Papà oggi, la sfida è essere padri non più capofamiglia

Dall’antico modello autoritario alla genitorialità condivisa: ecco il nuovo modello di paternità del XXI secolo
podcast festa del papà

La figura del padre è profondamente cambiata nel tempo. Se un tempo il suo ruolo era legato all’autorità e al sostegno economico della famiglia, oggi la paternità assume un significato più ampio e complesso.

Il nuovo modello: da padre autoritario a genitore presente

«Dio pone il padre nella famiglia perché, con le preziose caratteristiche della sua mascolinità, sia vicino alla moglie, per condividere tutto, gioie e dolori, fatiche e speranze. E perché sia vicino ai figli nella loro crescita: quando giocano e quando si impegnano, quando sono spensierati e quando sono angosciati, quando si esprimono e quando sono taciturni, quando osano e quando hanno paura, quando fanno un passo sbagliato e quando ritrovano la strada; padre presente, sempre». Così scrive papa Francesco al numero 177 dell’Esortazione Apostolica Amoris laetitia, donandoci una chiave di lettura della figura del padre attualissima.



Chi sono i papà di oggi? Certo è che negli ultimi decenni il ruolo del padre è molto cambiato, così come è cambiata la genitorialità. Fino alla metà del XX secolo, le famiglie seguivano schemi rigidi e prestabiliti, con ruoli nettamente definiti per uomini e donne. Dagli anni ‘60 in poi, le donne hanno cominciato a esplorare la possibilità di una vita al di fuori dei tradizionali ruoli di madri e mogli, spingendo gli uomini a riconsiderare la loro posizione all’interno della famiglia. 


PER APPROFONDIRE: Festa del papà: Bordignon (Forum): «valorizzare il ruolo del padre per una famiglia più forte ed equilibrata»


Oggi, i padri non sono più semplicemente sostenitori economici del nucleo familiare, non più i “capofamiglia” che stabiliscono regole e disciplina, ma svolgono insieme al partner un ruolo cruciale nell’educazione e nello sviluppo psicofisico ed emotivo dei figli. O almeno così dovrebbe essere. Da un lato, infatti, assistiamo, come ci dice il Papa, all’impoverimento della figura paterna: «Si dice che la nostra società è una società senza padri. Nella cultura occidentale, la figura del padre sarebbe simbolicamente assente, distorta, sbiadita» ( Amoris laetitia n. 176); dall’altro lato, siamo testimoni di una vera e propria evoluzione dei ruoli all’interno delle famiglie, con esperienze genitoriali molto positive, dove i padri assolvono la funzione di maternage (affetto, cura e protezione), per tanto tempo prerogativa solo delle donne, abbandonando sempre di più un tipo di relazione con il figlio distante, idealizzata e rigida.

Studi scientifici su famiglie di diverse culture dimostrano che, lentamente, la società sta andando proprio verso questo cambiamento culturale e sociale profondo (Lamb, M. E., 2010; Flouri, E. & Buchanan, A., 2004; Palkovitz, R., 2002; Cabrera, N. J. & Ryan, R. M., 2007; McBride, B. A. & Rane, T. R., 1998).

Le sfide della paternità contemporanea

È indubbio che l’adozione di modelli di genitorialità più flessibili e condivisi porterà a una maggiore equità all’interno delle relazioni familiari. Le coppie moderne tenderanno a negoziare e condividere le responsabilità, creando un ambiente più collaborativo. Questo non solo allevierà il carico di lavoro che spesso grava sulle spalle delle madri, ma promuoverà un senso di comunione e supporto reciproco, fondamentale per il benessere della famiglia nel suo complesso.



Si può quindi parlare del cambiamento delle figure di riferimento in seno alla famiglia come un’opportunità di crescita. Cosa potrebbe essere di ostacolo a tale trasformazione? Quali le sfide da affrontare? Le aspettative sociali, le pressioni lavorative e le norme culturali possono influenzare la capacità dei padri di impegnarsi pienamente. È essenziale, dunque, continuare a promuovere una cultura che valorizzi la paternità attiva e consapevole, incoraggiando i padri a esprimere le loro emozioni e a partecipare attivamente alla vita dei propri figli.

Papà più coscienti, che riconoscono l’importanza del loro ruolo, non solo arricchiscono la vita dei loro bambini, ma contribuiscono anche a formare una società più empatica e coesa. Con una continua attenzione alla crescita personale e alla comunicazione emotiva, possiamo aspettarci che le future generazioni crescano in ambienti che promuovono il rispetto, la comprensione e l’amore, valori essenziali per il benessere di tutti. E, come scritto dal nostro Papa: «La gioia dell’amore che si vive nelle famiglie è anche il giubilo della Chiesa» ( Amoris laetitia n. 1) e di tutta la collettività.

* pedagogista – psicoterapeuta

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