Avvenire di Calabria

Divergenze e litigi, il segreto è custodirsi a vicenda

Il segreto di una coppia? Guardare nella stessa direzione

Redazione Web

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Mai nessuno deve dire: «Non c’è più niente da fare». Con questo invito accorato il nostro Arcivescovo si è rivolto e si rivolge a noi famiglie di Reggio Calabria del 2017, all’intimità delle nostre famiglie, alle grandi e piccole ferite che spesso non ci permettono di vivere in armonia e che purtroppo ci portano a scegliere la divisione come unica via percorribile.

L’esempio che padre Giuseppe ci indica è un esempio quanto mai quotidiano ed umano; è un episodio della vita della famiglia di Nazareth che ci fa intravedere uno spaccato di esperienza reale e comune, ci immerge dentro una situazione quanto mai concreta nella vita di ogni famiglia: è il momento della difficoltà, della prova, è il momento della paura, dei sensi di colpa, dell’evidenza della propria imperfezione, della constatazione forzosa di quanto la nostra vita non vada come noi vorremmo, come noi abbiamo progettato, della presa d’atto della nostra impossibilità di poter controllare fatti e persone intorno a noi. Maria e Giuseppe, andati al tempio di Gerusalemme, si rendono conto, durante il viaggio di ritorno, dopo due giorni di cammino che Gesù non c’è.

Chissà quale angoscia nel loro cuore di genitori: il turbinio dei pensieri avrà avvolto anche loro come avvolgerebbe ciascuno di noi: che gli sarà successo, si sarà fatto male, si sarà perso, qualcuno lo avrà rapito? Ed al terrore panico per il figlio si sarà aggiunto immediato il senso di colpa, l’indignazione verso se stessi e verso l’altro, l’incredulità nel dover constatare con mano la propria e l’altrui incapacità nel comportarsi responsabilmente, il senso assoluto di impotenza rispetto al fatto imprevisto e inimmaginabile. È la condizione ordinaria della vita di coppia: si vive serenamente la quotidianità sforzandosi di fare del proprio meglio, di costruire relazioni buone e di sostenersi nelle vicende complesse che il mondo esterno ci pone e poi? Basta un niente, un non detto, una paura che ritorna, una situazione che non riusciamo proprio a gestire, o ancor di più un dolore,un sopruso, un tradimento, una malattia, un lutto, e di colpo ci sembra che l’unico modo di uscire da questo stato di inadeguatezza o di rancore sia troncare la relazione, far parte per noi stessi.

È lì invece la carta vincente, Maria e Giuseppe ce la indicano: si misero a cercare, tornarono, trovarono: insieme.

Forse loro no, ma noi si ci saremmo mandati a quel paese, incolpandoci a più non posso vicendevolmente e ributtandoci addosso possibilmente tutti i non detti degli ultimi anni di vita insieme e forse saremmo andati a risolvere il problema ognuno per la sua via, da solo, pensando di riuscire a far sicuramente meglio. Ma c’è un’altra via, è la via che passa per la rinuncia al nostro io e per la certezza che c’è di più, che insieme si può: l’amore può trovare la via, per ricominciare, per perdonare, e che questa via porta alla gioia.

Maria Giovanna e Giancarlo Benedetto

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