Itria, concluso il campo parrocchiale dell’Azione Cattolica

di Antonio Zavettieri – Con la celebrazione della Santa Messa, officiata dal parroco, don Pasqualino Catanese, tra l’altro, Assistente unitario dell’Azione cattolica diocesana, si è concluso il primo campo unitario dell’Azione cattolica della parrocchia Santa Maria Odigitria, che ha visto la presenza, presso il Soggiorno San Paolo di Cucullaro, dall’11 al 14 luglio, di un gruppo eterogeneo, che andava dai bambini di otto anni fino agli adulti ultra ottantenni, ma compatto nel godere della gioia di condividere momenti altamente spirituali, alternati ad attività ludico-ricreative.
Un’esperienza senza dubbio coinvolgente, che ha registrato la partecipazione di 54 persone stabilmente e di decine di altri soci, simpatizzanti e genitori, alternarsi nell’arco delle quattro giornate di condivisione.
Preziosa è stata l’opera della presidente dell’Ac parrocchiale, Rita Marino, presente da primo all’ultimo giorno del campo, insieme agli educatori e agli animatori dei vari gruppi, che ha coordinato i diversi momenti, con un tale entusiasmo che solo una profondissima fede in quello che si fa può suscitare.
Il compito di guidare quotidianamente l’attività di preghiera e di rendersi disponibile per le confessioni se l’è assunto don Jean François Uwayezu, molto legato alla parrocchia dell’Itria, dove ha svolto per qualche tempo un prezioso servizio.
I temi trattati, con attività esperienziali calibrate per ciascuna fascia di età, alla luce del Qohelet e del magistero di Papa Francesco, che nell’omelia di S. Marta del 2013 ha ricordato a tutti che il padrone del tempo è Dio, sono stati i seguenti: Dio ha fatto bella ogni cosa a suo tempo; Nelle tue mani Signore sono i miei tempi; Non lasciamoci ingannare dalla confusione; Fare il bene nella vita con gioia.
Al tema del tempo, Agostino d’Ippona ha dedicato, praticamente, tutto il Libro XI delle Confessioni. “Cos’è il tempo? Chi saprebbe spiegarlo in forma piana e breve? – si chiede sant’Agostino – Chi saprebbe formarsene anche solo il concetto nella mente, per poi esprimerlo a parole? Eppure, quale parola più familiare e nota del tempo ritorna nelle nostre conversazioni? … Cos’è dunque il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga, non lo so. Questo però posso dire con fiducia di sapere: senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente… (XI, 14.17).
Dice Gesù: “E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?” (Mt 27).
La cosa certa, dunque, è che il tempo e lo spazio sono doni di Dio e come tali vanno trattati. Compito dell’uomo e della donna è quello di non sprecare il primo e di non rovinare il secondo. Vanno utilizzati per il bene dell’umanità e per la gloria di Dio. Questo è il messaggio che il campo ha voluto trasmettere ai partecipanti, perché resti segno bello e forte nel loro percorso di vita, da condividere, con gioia, con chiunque gli capiti, per vari motivi, di venire a contatto con loro.
Importantissimo è stato il contributo di don Pasqualino, che, tra l’altro, sabato pomeriggio, ha offerto una riflessione profonda, esortando tutti, ciascuno secondo la propria età e la propria vocazione, a vivere una fede gioiosa e radicata nel Vangelo, che ci invita, quotidianamente, a vivere il tempo che riceviamo in dono con attenzione verso tutti, in particolare agli ultimi. Un Vangelo che invita ognuno a testimoniare in ogni ambito la fede.

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