L’Hospice chiude? Trapani Lombardo: «Forze occulte contro di noi»

«Ci vuole un coraggio estremo a guardare in faccia la fine». La sintesi, quasi kafkiana, della conferenza stampa «in difesa» dell‘Hospice di Reggio Calabria arriva in uno degli interventi dal pubblico. La struttura che si occupa delle cure palliative è – nuovamente – di fronte al baratro della chiusura.

 
Laddove non si raggiunga un accordo con l’Azienda sanitaria provinciale, infatti, l’Hospice chiuderà i battenti già dall’inizio del prossimo mese. Un fatto nefasto che, però, torna in modo ciclico in riva allo Stretto. Non è la prima volta che si paventa la serrata finale per l’Ente e, proprio in questa direzione, va il toccante intervento del presidente della Fondazione “Via delle Stelle”, Vincenzo Trapani Lombardo, che gestisce l’Hospice per conto delle istituzioni che la compongono, tra cui anche l’arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova.
 
«Siamo pronti a fare un passo indietro. Non vogliamo occupare nessuna poltrona né sferrare un attacco alla Commissione straordinaria che sta gestendo l’Asp. Il nostro unico interesse – ha spiegato Trapani Lombardo – è quello di firmare il contratto per il 2019 e dare continuità all’operatività dell’Hospice». Una risposta giunta dal Salone dei Lampadari, gremito di familiari dei pazienti, volontari e operatori della struttura, in occasione della conferenza stampa convocata alla Casa Comunale. Accanto a Trapani Lombardo erano seduti i delegati, cittadino e metropolitano, alla Sanità cioè Valerio Misefari e Filippo Bova, ma anche Salvatore Vita, braccio destro di Trapani Lombardo e vicepresidente della Fondazione e Leonardo Iacopino, presidente della sezione reggina della Lega Italiana per la lotta contro i tumori. Assente il sindaco Falcomatà – colpito da un virus intestinale giustificano dal suo entourage – e sostituito dal Portavoce comunale, Franco Arcidiaco.
 
Tra gli uditori, inoltre, si è affacciata anche un plotone politico di primo piano: dal presidente del Consiglio regionale, Nicola Irto, al suo corrispettivo di Palazzo San Giorgio, Demetrio Delfino sino a giungere agli assessori comunali Irene Calabrò, Anna e Lucia Nucera, oltre ai consiglieri bipartisan Rocco Albanese, Filippo Burrone e Massimo Ripepi. Presente anche l’ex assessore alle Politiche sociali delle giunte-Scopelliti, Tilde Minasi, mentre un’assenza non è passata inosservata ossia quella dell’attuale consigliere di maggioranza ed ex presidente della Fondazione “Via delle Stelle”, Paola Serranò.
 
Una difesa trasversale dell’Hospice che giunge a 24 ore dal comunicato stampa diffuso dalla triade commissariale che gestisce l’Asp reggina. «Nonostante la Fondazione non abbia provveduto al rimborsosui costi anticipati (circa 700 mila euro), né effettuato la volture delle utenze (ad eccezione del pagamento del canone locativo relativamente all’ anno 2015), l’ASP di Reggio Calabria ha continuato a pagare le prestazioni erogate (peraltro solo in una parte della provincia) ed ha incrementato, di anno in anno, il budget che, per il  2018, è stato pari ad  un milione e seicentocinquantamila euro. Dopo la riunione dello scorso mese di giugno con la Fondazione, – si legge – la Commissione Straordinaria, con un atto di grande responsabilità, a fronte della proposta di dissesto formulata al Commissario ad acta, per garantire il bisogno dei pazienti e il pagamento dei lavoratori, ha saldato l’intero 2018, senza trattenere alcuna cifra per l’anticipazione dei costi, liquidando in favore della Fondazione la somma residua pari a 304.099,82 euro». Un invito, da parte dell’Asp, ad assumersi le proprie responsabiltà ed indirizzato ai gestori della struttura.
 
Sul punto, se Trapani Lombardo sceglie la via della dialettica riconciliante, non va invece per il sottile il suo vice Vita: «È evidente che i commissari non sanno di cosa stanno parlando. Aggiungo: le vicende citate non sono nemmeno reali – accusa Vita – il mio sospetto è che qualcuno li abbiamo male informati». Una precisazione che fa eco allo sfogo trattenuto di Trapani Lombardo che parla di «forze occulte» che spingono verso il default dell’Hospice.
 
Le motivazioni, secondo i vertici, sono tutte rintracciabili nella chiosa della triade commissariale: «In ultimo la Commissione Straordinaria intende rassicurare i pazienti, le loro famiglie, i lavoratori e tutta la cittadinanza sulla capacità dell’ASP di Reggio Calabria di garantire il soddisfacimento del bisogno dei malati terminali attraverso un’offerta sanitaria specifica ed appropriata, che dev’essere estesa a tutto l’intero ambito provinciale». C’è un’alternativa? E da quando? Dubbi legittimi che aprono alla seconda parte della mattinata a Palazzo San Giorgio, quella affidata alla valorizzazione delle professionalità dell’Hospice. Il direttore sanitario, Barbara Ines, spiega come «non può esistere conflittualità tra i servizi, basta seguire le norme e cooperare».
 
Trapani Lombardo, sollecitato dalla stampa, si è soffermato sulla presenza in CdA di rappresentanti dell’Asp, evidenziando come «si tratti di un paradosso. Come può essere lo stesso soggetto sia controllore che controllato?». Il medico cattolico di lungo corso poi rassicura circa i prossimi passi: «Vogliamo un incontro urgente. Il Consiglio di Amministrazione può andare a casa anche domani, ma prima vanno sottoscritti gli atti che tutelino delle professionalità mediche e sanitarie che sono insostituibili».
 
Un’ecosistema umano che, adesso, si trova nel bel mezzo di una bufera. L’ultima proposta arriva dal presidente del Consiglio comunale, Demetrio Delfino: «Il mio Ufficio di Presidenza è già pronto per predisporre una raccolta-fondi d’urgenza». Così, un diritto costituzionale spera di essere salvaguardato, partendo dalla colletta dei cittadini.

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