Avvenire di Calabria

Una lettera che stigmatizza il gesto intimidatorio, simile a quella scritta per l'attentatore di Zeroglutine life

Confindustria giovani ”scrive” all’incendiario del Club Kavè

Redazione Web

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Di seguito il messaggio del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Reggio Calabria, presieduto da Samuele Furfaro, in relazione agli attentati e atti intimidatori che si sono verificati negli ultimi giorni in città. 

E' con profondo dispiacere che apprendiamo la notizia dell’ennesima intimidazione commessa ai danni di un'attività commerciale di Reggio Calabria che segue solo di qualche giorno l'attentato che ha distrutto il negozio per celiaci gestito da una famiglia di imprenditori. Tuttavia oggi la nostra più totale solidarietà non va ai proprietari dei locali colpiti ma a te, mandante ed esecutore, di tale gesto. Si, è proprio cosi, hai capito bene. Siamo solidali con te, e per un motivo molto semplice.
Oggi mentre il mondo si preoccupa di farci guidare le auto elettriche, tu ti svegli con l’obiettivo di far saltare un locale pubblico o di minacciare qualcuno. Ciò vuol dire che qualcosa nella tua testa non va, anzi non funziona per niente. Ed hai bisogno della nostra vicinanza.
Se molti reggini affrontano ogni giornata con l’obiettivo di studiare e lavorare, se sognano di viaggiare, di lanciarsi in nuove iniziative imprenditoriali o semplicemente di godersi la propria famiglia, gli amici e le bellezze del territorio, al contrario la tua "mission" di vita è quella di rantolare nel buio, muoverti nell'anonimato, perlustrare il territorio per vedere chi ha aperto un’attività imprenditoriale, e magari andare a comprare una tanica di benzina per spargerla all'interno di un negozio e poi nasconderti come un topo sperando di non farti beccare. Ecco, caro anonimo, permettici di dire che la tua vigliaccheria non ti porterà lontano. 
Altro che 'ndrangheta, rispetto e onore. Non è normale che la tua mente possa elaborare questi pensieri. E’ vero, è anche un pò colpa nostra che negli anni passati abbiamo attribuito a mandanti ed esecutori di bombe e minacce nomi importanti come 'ndranghetisti, uomini d’onore e di rispetto, capi bastone etc.”. In realtà ciò che suscitate da sempre sono solo sdegno e commiserazione, quali personaggi anonimi espressione di un mondo che non esiste più. Siete semplicemente vittime dell’analfabetismo.
E’ vero, sul nostro territorio si sta così cosi: manca il lavoro e molte cose dovrebbero andar meglio. Noi, che crediamo nella vita e ci accontentiamo di essere felici con quello che abbiamo, noi che amiamo sudare con dignità e merito anche a costo di fallire, auspichiamo da tempo un cambio culturale. Ed è proprio così: la gente è cambiata e lo sapete. A vivere di criminalità siete rimasti in pochi. Molti di coloro che vi hanno preceduti hanno cambiato mentalità e strada, hanno indicato ai loro figli un percorso diverso all'insegna della cultura e della legalità perché è chiaro ed evidente che non conviene vivere come vivi tu. 
Le istituzioni oggi ci sono come non mai, e come ben sai, vi stanno sbattendo dentro uno ad uno. E’ vero, l’hai fatta franca, sei riuscito a farlo questo atto incendiario ma tranquillo che ti stanno già alle costole, ti beccheranno, fidati, perché a Reggio Calabria non c’è più spazio per gente come te.
E dall'altra parte ci sono migliaia di cittadini che, uniti, stanno dalla parte giusta, e soprattutto c’è un imprenditore che sebbene colpito ben presto riaprirà e non ha bisogno della nostra solidarietà. 
Loro si che vanno onorati e rispettati non tu che hai come unico pensiero del giorno quello di mettere fuoco alle imprese. Perché lo fai? Hai bisogno di soldi? O che qualcuno dei tuoi compari ti applauda e ti dica bravo? Non c’è più tempo per questo cose. Basta, fermati, oppure, ti diamo un consiglio molto spassionato: vattene, Reggio Calabria non ti vuole, siete indesiderati!

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