Covid-19. Detenute reggine producono mascherine per la Città

Mancano mascherine in Calabria? A produrle saranno le detenute del carcere di San Pietro, nella Città sullo Stretto. Quale miglior occasione di far ripartire l’esperienza del progetto “Ricuciamo” che ha sviluppato una grande manualità tra le donne ristrette nell’istituto di pena reggino? Questa è l’intuizione di Agostino Siviglia, garante regionale delle persone private della liberà personale che, sentita la direzione della Casa Circondariale, si è trasformata in realtà.

Donne che stanno pagando il loro conto con la giustizia che si mettono al servizio della collettività. «Vogliamo costruire una società più solidale e giusta e pensiamo di doverlo fare partendo dal carcere, – afferma Siviglia – crocevia della sofferenza umana e simbolo del riscatto cui tutti, individualmente e collettivamente, aneliamo oggi più che mai». Una laborosità che è stata già “testata” con la realizzazione delle pettorine che molti magistrati e avvocati ormai indossano giornalmente. Uomini e donne appartenenti ad Area Democratica per la Giustizia che hanno voluto riattivare e sostenere la nuova produzione, più emergenziale, quella delle mascherine anti-Coronavirus.

Al momento è stato consegnato alle donne detenute a Reggio Calabria, il materiale occorrente per la realizzazione di un primo lotto di mascherine ed altro materiale sarà fornito non appena sarà definito con maggiore precisione il fabbisogno interno agli istituti penitenziari della Calabria. L’attività si muove strettamente connessa alle indicazioni fornite dall’Istituto Superiore di Sanità (Iss). Area Democratica per la Giustizia di Reggio Calabria ha voluto trasmettere e profondere, destinando una propria raccolta fondi per la produzione delle mascherine in carcere, a tutela del diritto alla salute delle persone detenute e di tutta l’Amministrazione Penitenziaria della Calabria, alimentando un virtuoso dialogo istituzionale con quanti interagiscono con le complesse problematiche del carcere e con l’intera popolazione detenuta.

«Come Garante regionale dei detenuti – chiude Siviglia – mi sento di rivolgere un sentito grazie alla magistratura reggina di Area Democratica per la Giustizia, per la sensibilità e attenzione riservata al carcere, non senza ribadire ancora una volta il mio ringraziamento alle persone detenute in Calabria ed a tutta l’Amministrazione Penitenziaria calabrese, per l’alto senso di responsabilità collettivo fin qui posto in essere, incentrato, in sostanza, su una collaborazione autentica e su un dialogo veritiero e, perciò, costruttivo».

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