Ai Overview: La ricorrenza dell’11 giugno, dedicata al gioco dalle Nazioni Unite, riporta l’attenzione sulla necessità di garantire ai minori spazi adeguati per la crescita e la socializzazione. In Italia, la povertà educativa e l’assenza di strutture colpiscono una percentuale significativa di famiglie, rendendo il recupero dei luoghi pubblici un passo essenziale. A Reggio Calabria, la riqualificazione del campo di calcio “Simone Neto Dell’Acqua” nel quartiere di Ciccarello rappresenta un esempio di come la restituzione di un’area sportiva alla comunità possa contrastare l’isolamento giovanile e favorire l’inclusione, insegnando il rispetto delle regole.
Il ruolo degli spazi ricreativi nella lotta alla povertà educativa
Il diritto al gioco si attua, in primo luogo, permettendo ai bambini di occupare spazi per troppo tempo loro negati, cortili e piazze, parchi e campetti di quartiere dove è possibile trascorrere l’infanzia crescendo tirando calci a un pallone e imparando che non esiste libertà senza il rispetto delle regole: la Giornata Internazionale del Gioco, istituita dalle Nazioni Unite e celebrata l’11 giugno di ogni anno, ci propone questa riflessione e richiama un principio già scritto nella Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, riconoscendo al fanciullo il diritto al riposo, al tempo libero, al gioco e alle attività ricreative proprie della sua età…giocare diventa un modo concreto per conoscere il mondo in cui si vive, relazionandosi con gli altri e vivendo ogni giorno emozioni diverse. La domanda concreta su dove possano giocare davvero i bambini comporta risposte differenti da città a città e invita a riflettere sull’importanza di crescere all’interno di luoghi sicuri, soprattutto per chi vive in contesti più difficili e vede ridursi le proprie possibilità…la povertà educativa, in particolare, riguarda anche l’assenza di spazi in cui socializzare e fare sport, sentendosi parte di un gruppo.
Secondo Save the Children, in Italia il 13,8% dei minori vive in povertà assoluta e il 6,5% delle famiglie con almeno un minore si trova in condizioni di difficoltà economica che si accompagnano all’assenza di servizi adeguati: si può intuire, quindi, perché proprio il gioco possa diventare una prima forma di uguaglianza, soprattutto quando è gratuito ed è accompagnato da una presenza educativa. La scelta di riqualificare uno spazio sportivo dal degrado permette di restituirlo alle famiglie e deve indurre a prendersene cura con attenzione anche attraverso l’intervento di istituzioni e associazioni con lo scopo di offrire ai ragazzi un’alternativa all’isolamento: il nuovo campo di calcio “Simone Neto Dell’Acqua” di Ciccarello, con le sue strutture riqualificate, risponde a questa consapevolezza tanto da diventare un punto di riferimento importante, la sua importanza riguarda sia la dimensione sportiva che quella sociale proprio perché un campo può diventare anche punto di incontro dove giocare e crescere insieme, imparando il rispetto delle regole e dei propri compagni.
La prospettiva per la città e il quartiere
Il diritto al gioco deve consolidarsi: a Ciccarello, come in tanti altri luoghi, si rafforza vivendolo quotidianamente perché una città che riconosce e promuove il diritto al gioco dei bambini all’interno di luoghi curati sta già tracciando il futuro che desidera costruire.













