Il coraggio della giovane Maria nasce «dal respiro di Dio»

Riflettere sul mistero dell’Immacolata ci permette non solo di approfondire il mistero delle cose grandi che Dio ha compiuto in Lei, ma anche di comprendere sempre meglio il progetto che l’Unitrino ha sull’Umanità. Proviamo a mettere in evidenza la solidarietà antropologica tra Adamo/Eva e Cristo/Maria tanto cara alla patristica dei primi secoli e che nel mistero dell’Immacolata Concezione di Maria trova uno dei suoi punti focali. La riflessione dei Padri su Maria, infatti, parte sempre da ciò che la Scrittura rivela e insegna sul mistero della persona e dell’opera di Cristo, solo in relazione al quale si può comprendere la persona, il ruolo e il significato storico-salvifico di Maria, intimamente associata al Figlio: elezione divina, immacolata concezione, verginità, maternità verginale, presenza accanto a Gesù, missione nella comunità ecclesiale. Per i Padri orientali dei primi secoli, l’Adam originario diventa persona nel momento in cui il Padre gli rivolge la Parola e scopre così di essere creato ad immagine e somiglianza dell’Amore, ossia della relazione. Tuttavia l’Uomo lascia spazio ad altre “‘parole” che inquinano la sua comprensione di Dio, di sé stesso, degli altri e del creato provocando una trasformazione dolorosa: da persona ad individuo. Non smette di essere persona, ma l’acquisizione della consapevolezza di dover morire lo induce a cercare di colmare questo vuoto esistenziale col possesso di tutto ciò che prima gli era donato liberamente. Inoltre l’esperienza del peccato provoca nell’uomo due conseguenze drammatiche che accompagneranno il suo cammino in ogni tempo: la paura di Dio e il tentativo di giustificarsi alienando da sé la responsabilità. È interessante una rilettura della caduta originaria offerta dagli antichi rabbini: l’Uomo era stato creato avvolto dalla luce divina che il peccato offusca senza spegnerla del tutto. La prima umanità pensava di averla persa per sempre e per questo si rivestirà di tuniche di pelli, mentre in realtà questa luce era nascosta sotto la pelle e sarebbe riaffiorata solo alla venuta del Messia. Proviamo ora ad accostarci al mistero di Maria per comprendere come la sua Immacolata Concezione sia, per la Redenzione operata da Cristo, la risposta di Dio alla tragedia originaria. Innanzitutto, l’Immacolata, proprio perché immune da quel codice di fratture che il peccato originale introduce nell’essere umano è la persona che non ha mai vissuto un’esistenza individualista, ma sempre aperta all’Altro e agli altri, interpretando la propria vita, alla luce di quella del Figlio: come una proesistenza. La sua relazione fontale con Dio – che deriva dalla singolarità delle sue relazioni trinitarie: Madre del Figlio di Dio e perciò Figlia prediletta del Padre e Dimora dello Spirito Santo – farà sì che tutta la sua esistenza si realizzerà nel dono sincero di sé. Nell’Immacolata è ormai superato definitivamente l’orizzonte limitato e limitante di vite spese all’ombra delle paure nascondendo il talento ricevuto. In Lei si apre la breccia sul muro di ogni paura esistenziale. Se l’Adam del paradiso terrestre si nasconde e si aliena dalle proprie responsabilità creaturali perché ha ormai perduto la piena consapevolezza del suo essere immagine e somiglianza dell’Amore e ne ha paura, Maria a Nazaret ha il coraggio (da kardia-aghios / cuore santo perché colmo del Respiro di Dio) di dire: Eccomi, ossia «conta su di me». Se l’Adam si sottrae alla sua relazione con Dio, l’Immacolata con la sua disponibilità libera, consapevole e amante riporta tutta l’Umanità, in purificata ed elevata bellezza, al cospetto del Dio Agape per rinnovare l’adesione filiale, nuovamente responsabile, della creatura al suo Creatore. L’Immacolata è persona compiuta perché, accogliendo la Parola, non ha mai permesso che nel suo cuore entrassero altre parole diverse dal linguaggio dell’agape e della comunione. Ed anche per questo, l’Immacolata è la creatura che non ha mai perso la tunica di luce donatale da Dio. È il riflesso della luce divina che in Lei si immerge senza trovare ostacoli per tornare al Creatore senza distorsione né ombre, restituendo all’Amore trinitario quell’immagine purissima che fa dell’Immacolata la Somigliantissima a Dio.

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