Disabilità e Covid-19, le associazione «entrano a casa» via Skype

Ma cosa sta succedendo delle case con persone con disabilità? Quell’invito a non uscire sapientemente diffuso dal Governo ci limita dalle nostre abitudini, anche quelle sane. Per tantissimi disabili, infatti, l’incontro presso i Centri diurni o la propria associazione rappresenta uno dei pochi svaghi.

Abbiamo «visitato» l’Agiduemila, in questi giorni particolari in virtù del diffondersi dell’epidemia da Covid-19, che nonostante le restrizioni sta continuando a vivere – giorno per giorno – la compagnia dei tantissimi ragazzi che solitamente colorano gli spazi aggregativi dell’associazione. Lo strumento privilegiato sono le videochiamate di gruppo (come testimoniano le foto, ndr) che creano un’atmosfera di famiglia, nonostante il vincolo di restare a casa per la salvaguardia della salute di ciascuno.

«Sono un operatore sanitario, volontaria da 17 anni dell’associazione Agiduemila – ci scrive Giovanna – stiamo vivendo un periodo di disagio dovuto al Covid- 19, ma nonostante tutto, attraverso un gruppo WhatsApp, facciamo sentire la nostra vicinanza ai ragazzi e alle rispettive famiglie e viceversa. Attraverso video, ci scambiamo baci e abbracci virtuali». Poi la volontaria scrive: «Vorrei pormi una domanda: sono felice? Non è una domanda che mi pongo spesso, perché, sempre presa dalla vita quotidiana. Provo a chiudere gli occhi un istante e pensare: qual è l’ultima volta che sono stata felice? La mia risposta è: quando ho ascoltato la voce dei ragazzi, attraverso una telefonata e con una voce allegra, mi trasmettevano forza e speranza, che tutto andrà bene – conclude Giovanna – e potremmo ritornare ad abbracciarci più forte di prima».

Gli fa eco Gianmatteo, un altro degli operatori dell’Associzione Agiduemila capitanata da Sara Bottari. «In questo periodo di dura prova per tutti, stiamo cercando di non far pesare ai nostri “ragazzi” la dura realtà che ci circonda infatti, ci teniamo in contatto con foto,video e piccoli compiti che possono rendere il tempo che passa utile e creativo. Noi non vogliamo arrenderci e cerchiamo di non fare mancare l’affetto e la presenza,se pur virtuale, ai nostri ragazzi.
Siamo certi – conclude Gianmatteo – che andrà tutto bene,ma dobbiamo essere tutti uniti in questa battaglia».

Anche l’Aipd, l’associazione italiana persone down, sta sfruttando a pieno gli strumenti digitali come ci spiega la responsabile dello staff educativo di Reggio Calabria, Serena Pensabene: «Ci siamo attivati con diverse attività via Skype, preparando giochi per i nostri ragazzi, ma anche solo per scambiare qualche chiacchiera».

Insomma, grazie ai Social Network le distanze – fisiche – vengono colmate. Agiduemila e Aipd attendono con ansia che le limitazioni da Covid-19 cessino per poter riabbracciare, con rinnovato affetto, i propri amici all’interno delle proprie strutture come, ad esempio, l’ex emeroteca affidata all’Aipd che sarà inaugurata appena possibile come ci fanno sapere dall’associazione.

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
vangelo dello studente

Il Vangelo dello studente: il libro di Riccardo Mensuali sul cammino dei giovani

Malattia e famiglia

La gestione della malattia e della fragilità fisica all'interno del contesto familiare e nella riflessione ecclesiale

ragazzi noia

Aggressioni minorenni dalla minicar a Firenze: l'inchiesta svela la noia come movente

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email