La cattedra della fragilità

La prima giornata dei nonni e degli anziani

“Il Giubileo si fa anche attraversando le migliaia di porte dove gli anziani sono lasciati soli e abbandonati. Vanno trasformate in “porte sante …”. Lo scrive su Avvenire dell’11 luglio l’arcivescovo Vincenzo Paglia in vista della V Giornata dei Nonni e degli Anziani che si celebrerà il 27 luglio. Papa Leone XIV chiede nel messaggio per l’appuntamento che per le persone avanti negli anni si creino “reti di sostegno e di preghiera intessendo relazioni che possano donare speranza, dignità a chi si sente dimenticato”.

C’è un duplice significato in queste parole, l’uno riguarda la dimensione della fede e l’altro lo status sociale del “vecchio” come papa Francesco preferiva chiamare la persona anziana. Si tratta di due aspetti che si intrecciano, dialogano, sostengono oppure rendono più faticoso gli ultimi tratti del cammino dell’uomo.



Attraversare le porte delle solitudini individuali e collettive per incontrare persone anziane significa rendere “sante” quelle porte e innestarle nell’esperienza del pellegrinaggio giubilare che è un camminare insieme con il passo di fragili e di dimenticati che vivono nella periferia oppure nel centro di una città in luoghi che sono considerati senza futuro e senza speranza.

Bisognerebbe trascorrere qualche ora nelle case di riposo per anziani per rendersi conto che così non è e che questi luoghi sono abitati da una speranza e da un futuro che assumono significati sorprendenti e che non si trovano nei siti più aggiornati e neppure nelle risposte dell’intelligenza artificiale.

Sono frutto di un movimento dell’anima e come tali sfuggono ai radar dei sociologi e agli algoritmi.

C’è “un magistero della fragilità” che le persone anziane svolgono con il loro corpi, i loro sguardi, i loro silenzi, le loro parole appena sussurrate, le loro carezze che sfiorano anche i volti anche di persone che non conoscono ma che sentono prossime.

C’è in questo magistero fatto di tenerezza e di forza interiore un messaggio, a quanti anche oggi numerosi, si illudono che con la legge del più forte si possano risolvere problemi, appianare contese, rendere giustizia a tutti. La fragilità smentisce queste illusioni attraverso la narrazione di sé stessa e rivelandosi non debolezza e rassegnazione ma forza che crea pensieri grandi e ribellione alla mediocrità.

Le generazioni anziane dicono alle generazioni più giovani che la legge del più forte è una legge stupida e come tale non ha reso e mai potrà rendere migliore il mondo, non ha costruito e non costruirà relazioni buone tra persone e popoli e neppure ha reso e renderà un buon servizio alla comunicazione tra generazioni.

C’è infine un altro appello che viene da persone avanti negli anni e che richiama una questione morale che si pone quando si affronta il tema della pace o dello stop alle armi. Alla luce dell’esperienza vissuta sono queste persone a dire che nella ricerca di soluzioni credibili e durature è necessario scegliere ciò che è giusto per il bene di tutti e non ciò che conviene ai potenti, agli arroganti, ai ricchi.

Sono lezioni e messaggi di futuro che proprio nel Giubileo passano dagli occhi dei nonni agli occhi dei nipoti: è la memoria del bene che mentre dialoga con il presente si incammina verso il futuro.

Lascia un commento

Articoli Correlati
Rubriche
Famiglia
Immagine in evidenza categoria Spazio Genitori

Spazio Genitori

di Gianni Trudu

Società
Immagine in evidenza categoria Dottrina sociale

Appunti di dottrina sociale

di Domenico Marino

Cultura
Immagine in evidenza Libro della settimana

Il libro della settimana

di Mimmo Nunnari

Storia
Immagine in evidenza categoria dagli Archivi

Dagli archivi

di Renato Laganà

tecnologia
Immagine in evidenza Human Prompt

Human Prompt

di Davide Imeneo

Articoli Correlati
Aula G
violenza giovanle milano

Emergenza educativa e rivolte urbane: il disagio giovanile tra noia e social

violenza giovanle milano

Intervista a Eraldo Affinati sulle recenti proteste: la violenza giovanile esprime un profondo bisogno educativo

integrazione sociale

Integrazione sociale a Bolzano: la storia di Peter, da pastore in Nigeria a venditore del giornale di strada Zebra

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi ogni giorno le notizie più importanti dalla Chiesa calabrese direttamente nella tua casella email