La biografia di Eduardo De Filippo attraversa gran parte del Novecento italiano, legando a doppio filo la produzione drammaturgica con l’evoluzione sociale del Paese. Autore, regista e attore, De Filippo ha tradotto le dinamiche familiari e collettive in opere teatrali che hanno superato i confini regionali. Il suo percorso, nato all’interno di una famiglia profondamente radicata nel mondo dello spettacolo, si è evoluto nel tempo abbracciando tematiche sempre più ancorate alla realtà e alle difficoltà del dopoguerra. Oltre all’attività scenica, gli ultimi anni della sua vita sono stati caratterizzati da un impegno istituzionale e politico diretto, in particolare verso i minori in difficoltà, portato avanti durante il suo mandato parlamentare.
L’opera e le origini familiari
Difficile non aver visto il suo “Natale in casa Cupiello”, racconto drammatico della disgregazione familiare nei giorni della festa per eccellenza. Eduardo De Filippo nasce a Napoli il 24 maggio del 1900 (Roma, 31 ottobre 1984). Drammaturgo, attore e regista del Novecento italiano amato ben oltre i confini nazionali con quel dialetto napoletano elevato a lingua universale del cuore con la quale raccontava le miserie, le speranze e le contraddizioni di ogni essere umano con profondità e malinconia senza pari. Un destino in dono dalla nascita il suo o che comunque seppe fare crescere appieno. Era figlio naturale del grande attore Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, crebbe nell’ambiente teatrale insieme alla sorella Titina e al fratello Peppino. I fratelli De Filippo non furono legalmente riconosciuti e portarono il cognome della madre.
Il sodalizio artistico e le due “Cantate”
Dopo anni di gavetta in diverse compagnie, nel 1931 fondarono la leggendaria “Compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo”, che riscosse un successo straordinario in tutta Italia. Un fiume di lavoro sul palco diviso tra la Cantata dei giorni pari che include le opere scritte prima della Seconda Guerra Mondiale, dal tono più marcatamente comico e farsesco. E la Cantata dei giorni dispari con le opere della maturità, scritte durante e dopo la guerra, caratterizzate da una visione più amara, sociale e realistica della vita.
La nomina a senatore e la Fondazione
Nel 1981, l’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini lo nominò Senatore a vita per i suoi altissimi meriti artistici e letterari. Durante il suo mandato, Eduardo si distinse per l’impegno a favore dei minori a rischio e dei giovani detenuti negli istituti penitenziari, portando la questione sociale fuori dal palcoscenico e dentro le istituzioni. Oggi la sua eredità è custodita dalla Fondazione Eduardo De Filippo che si occupa di promuovere la cultura teatrale e di preservare il vasto archivio del Maestro.












