Lorenzo Pataro, poeta sul filo della speranza

Giovane autore calabrese, ha lasciato parole che resistono anche quando tutto sembra svanire
Lorenzo Pataro

Descritto come una persona che preferiva restare nell’ombra, lasciando che fosse la sua poesia a parlare per lui

«Dove si incontrano i poeti?» Esordisce così un recente post di Gioacchino Criaco, condiviso sulla sua pagina Facebook, dove racconta della prematura scomparsa del giovane poeta calabrese, Lorenzo Pataro. «Nessuno mai mi ha recitato un verso di una sua poesia. Me lo chiedo, in quale bolla vivo? Leggo, leggo ogni giorno, di tutto, da quando ho imparato a leggere, accetto consigli, qualche volta ne do. Penso di essere curioso, di cercare con ostinazione voci, cose nuove. Provo ad andare negli angoli, visitare i margini. Eppure, mai, nemmeno una volta, ho sentito parlare del poeta di Laino, Lorenzo Patàro» continua Gioacchino Criaco.



Lorenzo Pataro era un giovane di 27 anni, descritto come una persona che preferiva restare nell’ombra, lasciando che fosse la sua poesia a parlare per lui. Ma chi l’ha conosciuto attraverso i suoi versi o il suo account Instagram, ha avvertito una presenza vitale, intensa, che traspariva in ogni sua parola. Si è scritto che non era conosciuto in Calabria, terra in cui viveva, ma il territorio, la comunità emergono in molti dei suoi scritti. Lui stesso aveva raccontato di alcuni suoi vecchi versi disseminati nei vicoli del suo paese, Laino Borgo, alcuni dei quali accompagnano i murales voluti dal Comune e realizzati da artisti locali e non.

Gli studi e il percorso

Si era laureato in Lettere moderne all’Università di Salerno e aveva pubblicato due raccolte di poesie: Bruciare la sete (Controluna, 2018) e Amuleti (Ensemble, 2022), con cui era arrivato in semifinale alla prima edizione del Premio Strega Poesia. Le sue poesie erano apparse su riviste e quotidiani di rilievo e, tra i riconoscimenti ottenuti, spiccano il premio Ossi di seppia nel 2021 e Ritratti di poesia nel 2023. Collaborava anche con il quotidiano Il Foglio.

«La colpa è ovviamente mia soltanto. La colpa è chiaramente nostra quando non conosciamo il meglio. Non posso far altro che provare ad essere più attento, a non accontentarmi dell’attenzione migliore. Ma davvero è via via una lotta più impari quella necessaria a scoprire il posto in cui incontrare i poeti» conclude Gioacchino Criaco. E viene da pensare che dovremmo prestare più attenzione tutti, imparare a scovare quei tesori nascosti che la vita a volte ci offre, ma che, troppo presi dalla fretta, rischiamo di non vedere.


PER APPROFONDIRE: Papa al Gemelli, monsignor Baturi (Cei): «Francesco ci guida anche nella fragilità, la Chiesa italiana cammina con lui»


Nella raccolta Bruciare la sete, Lorenzo Pataro lascia un messaggio che oggi risuona come un invito alla speranza, per chi forse di speranza ne ha persa: Abbi la forza / d’ora in poi/ di guardare sotto/ e continuare a camminare/ sul filo della speranza/ anche senza speranza. / Guarda in basso/ solo per darti coraggio/ e spingerti più in alto, / senza perderti fra le voci/ che ti indurranno a cadere. / E se dovessi ascoltarle/ fallo solo per poter poi raccontare/ il loro volto stanco della vita.

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