L’Italia si avvicina all’anniversario degli ottant’anni dalla nascita della Repubblica, un traguardo storico compreso tra il 1946 e il 2026. Nel saggio “Storia della Repubblica”, edito da Donzelli, lo storico Guido Crainz ripercorre l’intero cammino istituzionale del Paese, analizzando il delicato passaggio dalla devastazione postbellica alle riforme del miracolo economico, fino a esaminare l’odierna fase politica. L’opera traccia un bilancio sulle fragilità democratiche contemporanee, ponendo l’accento sulla dissoluzione della forma partito e sulla necessità di una rinnovata educazione civica per contrastare l’attuale declino civile e strutturale della classe dirigente.
L’Italia postbellica e la complessa ricostruzione nazionale
La Repubblica Italiana compie ottant’anni (2 giugno 1946 – 2 giugno 2026): traguardo che giunge al termine di un percorso intenso e tormentato, tra libertà, mutamenti positivi, ma anche declino etico, traumi, speranze, delusioni. L’Italia che nasce il 2 giugno 1946 è profondamente lacerata; è un paese che esce dal fascismo, dalla seconda guerra mondiale e da due anni di terribile occupazione nazista. C’era, in quel momento, l’esigenza di una rifondazione nazionale profonda e di iniziative capaci, lottare, prima di tutto, di lottare contro fame e sofferenze. Il Mezzogiorno – particolarmente – era allo stremo; nelle regioni meridionali era forte la sensazione delle popolazioni di non far parte dello Stato, o quantomeno di essere escluse dal progetto di ripresa avviato nel paese. Un vero e proprio sbandamento morale attraversava tutta l’Italia; all’orizzonte, s’intravedevano più nuvole nere, che cieli azzurri. Inizia così, con questa fotografia, la storia di un paese diviso, piegato e piagato, scisso nella guerra civile, e affazzonatamente ricomposto, che vive e sopravvive fra provvisori e poco chiari orizzonti, frantumato in tante isole prive di comprensione reciproca. Eppure, quel paese, in quell’anno 1946, sa trovare in séle forze per risollevarsi, per ricostruire non solo case e cose, ma anche i tratti italiani: la fisionomia, la qualità, della nazione smarrita.
L’analisi di Guido Crainz e le tappe istituzionali
La domanda oggi è: quanto e come siamo cambiati in questi ottant’anni di vita, vissuta comunque nella libertà? E quanto, della storia dell’inizio è ancora presente nella memoria del paese? Alle domande – che dovrebbe porsi un paese attualmente in declino civile e politico – prova a rispondere Guido Crainz, storico, autore del libro “Storia della Repubblica” (Donzelli editore, pagine 435, euro 28) , con cui riflette sul cammino difficile di ottant’anni di Repubblica. I diversi capitoli del libro sono le corrispondenti tappe del viaggio di Crainz: nascita dei partiti, Costituente, riforme, miracoli economici, tintinnar di sciabole (tentativi di golpe), movimenti studenteschi, lotte operaie, strategie della tensione, crisi occupazionali, ventennio berlusconiano, tangentopoli, crisi dei partiti, destre estreme per la prima volta al governo, con Fratelli d’Italia.
Il deterioramento dei partiti e le prospettive democratiche
Lo sguardo d’insieme non è incoraggiante. Viene fuori che il passato è dignitoso, ma il presente oltre che incerto è pessimo. Certo, non è solo italiana la crisi, ma dell’Italia in particolare colpisce – osserva Crainz – la rapidità del processo di dissoluzione, in un paese in cui la democrazia dei partiti era stata fino a un certo punto positiva, radicata e profonda. Se nel governo Meloni vi è il punto d’arrivo della negatività accumulata nel sistema politico in tanti anni, nel centrosinistra d’altra parte emerge l’incapacità di rinnovarsi, a conferma del deterioramento delle macchine partito, reso evidente da “un vuoto” di educazione civica e dall’assenza di selezione della classe dirigente, tema vitale per la sopravvivenza della democrazia, dice Crainz. C’è da augurarsi che possa presto affiorare la consapevolezza del dramma e si avvii una rifondazione generale del modo di essere, pensare e vivere della nazione. Nulla, di tutto questo – purtroppo – , al momento, appare all’orizzonte.













