Covid-19. Un grido d’allarme che non può rimanere inascoltato

La proposta del Sindaco di Reggio Calabria: «aperture progressive per le categorie meno esposte a rischio contagio»

Un grido d’allarme che non può rimanere inascoltato. A più di un anno dall’esplosione dell’emergenza sanitaria, tra gli esercenti, sono molte le categorie ancora a pagare a caro prezzo gli effetti della pandemia. Settori quali l’estetica, il fitness, il benessere e gli acconciatori, ad aver proprio in questi giorni manifestato tutto il loro malessere in piazza. «Gli aiuti servono a poco, soprattutto non servono ad evitare le chiusure, tante quelle registrate nell’ultimo anno», la loro denuncia. E la città di Reggio Calabria è tra quelle ad aver espresso le maggiori sofferenze.

Una situazione ad aggravare ulteriormente la quale, gli sforzi e gli investimenti fatti durante la prima fase della pandemia, per adeguare alle nuove esigenze e mettere in sicurezza le varie attività. Al fianco degli esercenti, si sono schierate diverse associazioni di categoria del mondo dell’artigianato che hanno promosso una petizione per fare riaprire le loro attività: da Confesercenti alla CNA. Decine di migliaia le sottoscrizioni, registrate in tutta Italia al testo già trasmesso, nella giornata di ieri, a Governo e Parlamento volto anche a colpire le forme di abusivismo incentivate dalle chiusure in “zona rossa”.

«Dobbiamo lavorare a delle aperture progressive in alcuni settori soprattutto nelle aree geografiche che hanno i tassi più bassi di contagio e quindi meno rischi per la salute dei cittadini. La situazione sta diventando incandescente, ci sono settori che più degli altri stanno pagando gli effetti di chiusure generalizzate, spesso incomprensibili, e questo va tenuto presente». È quanto ha chiesto, nel corso di un incontro in prefettura, al prefetto Massimo Mariani, il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà nell’esprimere «forte preoccupazione per gli effetti sociali che le chiusure stanno causando sulle attività commerciali sul nostro territorio, in particolare nel comparto dei parrucchieri, barbieri, centri estetici e palestre, che ieri hanno manifestato in piazza e che sono uno dei settori che più ha sofferto nell’ultimo anno».

«Al Prefetto – ha affermato il sindaco – ho trasferito il grido d’allarme e lo stato di enorme sofferenza portato in piazza da centinaia di operatori del settore. Teniamo presente che si tratta di attività che hanno già parametri molto stringenti in fatto di igiene e che con le disposizioni per il contenimento del Covid hanno prodotto importanti investimenti per poterli rispettare, garantendo piena sicurezza ai loro clienti».

«Condivido le difficoltà che sono state espresse – ha aggiunto il sindaco – va attivata al più presto un’interlocuzione politica nei confronti del governo e con la Regione, immaginando e programmando delle riaperture progressive, settore per settore, ben prima dei termini previsti dalla zona rossa. Su questo ci sarebbe da chiedersi come mai la nostra regione si trovi ancora così indietro sul fronte del piano vaccinale, unica via d’uscita certa da questa assurda situazione. Se le autorità regionali si fossero attivate per tempo, oggi forse staremmo parlando di ripartenza e non di chiusure. Dobbiamo cambiare rotta al più presto. Su questo stiamo lavorando anche in sinergia con le associazioni di categoria che ringrazio anche per il proficuo lavoro di rappresentanza che stanno portando avanti per dare voce agli esercenti. Noi come sindaci e come Anci faremo la nostra parte, spingendo affinché siano valutate delle aperture settorializzate, soprattutto sui territori dove i rischi sono più bassi».

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