Ai Overview: Il settore dell’intelligenza artificiale sta attraversando una fase di intense evoluzioni che abbracciano sia il campo medico sia quello industriale, sollevando parallelamente importanti interrogativi normativi. Recenti sperimentazioni, come quella condotta da Anthropic per la sintesi di proteine, e autorizzazioni pionieristiche da parte della Food and Drug Administration testimoniano l’impatto pratico della tecnologia in ambito sanitario. Contemporaneamente, il mercato vede la nascita di startup dedicate all’ottimizzazione della produzione manifatturiera e registra un dibattito interno ai grandi laboratori, tra cui OpenAI, per definire organismi di controllo e limiti di sicurezza per i futuri sistemi autonomi.
L’impatto dell’IA in medicina: da Anthropic alle nuove acquisizioni
Martedì Anthropic ha pubblicato i risultati di un esperimento condotto con Citrini Research, società di analisi finanziaria, durante il quale un modello interno di Claude ha lavorato per 64 ore, ricevendo soltanto cinque istruzioni dagli esseri umani, e ha progettato 318.484 proteine potenzialmente capaci di legarsi alle sostanze tossiche presenti nel veleno di scorpione; poi due laboratori indipendenti ne hanno esaminate 211, verificando che 17 riuscivano a legarsi a una tossina, anche se non è detto se siano anche in grado di neutralizzarla. Anthropic, da parte sua, ha specificato di non aver sviluppato un antidoto e ha reso pubblici i dati dell’esperimento coordinato da cinque analisti senza una particolare esperienza nello sviluppo di farmaci, con una spesa stimata di 200mila dollari. Sempre in campo medico, Radical Numerics ha annunciato di aver ottenuto dalla Food and Drug Administration americana l’autorizzazione a utilizzare, su un paziente con un’infezione resistente alle terapie, un virus progettato dal suo sistema di intelligenza artificiale Omnii-1…si tratta della prima autorizzazione di questo genere al mondo. OpenAI ha invece acquisito Orchestra Bio, startup specializzata in programmi capaci di seguire e analizzare autonomamente gli studi scientifici, questa tecnologia sarà integrata in Rosalind, la piattaforma di OpenAI dedicata alla ricerca.
Applicazioni industriali e la discussione sulle normative future
Sul fronte industriale, martedì ha debuttato Arda, la startup fondata da Bob McGrew, ex responsabile della ricerca di OpenAI: la società ha raccolto 160 milioni di dollari e ha raggiunto una valutazione di 1,5 miliardi. Cosa fa? Sviluppa un sistema di intelligenza artificiale che progetta le catene di montaggio a partire dai disegni tecnici dei prodotti: il primo cliente è Anduril, azienda del settore della difesa, che dichiara di aver ridotto da dieci ore a quindici minuti il tempo necessario per preparare le istruzioni di assemblaggio. Intanto, all’interno di OpenAI si discute delle regole da adottare per lo sviluppo dei modelli futuri. Secondo il sito americano The Information, nei giorni scorsi l’amministratore delegato Sam Altman ha illustrato ai dipendenti tre possibili scenari: il primo, sostenuto dall’azienda fin dal 2023, prevede la creazione di un organismo internazionale di controllo sul modello dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica; il secondo, definito «piano Demis» dal nome del cofondatore di DeepMind Demis Hassabis, propone di riunire i principali laboratori di intelligenza artificiale in un’organizzazione simile al Cern; il terzo, associato al ricercatore Eliezer Yudkowsky, ipotizza che un singolo laboratorio acquisisca un vantaggio decisivo sui concorrenti grazie a sistemi capaci di migliorarsi autonomamente. Altman ha giudicato quest’ultima ipotesi «terribile». Il metodo attuale di OpenAI, chiamato «pacing 1.0», prevede il rilascio dei modelli dopo il superamento dei test di sicurezza e la segnalazione degli eventuali problemi. Entro un anno, secondo Altman, l’azienda dovrà definire la fase successiva, il «pacing 2.0», stabilendo un limite oltre il quale interrompere lo sviluppo di sistemi in grado di aumentare autonomamente le proprie capacità. Anche Jack Clark, cofondatore di Anthropic, ha recentemente proposto di fissare un limite all’intelligenza delle macchine.
Le altre innovazioni nel settore dei chatbot e dei modelli 3D
Tra le altre novità, segnaliamo che Thore Graepel, ex ricercatore di DeepMind, ha fondato Metis Reasoning, società che punta a migliorare l’affidabilità delle risposte dei chatbot applicando tecniche derivate da AlphaGo, il sistema che ha sconfitto i campioni umani nel gioco del Go. In Cina, DeepSeek ha pubblicato il codice di DeepInfer, il motore del modello V4.1-Flash, compatibile anche con i chip Huawei e quindi utilizzabile come alternativa ai processori Nvidia. Skyfall AI ha infine presentato SKY-001, un sistema che genera prime versioni di progetti tridimensionali di componenti ed edifici. Secondo l’azienda, è oltre 51 volte più veloce dei principali modelli concorrenti, con costi sensibilmente inferiori.













