Avvenire di Calabria

L'Università Cattolica (assieme a Pubblitalia) mette nero su bianco che i Personal Media ormai "comandano" il settore

Mete turistiche, il 70% delle persone le sceglie esclusivamente sui Social

E la Calabria come si sta posizionando? Quale è l'immagine della regione e delle sue attrattive fuori dai confini?

di Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il turismo ha bisogno della comunicazione giusta. Visto che i media contribuiscono per oltre il 70% allo sviluppo della notorietà e dell’attrattività delle mete turistiche, sono uno strumento essenziale per riattivare nel nostro Paese i flussi di presenze sia dall’Italia che dall’estero. È quanto risulta dall’indagine Comunicazione, media e turismo – realizzata dal Centro di ricerca sulla televisione e gli audiovisivi (Certa) dell’Università Cattolica insieme a Cattolicaper il Turismo e Publitalia ’80, del Gruppo Mediaset – che prende in esame uno dei settori chiave per il sistema Italia, in grado di generare il 13,2% del Pil (223 miliardi di euro secondo i dati pre-pandemia) e il 14,9% dei lavoratori (3,5 milioni di addetti). I risultati della ricerca sono stati illustrati ieri mattina, alla presenza del ministro del Turismo Massimo Garavaglia, da Massimo Scaglioni, direttore di Certa e responsabile scientifico della ricerca, Vincenzo Zulli, coordinatore Business, Development di Cattolicaper il Turismo e Matteo Cardani, direttore generale di Marketing Publitalia ’80.

«Comunico ergo sum. Letto al contrario si può interpretare con: se non comunico, non sono. E il turismo ha diritto a “essere” uno degli attori principali della ripresa di questo Paese. Ma deve saperlo comunicare», ha detto il ministro Garavaglia che, con il rettore dell’Università Cattolica Franco Anelli, ha introdotto i lavori del webinar. Paragonando il 2021 a un «“anno zero” per la ripresa» e il Covid alla « safety car di un Gran Premio», il ministro Garavaglia ha sintetizzato in tre punti le azioni del governo per dare spinta alla macchina turismo. «La prima delle quali è rappresentata dagli interventi di sostegno agli operatori: abbiamo messo a disposizione 1,7 miliardi e abbiamo sbloccato altri 500 milioni; la seconda azione riguarda gli strumenti finanziari in grado di sostenere gli investimenti che gli operatori vorranno avviare nei rispettivi impianti; la terza, infine, è il Pnrr con i suoi 2,4 miliardi, di cui 600 milioni in sussidi e 1,8 miliardi sotto forma di prestiti alle imprese».

La ricerca si è sviluppata durante l’anno 2020 segnato dalla pandemia e si è conclusa con uno studio quantitativo condotto tra marzo e aprile 2021 in Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito su un campione di 6mila interviste rappresentative di oltre 300 milioni di europei (su piattaforma Toluna). Dai dati risulta che l’Italia è e rimane in cima alla “lista dei desideri” del 70% degli europei quando pensano a una mèta per un viaggio (superando altri Paesi, come Spagna e Grecia) e quinta al mondo.

Articoli Correlati

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.