Avvenire di Calabria

A promuoverlo è il Centro Comunitario Agape, e si terrà il 5 dicembre alle 18 presso la Sala del Tribunale Interdiocesano Calabro

Don Italo Calabrò, convegno sul modello pastorale del sacerdote

Redazione Web

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Il placet della Conferenza Episcopale Calabra che autorizza il prosieguo della causa di beatificazione di don Italo Calabrò, annunciato dal vescovo, monsignor Giuseppe Morosini, è un ulteriore passaggio del percorso che la Diocesi reggina ha intrapreso affinché la santità di don Italo venisse riconosciuta da tutta la Chiesa cattolica. Per questo è ancora più importante approfondire l’insegnamento pastorale e sociale da Lui lasciato, affinché sia conosciuto e fatto proprio da tutta la comunità ecclesiale ma anche da quella civile.

In quest’ottica si pone l’incontro organizzato dalla Piccola Opera Papa Giovanni, dalla Caritas Diocesana e dal Centro Comunitario Agape, il terzo dopo quelli che hanno visto protagonisti monsignor Francesco Oliva vescovo di Locri-Gerace e monsignor Vincenzo Bertolone, presidente della Conferenza Episcopale Calabra, e che hanno messo l’accento sulla figura di don Italo, sacerdote e di servitore dei più poveri ed emarginati. Un evento che toccherà un aspetto fondamentale della missione di don Italo: l’educazione dei giovani, la trasmissione di una fede vissuta ed incarnata a servizio degli ultimi, che erano al centro della sua azione evangelica. Un’opera iniziata nel ‘68 con i ragazzi dell’Istituto Panella, con i giovani dell’azione cattolica e della sua parrocchia di san Giovanni di Sambatello, ma soprattutto con i ragazzi in difficoltà, incontrati all’interno del carcere minorile, negli istituti per l’infanzia abbandonata e poi aiutati a riprendere in mano il proprio destino, attraverso scelte coraggiose di dissociazione dalla ‘ndrangheta e di riscatto dalle dipendenze e dalla disabilità.

Un modello pastorale che ha aiutato intere generazioni a sperimentare nel servizio ai più poveri l’incontro con Dio, a coniugare la vita di fede con la condivisione di vita di chi fa fatica. Oggi si aprono nuove sfide educative, ma il metodo di don Italo è ancora valido e proprio sulla base del suo esempio, il prossimo 5 dicembre alle 18, si terrà, presso la Curia arcivescovile, nella sala del Tribunale Interdiocesano Calabro, un incontro in cui si discuterà con diversi testimoni del mondo del sociale di come costruire la comunità educante e di quale debba essere il ruolo della chiesa e dell’associazionismo. Un incontro nel corso del quale si ricorderà don Italo, educatore e maestro di vita, e si rifletterà su quali siano le misure di prevenzione per arginare il disagio giovanile e le dipendenze.

Vi saranno numerosi contributi che delineeranno la centralità del lavoro di squadra in tema di educazione, perché imprescindibili sono le alleanze finalizzate a consolidare una comunità educante, così come imprescindibile è la considerazione che il volontariato e le esperienze di servizio civile rappresentino il vero antidoto alla cultura dell’indifferenza e della delega. Il programma dei lavori prevede interventi di Mimmo Nasone di Agape, Luciano Squillaci della Fict su come attualizzare il messaggio di Don Italo, Grazia Condello vice preside istituto Piria e Paolo Cicciù del CSI su esperienza della rete delle alleanze educative, delle associazioni Gabbiano-Ottavo Giorno-Agape su “il volontariato ed il servizio civile come antitodo alla cultura della indifferenza e della delega”. Conclusioni di monsignor Morosini, arcivescovo Diocesi Reggio Bova, coordina Mario Nasone del Centro Comunitario Agape

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