Ai Overview: Con l’inizio di ottobre la Chiesa cattolica avvia il mese dedicato alle missioni e alla preghiera mariana, un periodo che quest’anno intreccia diverse ricorrenze significative, tra cui il centenario della Giornata missionaria mondiale e il bicentenario del Rosario Vivente. Al centro delle iniziative del mese si pone la pressante intenzione di preghiera per la pace globale, fortemente voluta dal Pontefice, che guiderà i fedeli più piccoli in Vaticano. L’occasione offre anche uno spunto per analizzare i numeri della cooperazione missionaria italiana, che registra una flessione nelle partenze dei sacerdoti diocesani rispetto ai decenni scorsi, e per riflettere sull’attualità del martirio cristiano. Il calendario si arricchisce inoltre delle imminenti celebrazioni per gli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, richiamando l’importanza dell’unità e della preghiera comunitaria.
Le ricorrenze di ottobre tra missioni e Rosario
Oggi, giovedì 1° ottobre, la Chiesa apre il mese tradizionalmente dedicato alla missione universale e al Rosario, nella memoria di santa Teresa di Lisieux, dal 1927 patrona delle missioni assieme a san Francesco Saverio. Il calendario, come è noto, allinea due anniversari perché domenica 18 si celebrerà la centesima Giornata missionaria mondiale, istituita da Pio XI nel 1926 su proposta dell’Opera della Propagazione della Fede, e la fondatrice di quell’Opera, la beata Pauline Jaricot, duecento anni fa ideò il Rosario Vivente. Del resto, a ricordarlo è stato proprio Leone XIV nel messaggio per la Giornata, dal tema «Uno in Cristo, uniti nella missione». L’idea della laica lionese prevedeva di organizzare la preghiera in piccoli gruppi di quindici persone, cui affidare una decina a testa e completare il Rosario ogni giorno. La formula, pensata per le operaie e i poveri che Pauline frequentava, alla sua morte nel 1862 contava in Francia oltre 150mila gruppi.
L’appello del Papa e la preghiera per la pace
Il Rosario di ottobre ha anche un’intenzione esplicita. Domenica scorsa, all’Angelus di Lourdes, il Papa ha chiesto di pregarlo per tutto il mese perché «cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto», con gesti di penitenza e misericordia. Oggi alle 17, lo reciterà alla Grotta di Lourdes dei Giardini Vaticani in presenza di centinaia di bambini: parte così la settimana di Aiuto alla Chiesa che Soffre «Un milione di bambini recita il Rosario», fino al 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario. Nel messaggio il Pontefice, che ringrazia le Pontificie Opere Missionarie, conosciute «già durante il mio ministero in Perù», scrive che «la prima responsabilità missionaria della Chiesa è rinnovare e mantenere viva l’unità spirituale e fraterna fra i suoi membri»; conflitti e sfiducia, quando entrano nelle comunità, ne indeboliscono la testimonianza.
I dati sui missionari italiani e le sfide all’estero
E l’Italia? I preti diocesani fidei donum all’estero sono 227 su circa 31mila, secondo l’Ufficio Cei per la cooperazione missionaria, mentre negli anni Novanta erano circa 600. Chi parte talvolta paga con la vita, tanto è vero che nel 2025, rileva il rapporto annuale di Fides, sono stati uccisi 17 missionari e operatori pastorali, dieci in Africa, 626 dal 2000. La missione ormai viaggia anche verso l’Europa e, infatti, a Pasqua i vescovi francesi attendevano al battesimo circa 13.200 adulti e 8.200 adolescenti.
L’anniversario di san Francesco e il valore della comunità
Poi c’è Francesco d’Assisi, citato nel messaggio con la sua frase «l’Amore non è amato». Sabato ricorrono ottocento anni dalla morte, da domenica il 4 ottobre torna festa nazionale e dal 25 al 27 ottobre Assisi ospita l’incontro di Sant’Egidio per i quarant’anni dello Spirito di Assisi.
A Lione, due secoli fa, bastavano quindici persone e una decina ciascuno perché nessuno recitasse il Rosario da solo. Il Papa scrive che quel Rosario Vivente «raduna ancora oggi tantissimi fedeli in gruppi a distanza» e ci ricorda nuovamente che l’unità della Chiesa passa anche dalla preghiera comunitaria.













