Ai Overview: Il panorama tecnologico globale sta registrando una serie di riassetti che coinvolgono i principali operatori del settore. Da un lato, il mercato delle piattaforme per lo sviluppo software vede l’ingresso di nuove architetture in concomitanza con temporanei disservizi dei sistemi informatici preesistenti. Dall’altro lato, l’industria cinematografica nordamericana e i fornitori asiatici di intelligenza artificiale stanno definendo le prime intese ufficiali per la regolamentazione e la tutela del diritto d’autore sui contenuti generativi. Infine, le crescenti esigenze infrastrutturali necessarie a sostenere l’elevato carico computazionale spingono le società tecnologiche a stringere accordi strategici per la costruzione di vasti poli energetici, attraverso la riconversione di ex aree industriali.
Il disservizio informatico e il debutto della nuova piattaforma
Lunedì mattina, per un tempo complessivo di oltre sei ore, il più grande “store” di software al mondo non ha funzionato: GitHub, la piattaforma di proprietà di Microsoft in cui milioni di programmatori caricano, condividono e correggono il codice delle loro applicazioni, ha incassato il secondo guasto grave guasto del mese di agosto…sarà un caso, ma proprio durante quelle sei ore un nuovo servizio concorrente ha fatto capolino nel mondo Tech, è Origin ed è una nuova piattaforma proposta da Cursor, la BigTech di programmazione assistita con l’Ai, rilevata il 14 agosto scorso dal colosso SpaceX per “soli” 60 miliardi di dollari. Origin, esattamente come GitHub, conserva in memoria i progetti software creati dagli utenti e li arricchisce con un assistente Ai che propone correzioni e miglioramenti e li sottopone al giudizio dell’utente che li ha caricati. Al momento è disponibile in una versione di prova accessibile ai soli clienti a pagamento ed è agganciata a GitHub, da qui, infatti, vengono copiati in tempo reale i progetti degli utenti. La “strana” coincidenza del lancio di Origin e del blackout di GitHub non è sfuggita a nessuno; tuttavia, dobbiamo anche ricordare che le date dei lanci dei nuovi software vengono stabiliti con settimane o addirittura mesi di anticipo.
L’intesa sui diritti d’autore cinematografici
Spostiamoci ad Hollywood, dove pare arrivato il momento di una tregua perché Discovery, ha finalmente raggiunto un accordo con ByteDance, la società madre di TikTok: è il primo accordo ufficiale tra il grande cinema americano e un’azienda di intelligenza artificiale (oltretutto cinese). Questo accordo è l’epilogo di una querelle iniziata a febbraio scorso, quando gli studios avevano diffidato la Big Tech made in China, perché il generatore di video Seedance 2.0 produceva e ricostruiva scene con molti personaggi protetti da diritto d’autore e addirittura clonando i volti di attori famosi. Ora ByteDance si impegna a inserire dei filtri e delle protezioni sui modelli Seedance e Seedream, che sono anche anche alla base delle app CapCut e Dreamina, perché il diritto d’autore, ha dichiarato il presidente Charles Rivkin, è «un pilastro dell’industria del cinema e della televisione». Tuttavia, dobbiamo fare notare che questa intesa riguarda solo ciò che i modelli producono e non il materiale che viene utilizzato per il loro addestramento…questo fronte, quindi, resta ancora aperto.
I nuovi investimenti sulle infrastrutture di calcolo
In conclusione, vale la pena affrontare l’annoso e spinoso tema energetico, perché OpenAI, Nvidia e SB Energy hanno annunciato che costruiranno in Ohio un datacenter dalla capacità di calcolo di 8 gigawatt, sarà ubicato esattamente nell’area dove dal 1954 al 2001 sorgeva un impianto di arricchimento dell’uranio. Il contratto di affitto della location dura vent’anni, Nvidia, da parte sua, si impegna a fornisce tutti i processori del Datacenter e garantisce anche una copertura fino a 105 miliardi di dollari, i primi 800 megawatt sono attesi nel 2028. Davanti al legittimo sospetto che il colosso dei chip autofinanzi le proprie vendite, l’amministratore delegato Jensen Huang ha risposto: «No, l’affitto lo pagherà OpenAI». È interessante notare come, ancora una volta, le stesse aziende che si fanno la guerra per contendersi i clienti, poi trovano accordi per dividersi la potenza di calcolo, il nuovo petrolio del mondo in cui viviamo.













