Ai Overview: La memoria liturgica di San Domenico di Guzmán offre lo spunto per ripercorrere la presenza dell’Ordine dei Predicatori nel territorio calabrese. Dalle antiche fondazioni del XV secolo fino all’impronta lasciata nei centri di Soriano Calabro e Taverna, i Domenicani hanno rappresentato un punto di riferimento non solo spirituale, ma anche culturale e formativo. L’attenzione allo studio e alla predicazione, tratti distintivi dell’identità domenicana, ha permesso lo sviluppo di biblioteche e laboratori d’arte che hanno arricchito le comunità locali. Ripercorrere queste vicende storiche consente di riflettere sul valore dell’approfondimento culturale e sull’uso consapevole delle parole, principi fondanti dell’attività del santo e ancora oggi rintracciabili nell’eredità lasciata dai frati nella nostra regione.
Il carisma di San Domenico e il ministero della parola
Il sacerdote San Domenico di Guzmán, fondatore dell’Ordine dei Predicatori, è una figura particolarmente carismatica che la Chiesa ricorda soprattutto perché ha scelto di fondare il proprio ministero sulla predicazione e sul servizio, attraverso lo studio e il ministero della parola, coniugandolo con la preghiera quotidiana; l’identità domenicana, infatti, parte dal presupposto che la predicazione nasce da una disciplina interiore e dalla conoscenza, dal confronto diretto con le inquietudini e da una parola che riesce a confortare senza rinunciare alla verità e alla carità: la celebrazione della memoria liturgica di san Domenico può essere, quindi, l’occasione per interrogarsi sull’importanza del linguaggio da adottare nella vita quotidiana.
La presenza storica dei frati in Calabria
La presenza dei Domenicani in Calabria ha radici profonde, dalle fondazioni alle riforme, dalle soppressioni alle ripartenze, a partire dalla Congregazione di Calabria del 1445 per poi proseguire con la ricostituzione delle Province di Calabria e Puglia nel 1833, sino a giungere alla dispersione dei frati successiva all’Unità d’Italia: i conventi calabresi sono stati luoghi di preghiera e di annuncio, ma anche centri culturali e spazi di formazione, perché al loro interno erano custodite preziose biblioteche e laboratori d’arte che sono diventati punti di riferimento all’interno di territori spesso distanti dai grandi centri. Il santuario diocesano di Soriano Calabro dedicato al fondatore dell’Ordine ha attraversato i secoli e continua ad attirare, accanto ai devoti di San Domenico, anche pellegrini e studiosi. La presenza dell’Ordine ha influenzato anche la vita religiosa e culturale di Taverna, condizionando l’identità del borgo natio di Mattia Preti, e ha reso la memoria di San Domenico una traccia visibile come testimoniato dalla Chiesa monumentale dedicata al Santo e dal Cenobio dei Padri Domenicani.
L’insegnamento per il presente: studio e contatto umano
La storia dei Domenicani in Calabria è una traccia utile per rileggere il rapporto tra la cultura approfondita e l’annuncio superficiale, tra il silenzio dello studio e il rumore dell’estate, accettando l’insegnamento che la parola cristiana cresce nella preghiera e si affina nella conoscenza, mantenendo un contatto sempre diretto e costante con la gente.












