Ai Overview: In un recente annuncio, OpenAI ha dichiarato di aver elaborato una potenziale dimostrazione matematica per le equazioni di Navier-Stokes, uno dei sette Problemi del Millennio, impiegando una rete di diecimila agenti di intelligenza artificiale per 88 ore di calcolo ininterrotto. Il risultato matematico descrive come un fluido inizialmente fermo possa sviluppare una singolarità in tempo finito sotto l’effetto di una forza esterna regolare. La società ha tuttavia precisato di non voler richiedere il premio di un milione di dollari in palio, a causa di probabili scostamenti dai parametri formali imposti dal Clay Mathematics Institute. Contestualmente, l’annuncio ha innescato una diatriba nel settore della ricerca accademica: il matematico Tristan Buckmaster ha denunciato un tentativo di OpenAI di ostacolare la pubblicazione di uno studio concorrente e ha sollevato perplessità circa il possibile utilizzo non autorizzato di appunti privati caricati sul sistema Codex. Sullo sfondo di queste questioni legate ai diritti e alla gestione dei dati inediti, il mercato tecnologico registra inoltre il debutto negli Stati Uniti di Muse, il nuovo agente personale automatizzato sviluppato da Meta.
Il mistero matematico irrisolto da 90 anni affrontato dall’Ai
«Un flusso regolare può rompersi e diventare infinito in un tempo finito?» Scrivendo questo articolo mi è tornata alla mente la mia professoressa di Fisica che in quarto superiore, davanti ad una classe piuttosto svogliata e sicuramente poco interessata alla materia, cercava di farci appassionare alla dinamica dei fluidi. La domanda con la quale è iniziato questo articolo è esattamente uno dei dilemmi più affascinanti di questo segmento della Fisica (la dinamica dei fluidi, appunto), tanto affascinante che riuscì a destare l’attenzione della mia classe, ma tanto misteriosa da essere irrisolta da circa 90 anni. Ieri, però, OpenAI ha annunciato di avere una risposta, chiaramente ottenuta grazie ad un modello di intelligenza artificiale top secret e, secondo l’azienda di Sam Altman, più performante di GPT-6 Astra, rilasciato appena qualche giorno fa. Come sono riusciti a trovare questa (presunta) soluzione? Hanno fatto lavorare insieme “soltanto” diecimila agenti Ai per 88 ore, con un costo stimato nell’ordine di milioni di dollari. Il risultato finale è una dimostrazione di 165 pagine, oltretutto è verificabile attraverso il linguaggio Lean.
La rinuncia al premio del Clay Mathematics Institute
Per i curiosi, la conclusione è che un fluido inizialmente fermo, se sottoposto a una forza esterna regolare, può sviluppare in un tempo finito una singolarità, cioè un punto in cui la soluzione matematica delle equazioni smette di restare regolare e alcune quantità possono divergere. Il problema di Navier-Stokes è uno dei sette Problemi del Millennio del Clay Mathematics Institute, ogni problema è associato ad un premio da un milione di dollari, però OpenAI ha però dichiarato di non volerlo reclamare, perché il concetto di “forza esterna” che compare nella dimostrazione generata dall’Ai lascia aperto il dubbio sulla compatibilità del risultato con i criteri richiesti dal Clay Mathematics Institute.
Il caso accademico e gli interrogativi sull’addestramento
Per la cronaca, segnaliamo, inoltre, che poche ore prima dell’annuncio di OpenAi, Tristan Buckmaster, matematico della New York University, aveva pubblicato insieme a Levent Alpöge, ricercatore di Anthropic, tre lavori dedicati a un problema simile, quello delle equazioni di Eulero. I due hanno lavorato per circa un anno, servendosi soprattutto di Codex, lo strumento di OpenAI. Secondo Buckmaster, OpenAi si sarebbe mossa soltanto dopo essere venuta a conoscenza del loro lavoro e avrebbe proposto una pubblicazione congiunta a condizione di escludere il nome di Alpöge perché dipendente di Anthropic. Quando Buckmaster ha minacciato di rendere pubblica la vicenda, racconta di essersi sentito rispondere: «Perché dovresti rovinarti la carriera?». Buckmaster ha inoltre chiesto se gli appunti privati caricati su Codex fossero serviti all’addestramento del modello, ma non ha ricevuto risposta: OpenAI nega di avere consultato quei materiali e afferma che nessun dato specifico di quegli utenti è stato esaminato, pur senza escludere che dati d’uso anonimi possano avere contribuito a migliorare i suoi modelli.
La questione dei diritti sui dati inediti
Questa vicenda, entusiasmante da un certo punto di vista e torbida allo stesso tempo, non riguarda solo la matematica, perché chi affida a un assistente artificiale un lavoro inedito consegna a un’azienda privata il frutto di anni di ricerca, ma purtroppo non esistono ancora regole sufficientemente chiare per stabilire quali diritti e garanzie custodiscano i propri contenuti.
L’arrivo di Muse, il nuovo agente personale di Meta
Segnaliamo, infine, che ieri Meta ha presentato Muse, un nuovo agente personale disponibile negli Stati Uniti tramite app, web e WhatsApp: può prenotare tavoli, scrivere email, effettuare acquisti e continuare a funzionare anche a schermo spento. A ogni utente viene assegnato un computer virtuale dedicato, mentre un sistema di controllo chiamato Sentinel autorizza le azioni verso l’esterno e richiede una conferma prima di effettuare un pagamento. Dopo una certa quota di chiamate gratuite, l’abbonamento costa 20 dollari al mese.













