Cinema Dentro, a Reggio Calabria il cinema entra in carcere per creare relazioni e consapevolezza

L’iniziativa vedrà coinvolti circa trenta detenuti, selezionati in modo rappresentativo, e vedrà la partecipazione attiva di magistrati, esperti cinematografici, operatori e registi

Un’iniziativa culturale e sociale per costruire ponti tra magistrati e detenuti, promuovendo l’ascolto e la responsabilità attraverso la visione condivisa di film. È il cuore del progetto “Cinema Dentro”, nato da un’alleanza tra Magistratura Democratica e il Circolo del Cinema Charlie Chaplin, che coinvolgerà detenuti e operatori del carcere Panzera di Reggio Calabria in un percorso di umanizzazione e dialogo.

Un dialogo autentico oltre il processo

La Sezione Distrettuale di Magistratura Democratica di Reggio Calabria presenta “Cinema Dentro”, un progetto realizzato in collaborazione con il Circolo del Cinema C. Chaplin di Reggio Calabria, che nasce dal desiderio di creare un’occasione di incontro autentico tra magistrati e persone detenute, al di fuori del contesto giudiziario.



L’iniziativa si svolgerà da luglio a novembre 2025 negli Istituti Penitenziari “G. Panzera” di Reggio Calabria, e prevede dieci appuntamenti in cui la visione condivisa di film selezionati si alternerà agli incontri di riflessione e confronto.

Il linguaggio del cinema per costruire consapevolezza

Attraverso il linguaggio universale del cinema, il progetto intende stimolare la consapevolezza, l’ascolto e la capacità di mettersi nei panni dell’altro. I film diventano strumenti per affrontare temi sociali e culturali, per interrogarsi sulle proprie esperienze e per costruire un terreno comune di dialogo con l’obiettivo di favorire la risocializzazione e promuovere una cultura della responsabilità e del riconoscimento reciproco.


PER APPROFONDIRE: Inclusione e dignità per i detenuti: a Reggio Calabria un protocollo per il reinserimento socio-lavorativo


Cinema Dentro è anche, e soprattutto, un progetto che mette al centro la relazione. In un contesto spesso segnato dalla distanza e dalla rigidità dei ruoli, si vuole creare uno spazio in cui le persone possano incontrarsi e riconoscersi. È in questa connessione che si schiude la possibilità del cambiamento reale, profondo, umano.

Un ponte tra dentro e fuori

Il progetto coinvolgerà circa trenta detenuti, selezionati in modo rappresentativo, e vedrà la partecipazione attiva di magistrati, esperti cinematografici, operatori e registi. “Cinema Dentro” non è pensato come un’iniziativa isolata, ma come l’inizio di un percorso in evoluzione. Sono già previste attività complementari, come la realizzazione di un podcast con le riflessioni sviluppate durante gli incontri e collaborazioni con l’Università per portare il dialogo anche fuori dalle mura penitenziarie.



L’idea è quella di costruire un ponte tra “dentro” e “fuori”, tra istituzioni e persone, attraverso strumenti narrativi capaci di generare empatia, confronto e trasformazione. Un progetto che si propone di umanizzare il tempo della detenzione, offrendo spazi di cultura, dialogo e crescita reciproca.

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