Dopo Bibbiano, la sfida della Calabria: «Proteggere gli affidi» – avveniredicalabria

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Ne ha discusso il Centro comunitario Agape, la settimana scorsa in riva allo Stretto assieme a diversi esperti. Emersa la necessità di potenziare servizi e strutture

Dopo Bibbiano, la sfida della Calabria: «Proteggere gli affidi»

Mario Nasone

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Rilanciare il tema dell’accoglienza, che rappresenta una scelta d’amore, per i bambini accolti e per le famiglie che la compiono: è stato questo il messaggio che alcune associazioni di Reggio Calabria, il Forum delle associazioni familiari, il centro Comunitario Agape e la Camera Minorile hanno voluto lanciare attraverso il Forum svoltosi nel salone della Chiesa del Crocefisso, lo scorso mercoledì, che ha trattato il tema delle risposte da dare a quei minori che devono essere allontanati perché vivono in famiglie biologiche che non riescono a dare loro cure e opportunità educative di cui ogni bambino avrebbe bisogno.
Preoccupazione è stata espressa per la campagna denigratoria scatenatasi a livello politico e mediatico dopo i fatti di Bibbiano che rischia di colpire tutto un sistema di accoglienza e che sta portando alcune regioni come il Piemonte all’approvazione di progetti di legge dai contenuti decisamente allarmanti. Testi che se venissero approvati vedrebbero compromesso il futuro di tanti minori e di tutto il settore che lavora da anni in questo ambito che andrebbe in crisi, con delle conseguenze gravi e difficilmente quantificabili. Positivo che anche a livello parlamentare sia stata istituita una squadra speciale di giustizia per la protezione dei minori e avviata «un’attività di ricognizione della normativa vigente sul tema, al fine di approfondire l’operatività concreta del dettato legislativo e fare emergere eventuali lacune esistenti».
Risolvere i tanti problemi che affliggono il nostro sistema di protezione dei minori fuori famiglia è possibile, ma alla condizione, che ciascuno – giudici, assistenti sociali, psicologi, neuropsichiatri, amministrazioni locali – torni a fare il proprio mestiere, senza invasioni di campo e senza ambiguità.
Anche il Forum promosso dalle associazioni reggine grazie al confronto avuto tra Giudici minorili, operatori dei servizi, associazioni, famiglie, ritiene utile una revisione della normativa e delle metodologie adottate sull’allontanamento dei minori dalle loro famiglie d’origine con l’obiettivo però di migliorare e non smantellare un sistema di accoglienza che ha dato finora ottimi risultati.
Sono tante anche nel nostro territorio le belle e buone storie di accoglienza affidataria, di adozione, di Case– famiglia, progetti adeguatamente gestiti pur nelle difficoltà di un sistema fragile soprattutto in Calabria, che hanno garantito a tanti bambini la serenità necessaria per crescere in modo sano e alle loro famiglie di riprendersi da difficoltà che nella solitudine non avrebbero superato. È necessario anche riconoscere l’impegno, la serietà e il senso di responsabilità di professionisti e Istituzioni che lavorano barcamenandosi nella mancanza di risorse soprattutto in realtà come quelle calabresi che sconta la presenza di un sistema di Welfare molto debole. Oggi l’emergenza è mettere mano al sistema chiudendone le falle, ma anche scommettere sul rilancio dell’affido, dell’adozione e delle case famiglia attraverso anche scelte politiche sul piano regionale e locale che diano certezze e sostenibilità a questi servizi. Sul piano locale importante il ruolo che il Tribunale per i Minorenni di Reggio sta svolgendo sia con l’attivazione di nuove linee guida nella gestione dei casi di sua competenza, sia con l’apertura dell’ufficio alla collaborazione con i servizi e con le associazioni che sul territorio si occupano della tutela dei minori.

* Centro comunitario Agape

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