Cineteatro di Gallico, Oreste Arconte si rivolge al sindaco Cannizzaro e all’assessore Franchini

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Ai Overview: A venticinque anni dall’inizio dei lavori, il Cineteatro di Gallico a Reggio Calabria rimane un’opera incompiuta. La struttura, la cui prima pietra della ricostruzione fu posata nel 2000 in seguito all’incendio del 1967, ha visto l’alternarsi di tre diversi appalti, con i cantieri attualmente fermi all’80% della realizzazione complessiva. In questo contesto, il drammaturgo e regista Oreste Arconte, che segue la vicenda da decenni, ha indirizzato due lettere formali al sindaco Francesco Cannizzaro e all’assessore alle Infrastrutture Marco Franchini per sollecitare la ripresa e la conclusione degli interventi. L’obiettivo descritto è quello di consegnare alla comunità un polo culturale da seicento posti provvisto di torre scenica, camerini e laboratori, capace di affiancare il Teatro Cilea e di offrire uno spazio operativo ad associazioni, scuole, Conservatorio e Accademia di Belle Arti, a beneficio di tutta la cittadinanza e del comprensorio.

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L’appello di Oreste Arconte alla nuova amministrazione

Venticinque anni dopo l’avvio del cantiere, il Cineteatro di Gallico è ancora incompiuto. A Reggio, tuttavia, è iniziata una nuova fase amministrativa e, complice il nuovo vento, Oreste Arconte, drammaturgo e regista, ha pensato di rivolgersi ai rappresentanti comunali con due lettere del 6 e del 12 ottobre, indirizzate all’assessore alle Infrastrutture strategiche Marco Franchini e al sindaco Francesco Cannizzaro, per «cercare una strada per il suo completamento e funzionalità». Arconte, che vanta anche un percorso istituzionale, quale Presidente della IX Circoscrizione Gallico-Sambatello dal 1981 al 1983, segue la vicenda dal 1980 e già a marzo, su queste pagine, parlava di un teatro «ancora allo stato rustico». Da qui la decisione di rivolgersi direttamente al sindaco Cannizzaro, eletto nel maggio di quest’anno, che già in passato aveva espresso la sua intenzione di occuparsi del futuro del teatro: «So che Lei gli impegni li onora», scrive Oreste Arconte nella missiva rivolta al primo cittadino.

La cronistoria del cantiere

Ma forse è bene fare qualche passo indietro. Realizzata con il contributo dei gallicesi, la struttura fu costruita quando ancora Gallico era comune autonomo, finché fu bruciata da un incendio nel gennaio 1967. Nel dicembre 2000 Italo Falcomatà posò la prima pietra della ricostruzione e i lavori, che partirono nel febbraio 2001, avrebbero dovuto concludersi nel 2003. Non è andata così e, nel corso del tempo, si sono succeduti tre appalti, legati, ricorda Arconte, ad altrettante petizioni popolari, finché i lavori, protrattisi a singhiozzi, il 19 aprile 2019 si sono definitivamente, con l’opera a circa l’80% di rustico.

I dettagli della struttura e gli spazi previsti

Secondo quanto riportato da Arconte, il progetto prevede 600 posti a sedere con platea e galleria, una torre scenica di cinque piani, un palcoscenico di 144 metri quadrati e una bocca di scena larga 12 metri. Sono previsti anche i camerini, il golfo mistico per l’orchestra, i laboratori, una torre regia e di proiezione, il corpo ingresso con foyer e il punto ristoro. Oreste Arconte immagina uno spazio aperto a ogni tipo di spettacolo dal vivo, dalla danza alla lirica, dalla musica al teatro, con spazi aperti anche alle scuole e alle associazioni: insomma, una «Casa» per le realtà artistiche reggine, senza concentrare ogni attività sul Teatro Cilea, che possa essere utilizzata anche, tanto dal Conservatorio e dall’Accademia di Belle Arti, quanto dal Liceo Artistico. E, secondo Arconte, potrebbe lavorare tutto l’anno e sostenersi economicamente.

A ben vedere, lo sguardo va all’intera Vallata del Gallico e al futuro turistico e culturale della città.

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