Domenica della Divina Misericordia, ecco perché si festeggia oggi

San Giovanni Paolo II, nella prima domenica dopo Pasqua, istituì la solennità della Divina Misericordia. Il nome della preziosa devozione è legato alle rivelazioni mistiche dettate dal Cristo a Santa Faustina Kowalska (1905-1938). La religiosa ebbe una vita dura e difficile. Moltissime prove e tribolazioni seminarono sul proprio cammino il dolore e la sofferenza, ma la religiosa a tutto ciò rispose con la bontà e con la stessa risposta che il Signore ha dato all’umanità, offrendo se stesso. Donna di grande penitenza visse, nella propria comunità religiosa, nel silenzio e nella preghiera, divenendo l’apostola di quel dono che prende il nome di Misericordia. Helena Kowalska, questo è il nome della religiosa prima di entrare nella comunità delle Suore della Beata Vergine della Misericordia, con il nome di Maria Faustina.

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Nelle mansioni, svolte nel quotidiano, visse un’intima unione con Dio immolando la propria volontà per la redenzione del mondo. Rivelazioni mistiche, estasi e stigmate segrete furono i doni con i quali il Padre celeste visitò la religiosa, ma ciò che colpisce della sua testimonianza è l’aderente amore alla disegni di Dio sulla sua esistenza. Umilissima e riservata il suo nome resta scolpito nel tempo per l’amore, con il quale ha illuminato il suo mondo e che in lei risuonò con l’appellativo di Misericordia. Nel Diario, fra le moltissime indicazioni ricevute, invita i fedeli alla recita di una speciale preghiera: la coroncina della Divina misericordia.

Leggendo lo scritto si apprende come la preghiera, fu dettata dal Salvatore stesso, alla religiosa nel 1935. Per recitarla si usa la normale corona del Santo rosario e generalmente viene detta alle tre del pomeriggio, ora in cui spirò il Cristo sulla croce. Gesù raccomandò alla religiosa: “Figlia mia, esorta le anime a recitare la coroncina che ti ho dato” promettendo che:”per la recita di questa coroncina mi piace concedere tutto ciò che mi chiederanno se questo sarà conforme alla mia volontà“. Ed inoltre: ”Concederò grazie senza numero a chi reciterà questa corona. Se recitata accanto a un morente non sarò giusto giudice ma Salvatore» e «Io do all’umanità un vaso col quale potrà andare ad attingere le grazie alla sorgente della Misericordia: questo vaso è l’immagine con questa iscrizione: “Gesù, io confido in Te!”.

«Quanto più grande è la miseria degli uomini, tanto maggior diritto hanno alla Mia Misericordia, perché desidero salvarli tutti. Scrivi che prima di venire come Giudice, spalancherò tutta la grande porta della Mia Misericordia. Chi non vuol passare da questa porta, dovrà passare per quella della Mia Giustizia. La sorgente della Mia Misericordia è stata aperta dal colpo di lancia sulla Croce, per tutte le Anime. Non ne ho esclusa nessuna. L’umanità non troverà né tranquillità né pace finché non si rivolgerà alla Mia Misericordia. Dì all’umanità sofferente che si rifugi nel Mio Cuore Misericordioso, ed Io la ricolmerò di pace»

Suor Faustina Kowalska spirò a Cracovia il 5 ottobre 1938. Aveva 33 anni, gli stessi del Redentore. Nel 2000 San Giovanni Paolo II la canonizzò alla gloria degli altari, per la salvezza delle tante anime che chi si affidano a quella Misericordia che  la santa ha amato e diffuso con la sua vita di amore e donazione.

In Vaticano. Papa Francesco anche quest’anno torna ha celebrato una Messa in forma privata – alle ore 10.30 – nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia, nella domenica dedicata alla Divina Misericordia, istituita 21 anni fa da San Giovanni Paolo II e da celebrarsi la seconda Domenica di Pasqua. Al termine dell’Eucaristia, dalla stessa chiesa il Papa ha guidato la recita del Regina Caeli. Lo scorso anno, in questa occasione, il Papa ha infatti celebrato l’Eucaristia, in forma privata, nella chiesa di Santo Spirito in Sassia che Papa Wojtyla dedicò al culto promosso da Santa Faustina Kowalska. Si era in piena pandemia e Francesco ricordò che la misericordia di Dio è “la mano che ci rialza sempre”: Dio non si stanca, ribadì, “di tenderci la mano per rialzarci dalle nostre cadute”. Il suo pensiero si era, quindi, volto alla difficile situazione venutasi a creare con il diffondersi del Covid-19 per sottolineare il pericolo di “dimenticare chi è rimasto indietro”, “il rischio” di essere colpiti dal “virus” dell’ “egoismo indifferente” con il quale si arriva a selezionare le persone, a scartare i poveri, a immolare chi sta indietro sull’altare del progresso. “Questa pandemia – aveva ribadito – ci ricorda però che non ci sono differenze e confini tra chi soffre. Siamo tutti fragili, tutti uguali, tutti preziosi. Quel che sta accadendo ci scuota dentro: è tempo di rimuovere le disuguaglianze, di risanare l’ingiustizia che mina alla radice la salute dell’intera umanità!”. Forte anche il suo invito anche a usare misericordia verso chi è più debole: “solo così – aveva detto – ricostruiremo un mondo nuovo”. La Santa Messa e la recita del Regina Caeli di domenica 11 aprile sono state trasmesse in diretta televisiva da Vatican Media e in streaming su Vatican News con i commenti in lingua italiana, francese, inglese, tedesca, spagnola, portoghese e araba.

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