Intervista esclusiva, la mamma di Carlo Acutis: «Siate connessi a Gesù»

L’invito agli adolescenti (e anche agli adulti) è seguire sempre i passi del Signore: «Così si può dar senso alla vita»

La testimonianza esclusiva, un anno fa, sulle pagine di Avvenire di Calabria della madre di San Carlo Acutis, allora in attesa di essere canonizzato. Antonia Salzano: «Mio figlio esempio e testimone di santità per i ragazzi del nostro tempo».

San Carlo Acutis, la testimonianza della madre Antonia Salzano

«La vita la valore come la valutava Carlo: noi siamo pellegrini dell’altro mondo, non di questo mondo. Ci attende una vita meravigliosa e lo scopo di questa vita è amare Dio sopra ogni cosa. Quindi, per me, la vita è questo». Con queste parole, Antonia Salzano, madre di San Carlo Acutis, canonizzato domenica 7 settembre da papa Leone XIV in piazza San Pietro, riassumeva un anno fa in esclusiva su Avvenire di Calabria, la visione della vita che ha condiviso con suo figlio, un giovane che ha fatto dell’amore per Dio il centro della sua pur breve esistenza terrena.



In quell’occasione, attraverso le pagine del nostro giornale, accettò di condividere con i giovani reggini il messaggio di Carlo, ragazzo di questo tempo, che ha indicato con il suo esempio una via di santità percorribile anche per i giovani di oggi.

Il rapporto privilegiato con Gesù: ecco il segreto di Carlo

«Il segreto di mio figlio – ci disse – era questo rapporto privilegiato che aveva con Gesù: centro della sua vita e dei sui pensieri». Un rapporto privilegiato, ancora le parole della madre, che «Carlo aveva soprattutto attraverso l’Eucaristia che ha trasfigurato la sua vita rendendolo un testimone autentico. Anche in vita era apprezzato e amato. Il segreto del suo fascino era nella presenza di Dio dentro di lui. Come accade con persone molto vicine a Dio, si percepiva che c’è qualcosa di speciale».


PER APPROFONDIRE: Mio figlio, santo e testimone: parla la mamma di Carlo Acutis. Ascolta il podcast


Nel suo ricordo, Antonia Salzano, ricordava come Carlo era consapevole che il problema più grande oggi fosse il calo della fede, soprattutto tra i giovani: «La vita – diceva il giovane santo «è una cosa seria. Ogni minuto che passa è un minuto in meno per santificarci. Il tempo è un dono da valorizzare per l’eternità. Non importa quanto successo si possa avere: quello che conta è amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi».

L’importanza di essere “connessi” al Signore

Un messaggio che sembra quanto mai attuale, considerando gli episodi di cronaca che vendono sempre più coinvolti i giovani. «Noi siamo stati creati per Dio, per vivere accanto a Lui. Se non abbiamo questo rapporto, anche con tutti i mezzi e i piaceri del mondo, sentiremo sempre un vuoto. Spesso desideriamo con tutto il cuore cose materiali, che però dopo un po’ non ci appagano più», ancora Antonia.

«Lo stesso – ancora le sue parole – vale per i giovani che si appassionano a una canzone o a un oggetto, ma poi si stancano. L’unica cosa che ci può appagare davvero è desiderare Dio. La mancanza di Dio, la mancanza di prospettive per la vita eterna, può portare a vuoti profondi. Molti giovani soffrono di depressione senza rendersene conto».

«In generale, l’uomo di oggi, senza Dio, sente che manca qualcosa. Non sempre è una depressione conclamata, ma è comunque un problema. Senza Dio, possono emergere fatti esasperati. Inoltre, come dice san Paolo, “la nostra battaglia non è con questo mondo, ma con i principati e le potestà”, ossia anche con le influenze nefaste del demonio. Molte musiche che oggi incitano a droga, alcol, così come la pornografia su internet sono strumenti che il demonio utilizza, e molti giovani ne rimangono vittime. Avere una prospettiva, invece, aiuta».

«Ognuno è chiamato ad essere santo»

Cosa direbbe Carlo ai giovani d’oggi, suoi coetanei? «Il tempo che vi è dato qui è un tempo speciale, imparare ad amare Dio adesso è fondamentale per la vita eterna». Essere la madre di un ragazzo santo è «un’esperienza particolare», ancora la consapevolezza di Antonia che a proposito di questa “strana” condizione aggiungeva: «Come tutte le mamme, per me ogni figlio è speciale. Ognuno è chiamato a essere santo, unico e irripetibile, come Dio ci ha creati. Carlo è un segno di speranza per tanti giovani, ma il suo messaggio è chiaro: “Anche voi siete chiamati a fare lo stesso, anche voi siete chiamati a cose grandi”».



«Vedere come il Signore agisce attraverso Carlo è stato per me una testimonianza di grazia. I santi – ancora le parole di Antonia Salzano – ci richiamano all’essenzialità: porre Dio al primo posto nella nostra vita. Diceva Carlo: “La conversione non è un processo di aggiunta, ma di sottrazione: meno io per lasciare spazio a Dio”. Abbiamo bisogno di essere vicini a Dio per portare frutto, come nella parabola del tralcio e della vite: senza Dio non possiamo fare nulla. Il Giubileo è un’occasione per rinforzare il nostro legame con Dio, che è la nostra salvezza e la nostra felicità».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
Fede in famiglia

Aula G, la fede in famiglia: le vacanze comr occasione per discutere con i giovani di spiritualità

Famiglia risparmio

Vacanze consapevoli: come orientare il riposo estivo verso la sobrietà e la solidarietà concreta

Social media e minori

Social media e minori: le limitazioni europee sull'uso dei device

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email