Il percorso di crescita di ogni individuo non è mai un fatto isolato, ma si inserisce in una trama complessa dove la natura biologica incontra la cultura. In questo scenario, l’acquisizione di conoscenze non è mai fine a se stessa, ma diventa lo strumento primario per garantire dignità, libertà e partecipazione attiva alla vita pubblica. Riflettere sul ruolo della formazione e sul diritto all’istruzione oggi significa, dunque, interrogarsi sulle fondamenta stesse del nostro vivere civile, riconoscendo come l’accesso al sapere sia il prerequisito indispensabile per l’esercizio di ogni altro diritto umano e per la costruzione di una comunità capace di accogliere e valorizzare le differenze.
La complessità del divenire umano
All’interno della dialettica “natura – cultura”, consapevolezza della complessità evolutiva che riguarda ciascun uomo nella sua individualità e nella sua dimensione sociale, si sviluppa il senso dell’educazione che la storia ha insegnato a considerare come un diritto. Attraverso l’istruzione, intesa nella sua ricchezza di approcci, ogni società trasmette nel tempo, alle generazioni nel loro divenire, enciclopedie di contenuti, procedure esistenziali, valori di riferimento che consentono il perpetrarsi della vita per la specie, per l’individuo e per le varie comunità, oltre che modalità di attribuzione di senso alle esperienze e al vivere quotidiano.
Lo sviluppo del pensiero critico
Leggere/studiare testi e leggere/apprendere il mondo sono due processi apparentemente diversi; propriamente, il loro intreccio sviluppa capacità di giudizio, sguardo critico consapevole che soppesa la realtà e si impegna per essa ed il suo futuro. Ed ancora: il processo educativo ha il compito di creare le condizioni affinché ciascuno possa realizzare le proprie potenzialità sperimentando la crescita attraverso tentativi ed errori, come è giusto che sia, ed incrementando e cementando l’autostima che è alla base di una personalità equilibrata e funzionale, riconosciuta nella sua dignità e nell’esercizio delle libertà fondamentali.
Istruzione come diritto universale
Nel processo storico-culturale che ha caratterizzato l’evoluzione dei sistemi sociali, l’educazione e l’istruzione (con rimandi reciproci) sono state riconosciute nella legislazione internazionale, comunitaria e nazionale come diritti e base – essi stessi – per la realizzazione di altri diritti umani come, ad esempio, quello alla felicità, al lavoro sicuro, valorizzante ed equamente definito anche su un piano retributivo, ad un’uguaglianza reale che riconosca le differenze non come limite restrittivo ma come ricchezza personale e sociale .
Emancipazione e democrazia reale
E’ attraverso l’educazione che si realizza l’emancipazione sociale, l’affrancamento da condizioni di subalternità di genere ed ambientale. E’ la garanzia di un accesso all’istruzione aperta a tutti, con rimozione di ostacoli economici, di strumentazioni, territoriali e di viabilità, che dissoda e prepara il terreno della piena democrazia all’interno di una società libera in cui siano percepite come naturali (nel senso che assecondano la socialità naturale della specie umana) la comprensione e la tolleranza reciproca, l’amicalità tra le nazioni e i popoli, l’accoglienza delle diversità etniche e religiose.
Il valore generativo del limite
E l’ignoranza? Nella misura in cui, preceduta da consapevolezza, si rivela un metodo più che una condizione, essa ha un ruolo educativo: come insegnava Socrate, è la coscienza dei propri limiti, di quanto ancora io debba avanzare nella conoscenza che rende saggia la mia ignoranza, saggia e generativa, la spinta affinché il processo educativo sia permanente e la comunità educante sempre impegnata nella staffetta tra generazioni.













