Il dialogo risolve

Periferie e riscatto

Ci sono sfide che lo Stato non può perdere. Una di questa, tra le più importanti, è la sfida della cultura e dell’istruzione. Arrivare in classe il primo giorno di scuola e non trovare i professori è inaccettabile. Ed è ancor più incredibile che non ci sia una spiegazione ragionevole ad un’assenza assordante. Il corale richiamo all’importanza della sfida educativa che ha seguito i tristi fatti di Melito, ha ribadito con estrema chiarezza quanto sia necessario non abbassare l’attenzione formativa nei confronti dei minori, sopratutto nel periodo dell’adolescenza. Nella vicenda di Oliveto, riusciamo a scorgere però anche un fattore positivo: la tenacia dei genitori. È stata la loro forza di volontà, unita al profondo senso di cittadinanza, che ha ottenuto l’apertura della scuola, o meglio l’assegnazione dei docenti. Un atteggiamento esemplare. Senza rassegnazione, ed evitando le litanie del vittimismo, si sono opposti al deserto istituzionale che flagella sempre più le periferie della Reggio Metropolitana, hanno cercato ed ottenuto. Non da soli, certamente. Insieme a loro il parroco, don Armando Turoni, è sceso in campo per tutelare il diritto all’istruzione dei suoi ragazzi; anche le parti buone ed operative delle istituzioni scolastiche si sono prodigate perché gli alunni potessero tornare presto tra i banchi. La vicenda di Oliveto ci consegna un modello. Quando sul territorio, specialmente se disagiato, vince il dialogo tra le agenzie educative, gli sforzi vengono premiati. La politica ha da imparare da quelle famiglie di operai, impiegati e contadini che, nel giro di poche ore, hanno smosso una città per riaprire una classe. Resta un’amarezza: il silenzio del mondo dell’informazione. La nostra redazione, in dignitosa solitudine, ha raccolto il disagio e dato eco alle richieste di persone private di un diritto. Forse, ne prendiamo atto, nell’epoca dell’informazione di massa sfuggono gli episodi che accadono in periferia perché, probabilmente, ritenuti meno interessanti. Per noi sono essenziali. Da oggi cala il sipario sui 18 ragazzi di Oliveto. Nell’abitudinaria quotidianità della nuova aula scolastica impareranno a coniugare verbi e sentimenti, per scrivere un futuro più sereno del loro presente.

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
vangelo dello studente

Il Vangelo dello studente: il libro di Riccardo Mensuali sul cammino dei giovani

Malattia e famiglia

La gestione della malattia e della fragilità fisica all'interno del contesto familiare e nella riflessione ecclesiale

ragazzi noia

Aggressioni minorenni dalla minicar a Firenze: l'inchiesta svela la noia come movente

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email