Estate in Calabria, cosa fare a Pentedattilo: dal Sentiero dell’Inglese al Film Festival

Pentedattilo

Ai Overview: Pentedattilo, situato a circa 250 metri sul livello del mare lungo la costa ionica reggina, è un centro disabitato dell’Area Grecanica noto per la sua conformazione rocciosa e per il progressivo spopolamento avvenuto a metà del Novecento a causa dei dissesti idrogeologici. Oggi l’abitato rappresenta una destinazione legata al turismo lento, all’escursionismo – essendo attraversato da percorsi come il Sentiero dell’Inglese – e all’ospitalità diffusa gestita dalle locali botteghe artigiane. A fine agosto 2026, il paese ospiterà un’iniziativa cinematografica che coinvolgerà videomaker e registi nella produzione di cortometraggi in quarantotto ore.

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La geografia del borgo e il turismo lento

Costeggiando la Statale 106 che da Reggio Calabria porta fino a Taranto è impossibile non accorgersi dell’imponente montagna che sovrasta il paesaggio brullo e accecato dal sole. Pentedattilo è considerato uno dei borghi fantasma più affascinanti d’Italia. Arroccato sulle pendici del Monte Calvario, a circa 250 metri sul livello del mare, deve il suo nome alla gigantesca formazione rocciosa che lo sovrasta. Dal greco pente (cinque) e daktylos (dito), Pentedattilo significa infatti “cinque dita”, proprio per la forma della montagna che ricorda una mano gigantesca protesa verso il cielo.

L’estate può essere il momento ideale per scoprirlo, magari partendo da uno degli itinerari naturalistici più suggestivi della Calabria: il Sentiero dell’Inglese, il cammino che ripercorre le tappe del viaggio compiuto nel 1847 da Edward Lear, scrittore, illustratore e viaggiatore britannico autore del celebre Diario di un viaggio a piedi. Da Pentedattilo fino a Staiti, il percorso attraversa alcuni dei luoghi più autentici dell’Area Grecanica, tra sentieri panoramici, vallate, antichi borghi, tradizioni e sapori locali. Un’esperienza di turismo lento che permette di conoscere una Calabria lontana dalle spiagge affollate e dai circuiti turistici tradizionali.

Le ragioni dello spopolamento e la storia

Ma prima di mettersi in cammino vale la pena conoscere la storia del luogo da cui tutto parte. Le origini di Pentedattilo affondano nell’antica Magna Grecia, mentre il borgo si sviluppò soprattutto durante il Medioevo. Per secoli fu un importante centro agricolo e commerciale dell’Area Grecanica, fino a quando la fragilità geologica del territorio rese sempre più difficile viverci. Tra terremoti, frane e dissesti idrogeologici, a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento gran parte della popolazione fu costretta ad abbandonare le abitazioni e a trasferirsi più a valle. È così che Pentedattilo divenne lentamente un paese fantasma.

Ad alimentarne il fascino sono anche le leggende. La più famosa è quella della Strage degli Alberti, avvenuta nella notte di Pasqua del 1686. Al centro della vicenda ci sono due famiglie nobili dell’epoca: gli Alberti, marchesi di Pentedattilo, e gli Abenavoli, baroni di Montebello. Una promessa di matrimonio non mantenuta, la gelosia e la vendetta sfociarono in un massacro che ancora oggi alimenta racconti e suggestioni. Secondo la tradizione popolare, nelle notti più silenziose tra i vicoli del borgo si udirebbero ancora le grida delle vittime di quella sanguinosa faida. È proprio questo intreccio di storia, natura e mistero ad aver trasformato Pentedattilo in una delle mete più affascinanti della Calabria.

Una meta soprattutto per gli amanti dei cammini e del turismo naturalistico. A Pentedattilo arrivano soprattutto viaggiatori. Le sue case sembrano nascere direttamente dalla roccia e tra i vicoli si respira una dimensione sospesa nel tempo, fatta di silenzi, pietra e storie che ancora oggi vengono tramandate da chi ha scelto di restare o di tornare.

