Il Dicastero per lo sviluppo integrale ha dieci anni e resta un cantiere aperto tra due pontificati

Papa Francesco

Ai Overview: Il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale celebra il suo primo decennio di attività. Istituito da Papa Francesco nell’agosto del 2016 con l’obiettivo di accorpare le competenze di quattro precedenti Pontifici Consigli, l’organismo vaticano ha progressivamente strutturato la propria missione attorno ai temi dell’ecologia, dell’economia, della giustizia sociale e delle migrazioni. Guidato attualmente dal prefetto Michael Czerny, affiancato da Alessandra Smerilli (che gli subentrerà dal primo settembre) e Fabio Baggio (che sempre dal primo settembre sarà il nuovo pro-prefetto), il dipartimento ha affrontato nel corso degli anni sfide globali inedite, coordinando la risposta vaticana alla pandemia di Covid-19 e gestendo direttamente i dossier sui flussi migratori. Il lavoro del Dicastero prosegue in continuità sotto il pontificato di Leone XIV, espandendo le proprie aree di intervento all’etica dell’intelligenza artificiale, in base alle direttrici tracciate dalla recente enciclica Magnifica Humanitas, e traducendo i princìpi teorici in progetti di formazione e inclusione lavorativa presso gli spazi del Borgo Laudato Si’ a Castel Gandolfo.

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Le origini e i vertici della struttura

Oggi il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale compie dieci anni: lo istituì Papa Francesco il 17 agosto 2016, con il Motu Proprio Humanam Progressionem, entrò in vigore il 1° gennaio 2017, unendo quattro Pontifici Consigli (Giustizia e Pace, Cor Unum, Pastorale per i Migranti e gli Itineranti, Operatori Sanitari) in un’unica organizzazione chiamata a promuovere la persona umana alla luce del Vangelo e della dottrina sociale: l’idea affondava le radici nella Populorum Progressio di Paolo VI, che nel 1967 aveva definito lo sviluppo autentico come quello «volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l’uomo». Francesco, parlando ai vertici del neonato Dicastero nel 2017, ricordò proprio il predecessore Montini: «Fu lui a proporre quella sintetica, e fortunata formula». Il primo prefetto fu il cardinale ghanese Peter Turkson, alla guida fino al 2021, gli subentrò Czerny, gesuita canadese di origine ceca, segnato dai diritti umani in El Salvador e dalla lotta all’AIDS in Africa. Con lui lavorano la salesiana Alessandra Smerilli, economista, come segretario, e il cardinale scalabriniano Fabio Baggio, sottosegretario e direttore del Centro di Alta Formazione Laudato Si’; tre biografie complementari che incarnano i temi del Dicastero: giustizia, migrazioni, economia, ecologia.

Dalla pandemia alla gestione dei migranti

Il Dicastero, nonostante la sua “giovane età”, ha attraversato prove impreviste: nel marzo 2020 Francesco gli affidò la Commissione vaticana Covid-19, che per quasi tre anni coordinò la risposta della Chiesa alla pandemia. Fin dall’inizio una sezione dedicata ai migranti e ai rifugiati fu posta alle dirette dipendenze del Pontefice, poi confluì stabilmente nel Dicastero dal 2023 e il lavoro continua: lo scorso aprile il cardinale Baggio ha chiesto «un governo delle migrazioni, che sia su un tavolo multilaterale in cui ci siano tutti seduti».

Due pontificati e l’etica delle nuove tecnologie

L’aspetto più significativo di questo decennio è certamente la continuità tra due pontificati: Francesco ideò il Dicastero, lo confermò con la Praedicate Evangelium nel 2022 e gli affidò il Borgo Laudato Si’ a Castel Gandolfo. Leone XIV lo ha rilanciato. Il 25 maggio scorso, nell’Aula del Sinodo, Czerny ha presentato la prima enciclica del nuovo Papa, Magnifica Humanitas, sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale: «Il futuro dell’intelligenza artificiale è un cantiere», ha detto il Prefetto, «La direzione che prenderà l’IA non è iscritta nella tecnologia stessa. Dipende piuttosto dalle nostre decisioni.» Leone XIV ha poi istituito una Commissione interdicasteriale sull’IA, affidandone il coordinamento proprio al Dicastero diretto da Czerny.

I progetti sul territorio al Borgo Laudato Si’

Intanto, nei 55 ettari delle Ville Pontificie, il Borgo traduce i princìpi in pratiche: rifugiati climatici frequentano corsi gratuiti di formazione al lavoro, accanto a un impianto fotovoltaico da 380 kW e a un giardino terapeutico per persone con autismo. A metà giugno il Borgo ha ospitato i Borgo Dialogues, un forum con la University of Notre Dame su intelligenza artificiale, sull’invecchiamento e sulla fraternità. La formula di Paolo VI ha trovato una casa istituzionale: che sia ancora un cantiere, come dice il suo prefetto, è il segno che la costruzione prosegue.

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