Gli studenti in pettorina gialla: «Esperienza unica»

Anche gli studenti del “Raffaele Piria”, grazie ad un progetto del Centro Servizio al Volontariato di Reggio Calabria, hanno partecipato alla Colletta Alimentare 2017. «Quando volete noi ci siamo – ha commentato Domenico tra i volontari in pettorina gialla – veramente una bella esperienza». Della stessa esperienza Greta che la definisce «costruttiva, gratificante e significante perché ho provato le sensazioni di poter aiutare il prossimo con i fatti e non con le parole». Rispetto al proprio stato d’animo sono intervenute anche Alessia e Laura che hanno spiegato come «personalmente, crediamo sia stata una bella esperienza, soprattutto a livello personale, perché aiuta appunto a sapersi rapportare con le persone in modo gentile, nonostante alcuni rifiuti. Da rifare». Per Paolo, studente sempre del “Piria”, non era una prima volta: «Porta sempre gioia, sapere di aver lavorato per persone più bisognose è sempre gratificante e ti fa sentire più sereno con te stesso; credo che con queste attività– dice il ragazzo reggino – si fa del bene a tutti, non solo ai bisognosi ma a noi e anche alle persone che aderiscono chi più e chi meno». Un esordio invece è stato per Maria: «Mi è piaciuta tantissimo. Sapere che fai del bene agli altri fa sentire bene anche te stesso e credo che tutti, almeno una volta, dovrebbero farlo». Le ultime risonanze sono di Antonio e Alessia. Quasi diciottenni, i due, spiegano cosa sia stata per loro la Colletta Alimentare. «Un’esperienza molto costruttiva, – dice Antonio – che nel suo piccolo mi ha fatto apprezzare ancora di più i valori del volontariato. Ho potuto vivere da protagonista la vita che molte persone fanno ogni giorno. Probabilmente rifarò volontariato un giorno, con mezza giornata di impegno posso aiutare molte persone». Sulle stesse “corde” anche il feedback di Alessia: «Un’occasione per smentire il fatto che “in questa città va tutto male e ognuno pensa solo a se stesso”. Se queste iniziative ci sono e si ripetono negli anni con costanza vuol dire che anche qui c’è del buono e c’è chi pensa all’altro. Se da un lato una signora convince la sua amica a non partecipare alla Colletta perché la raccolta serve ad aiutare “gli stranieri che hanno più di noi”, dall’altro una mano mi porge una busta piena perché ne ha già avuto bisogno e adesso che può, non se ne dimentica».

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
vangelo dello studente

Il Vangelo dello studente: il libro di Riccardo Mensuali sul cammino dei giovani

Malattia e famiglia

La gestione della malattia e della fragilità fisica all'interno del contesto familiare e nella riflessione ecclesiale

ragazzi noia

Aggressioni minorenni dalla minicar a Firenze: l'inchiesta svela la noia come movente

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email