Comuni senza margini di manovra: è rischio default in Calabria

Una crisi nera attanaglia le finanze dei Comuni calabresi. È come se il default, incarnando un mostro mitologico, dovesse prima o poi inghiottirli tutti. Le risorse d’un tempo, infatti, sono svanite come la neve al sole per colpa delle regole imposte dall’Unione Europea sui bilanci degli stati membri.

I conferimenti governativi sono ormai ridotti al lumicino e la disponibilità di risorse degli Enti pubblici territoriali è arrivata ai minimi storici. Un dramma sociale e politico di cui s’ottiene piena contezza incrociando gli occhi e osservando la mimica degli amministratori locali costretti, al contrario, a fare i conti con le continue emergenze proposte dalle zone che sono chiamati a governare.

È per questo che il presidente di Unindustria Calabria, Natale Mazzuca, ha preso carta, penna e calamaio per scrivere al premier Giuseppe Conte. Da meridionale a meridionale perché l’economia già miserrima del Sud Italia rischia definitivamente di collassare se non s’interviene per tempo. Cento comuni calabresi – dati alla mano – sembrano destinati al dissesto finanziario.

Significa che avranno margini di manovra quasi nulli sui territori e che i cittadini saranno costretti a sopportare ulteriori penalizzazioni non solo economiche ma pure nella erogazione dei servizi . Mazzuca scrive al primo ministro ed alla delegazione dei deputati e senatori eletti in Calabria per esprimere preoccupazione verso la dichiarazione di dissesto del Comune di Cosenza e delle notizie di prossimi provvedimenti analoghi per alcuni tra i principali comuni della regione.

«Secondo una stima dell’Anci Calabria – asserisce il numero uno degli industriali calabresi – sono circa cento i comuni che versano in queste condizioni ed il numero sembra destinato a crescere rapidamente ed in maniera vertiginosa. Sono allarmanti le prevedibili conseguenze, fatte di innalzamento delle tariffe per i servizi resi al massimo consentito, blocco dei pagamenti ad imprese e fornitori già pesantemente esposti nei confronti del sistema bancario avendo, nei fatti, finanziato gli enti pubblici, chiusura di tante imprese ed attività economiche, licenziamenti a catena».

Il presidente Mazzuca parla di una condizione di disagio e tensione sociale difficilmente sostenibile, controllabile ed accettabile sul piano della civiltà e dello stesso diritto alla cittadinanza. «L’appello che si rivolge è verso una attenzione particolare al problema che tende ad assumere una valenza straordinaria, di dimensioni superiori a quanto si possa ipotizzare ad una prima lettura. Quello che serve è procedere con immediatezza, già in fase di definizione della manovra finanziaria, prevedendo strumenti, organismi di controllo e mezzi adeguati per poter intervenire in maniera tempestiva ed efficace».

Difficile dargli torto. Anzi, la richiesta di Unindustria dovrebbe essere sostenuta dai sindacati e dalle altre associazioni di categoria prima che sia troppo tardi. Il Governo interverrà? Vedremo.

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