Frana in Etiopia: mons. Fransua (vicario apostolico), “non siamo ancora sicuri di quanti siano i morti, è un incidente disastroso”

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“Un incidente scioccante e disastroso. Molti hanno perso la vita all’improvviso, più di 260 cadaveri sono stati recuperati fino ad oggi come riportano le notizie locali”. Lo dice il Vicario Apostolico di Hosanna e Amministratore Apostolico di Soddo, mons. Seyoum Fransua, in riferimento alla frana che ha colpito l’area di Gofa, Kencho Shacha Gozdi Kebele, Geze Gofa Woreda, il 22 luglio scorso provocando una grave crisi umanitaria. “Abbiamo subito inviato – spiega all’agenzia vaticana Fides – una squadra di emergenza dall’ufficio del Vicariato di Soddo e si trova ancora nel punto in cui si è verificata la frana. Questa mattina ha raggiunto la zona un’altra squadra composta dall’ufficio del Vicariato di Soddo, dal Direttore esecutivo della Commissione sociale e per lo sviluppo della Conferenza episcopale cattolica dell’Etiopia e dal Catholic Relief Service dell’Etiopia per incontrare i sopravvissuti, il Capo della Commissione per i disastri e la prevenzione del Governo federale dell’Etiopia e i funzionari amministrativi di zona e siamo in attesa di nuove indicazioni”. Uno dei sacerdoti di Soddo si è recato sul posto insieme ad altri rappresentanti di confessioni religiose diverse e istituzioni religiose. Le vittime finora registrate – dice il vescovo dopo aver parlato con il sacerdote – sarebbero 46 nuclei familiari con una media di 6 bambini a nucleo. Il governo federale, gli stati regionali, le amministrazioni cittadine e altre organizzazioni non governative “stanno continuando a lavorare insieme per recuperare i cadaveri, seppellirli e cercare di supportare i sopravvissuti per le loro necessità di base.  I sopravvissuti e le persone nella zona circostante hanno disperatamente bisogno di un immediato supporto umanitario. Ho in programma di andare sul posto appena sarà possibile per portare aiuti”. Mons. Fransua sottolinea “l’urgente necessità di assistenza umanitaria”. Da qui la richiesta di “solidarietà e supporto da parte di partner locali e internazionali per affrontare la crisi in modo efficace. In risposta a questa grave situazione – spiega – la Chiesa cattolica etiope, attraverso le sue varie agenzie e in collaborazione con altre organizzazioni umanitarie, sta intensificando i suoi sforzi per fornire soccorso e supporto. La Chiesa sta mobilitando risorse e coordinandosi con le comunità locali per garantire che gli aiuti raggiungano chi ne ha bisogno in modo rapido ed efficace. “L’incidente è talmente grave che siamo tutti concentrati a stare vicini alle persone bisognose in questo momento” dice p. Dejene Hidoto Gamo, nominato recentemente Vicario Apostolico di Soddo: “si tratta di una vera e propria crisi umanitaria” mentre i leader della Chiesa cattolica etiope in un messaggio evidenziano il dolore per questo disastro che ha devastato la zona di Gofa: “Come leader e membri della Chiesa cattolica, porgiamo le nostre più sentite condoglianze e promettiamo il nostro fermo sostegno in questo momento difficile. I nostri cuori sono addolorati per coloro che hanno perso i propri cari, le case e i mezzi di sostentamento in questa calamità. In risposta, la Chiesa cattolica si è mobilitata rapidamente per fornire assistenza e soccorso immediati. Siamo al vostro fianco, offrendovi sia aiuti materiali che consolazione. Ricordate, non siete soli; il nostro pensiero, le nostre preghiere e le nostre azioni sono con voi”. Secondo i dati forniti dall’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari (OCHA) – ripresi da Fides – oltre alla perdita di vite umane, il disastro ha profondamente colpito oltre 50 mila persone. La cifra include sfollati, feriti e individui che hanno perso le loro case e i loro mezzi di sostentamento. Nello specifico, ci sono 5.776 famiglie in due kebeles (piccole frazioni) che hanno urgente bisogno di riparo. Inoltre, un totale di 596 famiglie sono state evacuate a causa della frana. Tra queste famiglie evacuate, ci sono 1.367 bambini, che sono particolarmente vulnerabili e hanno bisogno di supporto e cure immediati.

Fonte: Agensir
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