Milito: "Sia una buona scuola, laboratorio di vera civiltà"

Il Vescovo della diocesi di Oppido-Palmi scrive ai docenti e agli studenti

Per l’apertura del nuovo Anno Scolastico 2016-2017 un deferente saluto a tutti i Dirigenti, i Docenti, il Personale ATA degli Istituti scolastici di ogni ordine e grado residenti nel territorio della Diocesi di Oppido Mamertina-Palmi. L’augurio caloroso è di un inizio, carico di buoni propositi, un prosieguo operoso nel corso dei mesi per il conseguimento degli obbiettivi fissati nel Piano formativo, con la consapevolezza di noti limiti, ma anche di condizioni favorevoli, altrove, invece, con forti criticità. Il pensiero, infatti, vola alle regioni dell’Italia Centrale, dove il grave sisma del 24 agosto ha distrutto intere comunità e rese inagibili tante case ed edifici scolastici. Dei problemi insorti e in atto e degli interventi da parte delle istituzioni preposte a vari livelli, siamo quotidianamente informati. Il Governo e le istituzioni nazionali e internazionali stanno facendo la propria parte. Le nostre Scuole quale lezione ne ricavano? Di fronte alla difficile situazione, creatasi in quelle zone, riflettere che noi possiamo iniziare un nuovo anno in condizioni normali e di stabilità strutturali è da considerare una grazia da investire senza scosse di disimpegno, pretesti da respingere, e base per affrontare con serenità problemi che insorgessero. Chi ha quasi tutto, con senso di responsabilità, rispetto a chi non ha quasi niente, deve valorizzare la situazione di vantaggio in cui si trova. Passa anche attraverso tale consapevolezza il rispetto degli ambienti scolastici e dei sussidi che concorrono ad una scuola attiva e moderna. Dal rispetto delle strutture, spazio vitale e già educativo, se mantenute pulite e belle, al rispetto delle persone. Il compagno che mi siede accanto è persona che ne è degna come me, e nulla mai può giustificare un comportamento nei suoi confronti, poco educato, a volte violento o di sopraffazione, di bullismo. L’amicizia di questi anni così particolari sono una premessa bella per quelli futuri, quando ci si potrebbe incontrare per la stessa professione a collaborare nelle diverse competenze. Rispetto sempre e con tutti i membri della classe, ma anzitutto verso i docenti. Essi sono le guide che accompagnano l’esplorazione dei saperi – le materie o le discipline, come si dice comunemente. Per ognuno di loro mettere a disposizione le proprie competenze, acquisite in anni di studio, perfezionate attraverso una prolungata esperienza didattica, con senso di servizio allo Stato, è ogni giorno una sfida formidabile. Sono persone che entrano in classe, portandosi dentro il mondo, che sta fuori della Scuola e che fa parte della vita: il proprio vissuto, la famiglia, la salute, possibili gravi problemi, coltivati nel silenzio, custoditi e difesi finché è possibile. Sono i collaboratori della crescita umana e culturale, non i guastatori o gli oppositori delle famiglie. Se niente è perfetto, tutto può e deve essere risolto in clima di sincera corresponsabilità e reciproca fiducia. Per questo, nel rispetto dei ruoli, non servono schieramenti a difesa, ma la ricerca della verità nell’interesse del bene effettivo del soggetto, studente per la scuola, figlio per i genitori, ma per entrambi futuro uomo da educare nella verità al mestiere di vivere. A scuola non può esserci un insegnamento che non trovi conferma in famiglia e viceversa. Non ci sono due tipi di educazione, bensì due livelli convergenti. L’esercizio permanente al senso del dovere, la fedeltà allo studio serio e qualificato, il tirocinio nelle difficoltà e la gioia delle conquiste, quali sono i risultati scolastici che premiano e appagano l’impegno, rappresentano gli orizzonti entro cui si muove la vita dello studente, che, nelle relazioni con gli altri, ha modo di osservare come tutto ciò, tenuto presente, stimola emulazioni e produce eccellenze di comportamenti virtuosi, gli unici da seguire, resistendo ad ogni tentativo di facili risultati, magari promessi e ottenuti per vie illecite e ingiuste. Siano i libri sono i primi e veri compagni di scuola: amarli, studiarli, annotarli secondo il proprio metodo di studio è come avere relazioni speciali con gli amici più cari. Accanto si pongono anche i mezzi digitali e gli strumenti multimediali, che tanto possono servire per ricerche articolate e tecnicamente meravigliose, ma occorre saperli usare con senso critico e intelligenza creativa. Un anno che scorre su queste corsie porta a una crescita sicura e progressiva e, quando si conclude, segna un punto in più nello sviluppo della propria personalità e della società. Questa è una Buona Scuola che contribuisce ad una scuola buona, cioè ad una comunità fucina di contagiante bontà e laboratorio di vera civiltà.

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