendo in udienza, nel Palazzo apostolico vaticano, “Nel trascorrere delle epoche, anche il profilo dei santi può conoscere degli sviluppi: non per seguire gli stereotipi del momento, ma per leggere l’esperienza contingente attraverso le categorie del Vangelo vissuto”. Ad osservarlo è stato il Papa, nell’udienza concessa ai partecipanti al Convegno “La santità nella storia” organizzato dal Dicastero delle cause dei santi. “Situare la testimonianza di un santo o di una santa nel contesto in cui è vissuto è molto importante”, l’appello del Pontefice: “Il popolo di Dio cerca modelli per abitare il presente, intercessori che aiutino i membri della Chiesa ad affrontare le sfide odierne e a riconoscerne le opportunità”. Con l’atto della canonizzazione, il successore di Pietro “non solo approva, ma indica a tutta la Chiesa testimoni credibili del Vangelo, capaci di parlare ad ogni epoca”. I santi, infatti, “hanno saputo ascoltare gli appelli del loro tempo, coniugando fede e storia, e spendendo la vita per edificare la realtà nuova del Regno di Dio”.
Leone XIV: “è bello vedere tanto entusiasmo per i santi di oggi”, la santità “va provata al di sopra di ogni sospetto”
“È bello vedere tanto entusiasmo per i santi di oggi”. La santità canonizzata “richiede di essere provata da testimonianze autentiche, credibili e al di sopra di ogni sospetto”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, ricevendo in udienza, nel Palazzo apostolico vaticano, i partecipanti al Convegno “La santità nella storia” organizzato dal Dicastero delle cause dei santi. La santità canonizzata “richiede di essere provata da testimonianze autentiche, credibili e al di sopra di ogni sospetto”, ha spiegato, ricordando che “fu proprio un autorevole storico come Papa Pio XI a istituire nell’allora Sacra Congregazione dei Riti la Sezione Storica, aprendo le cause dei santi all’utilizzo specifico del metodo storico-critico”. “Anche la trattazione delle cause recenti non può prescindere da una verifica seria e rigorosa di tutto il materiale raccolto”, la tesi di Leone XIV: “Le cause dei santi utilizzano gli strumenti propri dello studio della storia, anche se il loro fine non è fare storiografia, quanto piuttosto far emergere l’esemplarità, la spiritualità e la fama di santità dei candidati agli altari”.
Diocesi: Avellino, dal 23 ottobre un percorso di preghiera contemplativa al Polo Giovani
Nel ritmo spesso frenetico delle nostre giornate, ritagliarsi uno spazio di silenzio può diventare un’occasione preziosa per ritrovare se stessi e riscoprire la presenza di Dio nella propria vita. La diocesi di Avellino propone, perciò, “Un Dio da ascoltare”, un ciclo di incontri dedicati alla preghiera contemplativa secondo il metodo di padre Franz Jalics, gesuita che ha dedicato gran parte della sua vita all’accompagnamento spirituale e alla pratica della contemplazione. Un’esperienza aperta a quanti desiderano approfondire il proprio rapporto con il Signore, imparando a fare spazio all’ascolto, al silenzio e alla consapevolezza della Sua presenza. Non occorrono particolari conoscenze o esperienze precedenti, ma soltanto il desiderio di mettersi in cammino e concedersi un tempo per la propria interiorità. “La preghiera non è teoria, ma vita. Si impara vivendola”, dicono dalla diocesi riprendendo le parole di padre Franz Jalics. Il percorso, guidato dalla biblista e docente Stefania De Vito, prenderà il via venerdì 23 ottobre, dalle 20 alle 21.30, e proseguirà con appuntamenti settimanali, sempre di venerdì nella stessa fascia oraria, presso la Cappella del Polo Giovani di Avellino.
Famiglia: Università Cattolica, domani a Milano un evento per i 50 anni del Centro di Ateneo
Quale posto trova oggi la famiglia nella vita dei giovani? È desiderata, pensata e progettata? Quella d’origine può ancora rappresentare un modello che suscita nei figli il desiderio della generazione di un nuovo nucleo? Il Centro di Ateneo Studi e ricerche sulla famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore da sempre si interroga su questi temi e quest’anno, per celebrare i suoi primi 50 anni, promuove una giornata intitolata “Con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro” che si svolgerà giovedì 22 ottobre nel campus milanese dell’Ateneo (aula Pio XI, largo Gemelli 1 dalle 9.30 alle 18.45). La storia del Centro inizia nel 1976, quando l’Università Cattolica sceglie di identificare la famiglia come soggetto sociale, culturale e relazionale, fondamentale per comprendere la vita delle persone, la qualità dei legami, le trasformazioni della società. E da allora la studia e la interpreta. Dalla nomina nel ’76 del primo direttore, Assunto Quadrio, a capo del Centro sono stati Eugenia Scabini dal 1979, Giovanna Rossi dal 2011 e Camillo Regalia in carica dal 2019. Basato su un approccio interdisciplinare, sul confronto di competenze principalmente psicologiche e sociologiche, ma sempre in dialogo con demografia, economia, filosofia, pedagogia e diritto, il Centro ha sviluppato il cosiddetto modello relazionale-simbolico che ha come cifra l’apertura generativa. L’evento del 22 ottobre prevede alle 9.30 i saluti della rettrice dell’Ateneo, Elena Beccalli, del preside della Facoltà di Psicologia, Alessandro Antonietti, e della direttrice del dipartimento di Psicologia, Antonella Marchetti. Seguiranno il racconto della “Storia del Centro: origini, percorsi e prospettive” a cura di Eugenia Scabini, Giovanna Rossi e Camillo Regalia e la prima sezione relativa alle parole chiave del “Famigliare: intrecci, generatività e intergenerazionalità”. A dialogare con il direttore del Centro e con la sociologa dell’Ateneo Donatella Bramanti saranno Amalia Ercoli Finzi (prima donna italiana laureata in Ingegneria aeronautica), Elvina Finzi (ingegnera nucleare), Giulia Lamarca (content creator e psicologa), Sonia Malaspina (Chief People Officer & Corporate Affairs di GLS Italia) e l’attore e scrittore Giacomo Poretti. I lavori proseguiranno nel pomeriggio dalle 14.30 con la presentazione del volume Trame di ricerca e intervento clinico in memoria di Vittorio Cigoli. Moderati dalla psicologa clinica dell’Ateneo Marialuisa Gennari, si confronteranno Eugenia Scabini, Domenico Simeone (preside di Scienze della formazione in Cattolica), Giulio Cesare Zavattini (già professore di Psicopatologia clinica delle relazioni di coppia e genitoriali dell’Università Sapienza a Roma), Milly Cometti (presidente Società italiana mediatori familiari), Giuseppe Ruggiero (psichiatra e psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Medicina e psicologia sistemica di Napoli). L’ultima sezione sarà dedicata al tema “La famiglia ha ancora futuro? La voce degli studenti”, con interventi e presentazioni di un lavoro da loro svolto sul tema. Il dialogo coinvolgerà anche Raffaella Iafrate (delegata del rettore dell’Università Cattolica per le Pari opportunità) e Federico Perali (professore di Politica economica dell’Università di Verona).













