Per il nuovo anno ci auguriamo una “rivoluzione culturale”, che, partendo da noi, possa coinvolgere tutta quella parte sana della società civile.
A proposito della pandemia, fino ad oggi abbiamo fatto ipotesi di possibili scenari. Per la verità siamo stati ascoltati e il nostro documento è stato adottato dagli addetti ai lavori. Diciamo quindi che teoricamente siamo stati bravi a prospettare le varie possibilità che possono succedere ad una famiglia con disabilità ed è stata brava l’amministrazione comunale a recepire i nostri suggerimenti.
Ma adesso, purtroppo, siamo passati dalla teoria al reale, alla pratica. Alcuni nostri amici disabili sono risultati positivi al covid e questo ha provocato, oltre ad ansia e paura, anche dei problemi logistici nettamente superiori a quelli che incontrano le persone “normali”. Per fare un esempio pratico. Quando in una famiglia, la persona disabile è positiva e i genitori sono negativi, che succede? Succede che il più a rischio dei due genitori, deve necessariamente allontanarsi da casa. Questo non solo per sua tutela, ma molto più brutalmente perché è opportuno che non si contagino entrambi, per poter assistere il figlio/a. Però la persona disabile che si vede senza il padre o la madre accanto, entra in ansia, si innervosisce, ha paura, non comprende il perché, piange e si dispera per tutto il giorno e la notte. Naturalmente non mantiene le distanze col genitore, non dorme da solo la notte, non è in grado di andare in bagno da solo, lavarsi da solo, mangiare da solo.
Per cortesia, siamo seri! Capiamo che non sono situazioni facili per nessuno, capiamo che noi genitori le avevamo prospettate perché, purtroppo, siamo “patuti”, però chiediamo e speriamo che questo periodo terribile, serva a scatenare, si scatenare, una “rivoluzione culturale” nelle coscienze di tutti coloro che fanno parte della società civile. Non abbiamo bisogno solo di buone intenzioni, abbiamo bisogno di fatti. Per tornare a fare esempi pratici, è necessario che i numeri utili del Comune, ci chiamino, ci cerchino, ci chiedano dei nostri bisogni e ci supportino, non importa se non ci telefona un luminare della scienza, non lo pretendiamo, ma abbiamo bisogno di una voce istituzionale, che non ci faccia sentire ancora una volta invisibili.
Siamo sicuri che i nostri interlocutori, della maggior parte dei quali conosciamo serietà, impegno e buona fede, si immedesimeranno in quanto abbiamo scritto e si adopereranno nel trasformare, al più presto le parole in fatti.
Sereno 2021 a tutti.
Mirella Gangeri
Presidente A.GE.DI. onlus
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