Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: il messaggio di Leone XIV

Coppia di anziani

Ai Overview: In Italia l’invecchiamento della popolazione e il costante aumento delle persone anziane che vivono sole rappresentano un’emergenza sociale documentata dalle stime dell’Istat e dal recente Report Caritas 2026. In questo delicato contesto demografico, domenica 26 luglio si celebrerà la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, in concomitanza con la festa liturgica dei santi Gioacchino ed Anna. Papa Leone XIV, attraverso il suo messaggio dedicato ai temi dell’isolamento e dell’oblio, ha esortato i fedeli a compiere gesti concreti e fisici di vicinanza, promuovendo la cultura della prossimità per contrastare l’invisibilità di chi vive ai margini, nelle proprie abitazioni o nelle strutture di ricovero.

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L’allarme solitudine e l’appuntamento della sesta Giornata

In Italia, 4,6 milioni di over 65 vivono soli e, secondo le stime dell’Istat, diventeranno 6,5 milioni nel 2050; anche il Report Caritas 2026, pubblicato a giugno, segnala che in dieci anni gli anziani seguiti dai centri di ascolto sono cresciuti del 191%, a fronte di un aumento complessivo dell’utenza pari al 48%. A questa Italia – dove quasi il 40% degli over 75 abita in solitudine e le famiglie unipersonali rappresentano il 37,1% del totale – Leone XIV si rivolgerà domani, domenica 26 luglio, in occasione della VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, il cui tema è tratto dal profeta Isaia: «Io invece non ti dimenticherò mai» (Is 49,15).

Il richiamo del Papa contro l’oblio nelle strutture di ricovero

Nel messaggio, pubblicato il 15 giugno scorso, Papa Prevost descrive senza giri di parole la condizione di chi invecchia ai margini: «Sopra le esistenze di molti anziani, in particolare, sembra essere disteso un velo che sfuma i tratti dei volti e ammanta di oblio». Nelle case in cui domina la solitudine e nelle strutture di ricovero, avverte: «la singolarità di ogni persona rischia di ridursi al numero del proprio letto o alla propria patologia». I numeri italiani confermano che il quadro delineato dal Pontefice corrisponde a una realtà documentata.

Il legame con i santi Gioacchino ed Anna

La coincidenza liturgica di quest’anno aggiunge altri spunti alla celebrazione: per la prima volta dalla sua istituzione nel 2021, la Giornata cade esattamente nella festa dei santi Gioacchino ed Anna, genitori di Maria e nonni di Gesù. Erano una coppia anziana e sterile, considerata dalla società del loro tempo priva della benedizione divina. Dalla loro vecchiaia nacque la madre del Salvatore, e la tradizione li riconosce come i primi a trasmetterle la fede: «Un uomo e una donna possono, infatti, rinascere da vecchi», scrive Leone XIV nel suo messaggio per la giornata, rileggendo la fragilità dell’età avanzata come vocazione.

L’invito concreto alla prossimità e il kit pastorale

Il testo si inserisce in un dittico perché il giorno prima della sua pubblicazione, la Sala Stampa vaticana aveva diffuso il messaggio per la X Giornata Mondiale dei Poveri. I due documenti condividono una lettura: l’invisibilità come condizione sociale che accomuna chi è vecchio e chi è povero. Leone XIV, citando la propria enciclica Magnifica Humanitas, ricorda che «il cuore umano conserva un bisogno irrinunciabile di prossimità», un bisogno che le sole connessioni digitali non riescono a colmare; per questo il Papa chiede un gesto: andare a trovare chi è solo. «Riprendere la bella abitudine di visitare i propri nonni, gli anziani della famiglia, e anche coloro che non ricevono alcuna visita», portando loro «la vicinanza e l’affetto del Papa». Il kit pastorale del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, pensato per questa giornata, raccomanda che nelle strutture si raggiunga anche chi è allettato. In ogni diocesi, domani, il vescovo celebrerà la Giornata nella cattedrale.

La debolezza come risorsa e la preghiera per la pace

«Non abbiate paura della fragilità!», scrive il Papa agli anziani. La debolezza accettata, sostiene, «apre il cuore al sostegno vicendevole» e allontana dalle «vie dell’arroganza e della potenza». In un tempo segnato dalla violenza bellica, Leone XIV chiede agli anziani di pregare con lui «perché giunga presto la pace nel mondo intero». La promessa biblica che dà il nome alla Giornata – Dio che non dimentica alcuno dei suoi figli – diventa così una domanda alla coscienza di tutti: chi autorizza la società a fare ciò che il Signore esclude?

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