Oncoematologia pediatrica, i genitori: «No al depotenziamento»

Lettera aperta di mamme e papà che vivono l’ospedalizzazione dei propri figli: il vulnus è l’assenza di un referente del reparto dopo il pensionamento della dottoressa Ronco. Quale strada intrapredere? Annetterlo a Pediatria? I dubbi delle famiglie che, da diverse settimane, hanno chiesto il sostegno dei Garanti per l’infanzia e l’adolescenza della Città metropolitana e del Comune di Reggio Calabria, del Tribunale per i diritti del malato e della sezione locale dell’Ail.

In una nota diffusa ai giornalista si legge come i genitori «evidenziano l’attuale particolare condizione di abbandono e disagio logistico in cui versa la suddetta unità, smembrata e depotenziata nell’operatività. Le molteplici difficoltà sono incontrate quotidianamente dal personale medico, infermieristico, dai pazienti e dai genitori».
Nella richiesta d’aiuto che le famiglia hanno diffuso tra gli operatori della comunicazione cittadino c’è anche un resoconto di quanto fatto fino ad oggi. A luci spente: «In agosto, un primo incontro di alcuni genitori con il commissario del Gom, Iole Fantozzi, la quale si è dimostrata disponibile ad annettere l’unità al Dipartimento Materno Infantile ed alla Pediatria. Considerato tuttavia il progressivo depotenziamento dell’unità anche in termini di operatori sanitari, in data 20 ottobre 2020 abbiamo incontrato in videoconferenza i Garanti per l’infanzia e l’adolescenza del Comune e della Città metropolitana illustrando le molteplici difficoltà incontrate dagli operatori e da noi genitori nel corso della degenza e del Day-Hospital pediatrico dei nostri figli».
 

Sul versante istituzionale, confermano i genitori, «i garanti si incontreranno a breve con il commissario dell’Azienda ospedaliera di Reggio Calabria, chiedendo trasparenza in merito al futuro dell’unità di oncoematologia pediatrica». Non si può correre il rischio che questo reparto venga depotenziato, per questo i genitori si stanno mobilitando a creare un comitato per difendere il diritto alla cura dei propri figli: una presa di posizione che, però, sentito il Gom va nella direzione dei vertici dell’azienda ospedaliera che si stanno già confrontando con le Autorità preposte affinché questo non avvenga.

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