L’identità locale: gatti e botteghe artigiane

Passeggiando tra le stradine ci si imbatte facilmente nei veri padroni del paese: i gatti. Sui gradini, sui davanzali, tra le botteghe artigiane. Giorgio Ielo e Domy Pizzi si prendono cura di una colonia felina diventata ormai simbolo del borgo. Li chiamano affettuosamente i “Pentegatti” e sono parte integrante dell’identità di Pentedattilo. Non è raro vederli sonnecchiare al sole tra le pietre antiche o accompagnare i visitatori durante la passeggiata. Tra un vicolo e l’altro vale la pena fermarsi nelle piccole botteghe che raccontano l’anima più autentica di Pentedattilo. Quella di Giorgio e Domy è tra le prime che si incontrano risalendo le stradine che conducono al borgo. Giorgio, memoria storica del paese, accompagna spesso i visitatori tra racconti, aneddoti e leggende locali. C’è poi il piccolo museo delle tradizioni popolari custodito da Emilia Malaspina, dove sopravvivono oggetti, abiti e atmosfere della Calabria di un tempo. Per chi ama il tessile e la creatività contemporanea, il laboratorio di Daniela Lorenzi rappresenta un’altra tappa imperdibile. Qui macramè, ginestra, lana e antiche tecniche di tessitura dialogano con la tradizione in una continua ricerca artistica.

Itinerari e luoghi limitrofi

Per gli amanti dell’escursionismo, oltre al Sentiero dell’Inglese, esistono altri percorsi di grande fascino. Tra i più suggestivi c’è l’itinerario che collega Pentedattilo alle Rocche di Prestarà e alle Rocche di Santa Lena, un percorso dal grande valore storico e ambientale. Attraversando paesaggi collinari e aree dove sono stati rinvenuti reperti antichissimi, l’escursione regala panorami straordinari sul Mar Ionio e tramonti che ripagano ogni passo. Da qui è inoltre possibile partire alla scoperta degli altri gioielli dell’Area Grecanica: Bova, uno dei borghi più belli d’Italia; Gallicianò, dove sopravvive ancora la lingua greca di Calabria; Palizzi, con il suo castello affacciato sul mare; e Roghudi Vecchio, il paese fantasma sospeso tra le montagne dell’Aspromonte.

Gli eventi in programma: il cinema nel borgo

L’estate 2026 porterà inoltre a Pentedattilo un appuntamento particolarmente atteso dagli appassionati di cinema. Dal 28 al 30 agosto il borgo ospiterà infatti il 48 Ore – Pentedattilo Film Festival, una sfida creativa rivolta a registi, videomaker e appassionati che avranno soltanto quarantotto ore per ideare, girare e montare un cortometraggio ambientato tra le strade e i paesaggi del paese. L’iniziativa nasce come spin-off del Pentedattilo Film Festival e si svolgerà in contemporanea con la realizzazione di nuovi murales che contribuiranno a ridisegnare il volto del borgo. Le troupe selezionate saranno ospitate gratuitamente nel cuore di Pentedattilo e avranno l’opportunità di trasformare vicoli, ruderi e scorci panoramici in un grande set cinematografico a cielo aperto.

Ospitalità diffusa e accoglienza

Non è difficile capire perché questo luogo continui ad affascinare artisti, viaggiatori e camminatori. Pentedattilo non offre attrazioni da consumare velocemente, ma la possibilità di rallentare.

A Pentedattilo non ci sono grandi alberghi, ne ristoranti. Qui pratica l’ospitalità diffusa e si può tranquillamente consumare un pasto frugale o sorseggiare un buon vino calabrese guardando il mare tingersi di rosso al tramonto. Sedersi al belvedere, osservare la linea che separa il cielo dal mare, ascoltare una leggenda raccontata da un artigiano, percorrere un sentiero antico o semplicemente lasciarsi accompagnare dal vento che soffia tra le rocce, sono tra le attività da non perdere in questo borgo. Purché lo si faccia senza fretta.

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