Governo M5s-Lega, nel «Contratto» solo otto righe per il Sud

Governo gialloverde, poco spazio per il Sud. O almeno, così pare, spulciando il famigerato “Contratto per il Governo del cambiamento” e la lista del toto-ministri.

 
Certo, prima di anteporre giudizi occorre attendere il placet del sicilianissimo inquilino del Quirinale, Sergio Mattarella, e anche alcuni aggiustamenti “in corso d’opera”, ma la stretta M5s-Lega non porta (ribadiamo) almeno negli annunci quella ventanta di novità dal Mezzogiorno.
 
Il Sud, nel “contratto”, è posto al 25esimo paragrafo. 8 righe sintetizzano l’impegno del governo leghista-pentastellato.
 
Con riferimento alle Regioni del Sud, si è deciso, contrariamente al passato, di non individuare specifiche misure con il marchio “Mezzogiorno”, nella consapevolezza che tutte le scelte politiche previste dal presente contratto (con particolare riferimento a sostegno al reddito, pensioni, investimenti, ambiente e tutela dei livelli occupazionali) sono orientate dalla convinzione verso uno sviluppo economico omogeneo per il Paese, pur tenendo conto delle differenti esigenze territoriali con l’obiettivo di colmare il gap tra Nord e Sud.
 
(Contratto per il Governo del cambiamento, pag. 48)

Nessuna misura “speciale”, quindi, per il Meridione. Una vittoria della dialettica leghista. Resta da comprendere se le politiche “omogenee” come possano essere applicate a territori e relative esigenze del tutto differenti tra loro. Il Sud, probabilmente, meritava un “peso specifico” maggiore, soprattutto visto il successo plebiscitario racimolato dal Movimento Cinquestelle in quelle regioni che da “contratto” saranno alla pari di quelle del Nord. Probabilmente, facendo un uso equilibrato dell’ironia, l’elemento innovativo potrebbe proprio essere questa parità di trattamento.

 
Rispetto ai nomi, tra le proposte dei partiti, della possibile squadra a disposizione del premier Giuseppe Conte (Mattarella permettendo) sotto il Tevere solo quattro dicasteri su 12: i campani Vincenzo Spadafora, già Garante nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, a cui potrebbe essere affidato il ministero della Cultura o della Famiglia, e Sergio Costa, comandante dei Carabinieri Forestali, all’Ambiente; il pugliese Salvatore Giuliano per cui si prospetterebbe la Pubblica Istruzione e il siciliano Alfonso Bonafede in lizza con Giulia Bongiorno (eletta in Sicilia con la Lega Nord) per la Giustizia.
 
Ovviamente a questi va aggiunto – ed è il ministero dal peso specifico più importante – Luigi Di Maio, vice-premier e responsabile del Lavoro e dello Sviluppo Economico. Nessuna “poltrona”, al momento, per i calabresi.

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