In un tempo in cui siamo particolarmente travolti e abusati dalle mille parole, Papa Francesco chiede a tutta la Chiesa e con forza di mettere al centro la Parola nei vari mezzi e celebrazioni che si ritengono necessarie. È ciò di cui hanno bisogno in modo particolare i giovani, che si ritrovano in questo momento storico in cui chiunque esprime la propria opinione soprattutto attraverso i mezzi di comunicazione spesso senza le necessarie competenze e soprattutto senza considerare gli effetti che parole usate male possono provocare nella vita di una persona e nei giovani in modo speciale.
Strettamente legata alla Parola c’è la storia della salvezza nella quale ogni uomo di ogni tempo è inserito, che Cristo ha incarnato e in Lui ogni uomo attraverso il Battesimo viene innestato e dunque salvato. C’è un desiderio di salvezza nella storia di ciascuno e quindi c’è una Parola che ci Salva diventando storia nella quotidianità, nelle scelte, nelle relazioni. Si tratta di comprendere e fare un accurato discernimento su quali parole sono importanti nella vita e a cosa, chi le pronuncia, conduce. La lettura della Parola promossa dall’Arcivescovo padre Giuseppe nella nostra Diocesi dal 23 al 26 gennaio non solo vuole mettere al centro la Sacra Scrittura ma desidera che essa diventi Parola viva e sempre nuova per la vita di chi la Ascolta con cuore libero e orecchio attento.













