La cura delle disabilità non sia soltanto uno spot elettorale

È tempo di interventi più decisi dalla politica, ma l’invito alla prima governatrice donna della Calabria è di «entrare in questo mondo e studiarne le carenze»

Regione, disabilità e urgenze: come la politica può cambiare il «corso delle cose» in Calabria. Proviamo a immaginare che gli abitanti di Roma, Milano e Napoli vengano sommati ed inseriti in un’unica categoria.

Sarebbero circa 5 milioni e verrebbero definiti sbrigativamente “disabili”. Ma 5 milioni di cittadini sono persone diverse l’una dall’altra, con storie, età, ambizioni, gusti, desideri diversi. Diversi ma ugualmente portatori di diritti perché appartenenti ad un unico genere, quello umano, composto da persone a cui devono essere garantiti il rispetto e la soddisfazione delle giuste prerogative garantite dall’articolo 3 della nostra Costituzione (il più famoso ed il più disatteso).

Naturalmente i politici italiani rivestono un ruolo principale perché devono affrontare e possibilmente risolvere alcuni aspetti anche d’urgenza che concernono interventi per favorire l’inserimento lavorativo aiutando le aziende ad assumere persone disabili; la necessità di aumentare il numero dei centri diurni e case-famiglia per l’accoglienza di persone con disabilità e prevedere anche interventi di assistenza domiciliare per i non autonomi, siano essi minori, donne, anziani, adulti.

Inoltre, un aspetto di particolare rilevanza è quello relativo all’applicazione della legge detta del “Dopo di noi”, una legge discussa, ma utile per garantire ai genitori di persone disabili una vecchiaia serena, poiché sicuri che i loro figli continueranno ad essere accuditi anche dopo la loro dipartita. Ma ecco che proprio per affrontare tutto questo, le famiglie ed i disabili hanno la necessità di avere un punto di riferimento con cui colloquiare, punto di riferimento che deve essere individuato nei politici che in un determinato periodo storico hanno il compito di occuparsene e soprattutto nelle figure a ciò preposte e cioè i Garanti che devono essere osservatori attenti e “tutori” delle loro esigenze.

Mi fermo qui ma molti altri ambiti andrebbero studiati per promuovere interventi concreti. Perché è innegabile che le leggi per risolvere i problemi che ho elencato esistono già. È vero anche che non vengono applicate se non in pochissime regioni ed in modo discontinuo perché, come sappiamo, i tagli nazionali e regionali riguardano quasi sempre il settore del Welfare. Ai nuovi e vecchi amministratori la raccomandazione di entrare in questo che viene definito “mondo della disabilità” e studiarne attentamente le carenze.

* presidente Agiduemila

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