Paravati, il vescovo: «Pronti per la consacrazione della chiesa»

Ancora un tentativo  di dialogo da parte del vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Luigi Renzo, con la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, l’ente ecclesiastico civilmente riconosciuto ispirato a Natuzza Evolo, mistica calabrese in odore di santità.
La lettera aperta del presule vuol sensibilizzare la Fondazione rispetto alla consacrazione e apertura dell’edificio di culto intitolato proprio al “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”, di cui l’ente risultata proprietaria.
«Trattandosi di edificio di proprietà privata, ma comunque destinato al culto pubblico ed alla pastorale, – scrive Renzo citando gli articoli dei codici civili e canonici applicabili al caso – la diocesi di Mileto-Tropea-Nicotera chiede l’assegnazione in comodato d’uso gratuito per la durata di 99 anni, tacitamente rinnovabile, dell’edificio di culto di Paravati».
Un passaggio obbligatorio, spiega il presule «volendo rispondere alle attese e alle richieste più volte manifestate sia dalla Fondazione che dai Cenacoli di Preghiera, meritevoli entrambi di aver curato con generosità e con libere offerte di tutti la costruzione della chiesa, secondo i “desiderata” di Mamma Natuzza».
«Da parte della diocesi – prosegue Renzo – ci sarà l’impegno non solo a procedere alla sua sollecita consacrazione, ma anche a costituirla, salvi i tempi canonici necessari, in Rettoria, in vista della sua successiva elevazione a Santuario diocesano».
Un segnale di apertura inequivocabile, che attende anche altre “risposte” da parte della Fondazione: «A riguardo poi dello Statuto, visto che, malgrado i tentativi fatti in questi anni, si continua a ritenerlo “intoccabile” e da non dover in nessun modo modificare, – dice il vescovo – la Fondazione in piena libertà e responsabilità, se crede, potrà conservarselo nell’attuale forma, chiaramente purificato dei riferimenti ad attività di culto e di pastorale, provvedendo, in tempi brevi, ad un suo nuovo riconoscimento solo civile».
Così la «Fondazione potrà continuare, stavolta solo civilmente, la sua attività sociale senza rischiare di perdere i diritti e le acquisizioni governative fin qui godute. Qualora poi la richiesta e la proposta non dovessero essere accolte, mi vedrò costretto ad attivare le procedure per la revoca definitiva alla Fondazione della qualifica di “religione e culto”, con le prevedibili conseguenze anche civilistiche».
Renzo, evidenziando i tanti passaggi fatti in questi anni anche dal cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione del Clero, ed ancora prima da altri Dicasteri vaticani, fissa entro il termine perentorio per le risposte necessarie della Fondazione.

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