Pd, dibattito acceso. Marino: «”Scorie” fisiologiche»

Giuseppe Marino

MetroCity, i giochi sono fatti. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Marino, candidato in pectore – in quota Pd – per il ruolo di vicesindaco metropolitano.

Città metropolitana, è il mandato decisivo. Dopo l’avvio della passata legislatura, i cittadini si attendono tanto. Quali sono le linee-guida che condurranno il suo agire?
Sono state per me settimane particolarmente intense, caratterizzate da una lunga e attenta fase di ascolto lungo i tanti centri della provincia che ho visitato. Il sentimento prevalente in numerose comunità del territorio metropolitano è rappresentato dal bisogno di un maggiore coinvolgimento nell’ambito dei processi decisionali, a cominciare dalla piena condivisione delle scelte strategiche legate al Recovery plan e al Next Generation EU. La mia idea, in tal senso, è proprio quella di favorire l’avvio di una grande e partecipata fase di protagonismo dei territori, anche attraverso consigli metropolitani itineranti. Il Sindaco Falcomatà è pienamente concorde su questo e gli stessi consiglieri metropolitani dovranno vivere il territorio, stare accanto ai sindaci, realizzare nei fatti un impegno di prossimità.

Dovesse individuare tre macro-settori su cui intervenire, quali ci indicherebbe?
L’emergenza sanitaria è il primo tema che occorre affrontare. La Città Metropolitana pur non avendo competenze dirette in materia, dovrà far sentire forte la sua voce sul versante degli investimenti per la medicina territoriale e dei servizi essenziali. Altra battaglia cruciale riguarda i trasporti e l’urgenza di far uscire intere aree da un inaccettabile isolamento. Occorre da subito definire un piano di rilancio dei collegamenti, anche partendo dai modelli virtuosi che il Comune di Reggio ha realizzato in questi anni attraverso il rilancio di Atam mentre sul fronte aeroportuale, credo che la Città Metropolitana debba entrare nella governance di Sacal. Infine dobbiamo aprire una stagione nuova sul versante dell’internazionalizzazione, scommettendo su Reggio terra di confine tra Europa e Mediterraneo. Il territorio metropolitano conserva ricchezze e risorse straordinarie, a cominciare dai borghi e dal patrimonio di tradizioni che dobbiamo recuperare, ripartendo con orgoglio dai territori e guardando ai grandi riferimenti culturali come Corrado Alvaro.

Come mai, secondo lei, non è stata eletta nemmeno una donna in Consiglio metropolitano? Così le quote rosa non funzionano, perché?
È certamente questo un dato negativo che non può fare piacere. Probabilmente sarebbe stata necessaria maggiore attenzione ed equilibrio da parte di chi, in seno ai partiti, ha composto le liste. La mancanza di donne all’interno dell’assemblea metropolitana è senza dubbio un fattore di debolezza che si sarebbe dovuto evitare.

All’indomani delle elezioni metropolitane, non sono mancati dei “mal di pancia” nella coalizione di centrosinistra. Teme qualche frattura?
Trovo sia fisiologico che una tornata elettorale, sia pur particolare come questa, possa lasciare qualche scoria. Tuttavia, le sfide che abbiamo davanti sono talmente importanti e decisive per il futuro del territorio che, ritengo, sia necessario uno scatto in avanti da parte di tutti nella direzione di una condivisione di programmi e azioni da attuare, superando i personalismi e coinvolgendo le minoranze nella definizione degli indirizzi strategici.

In tanti la vedono come possibile vicesindaco metropolitano. Ci può anticipare qualcosa? 
Fa naturalmente piacere ricevere gli attestati di stima e l’apprezzamento di tanta gente, in particolare dalla provincia, dal momento che il consenso che ho registrato è diffuso un po’ su tutto il territorio. Le responsabilità e le deleghe che verranno affidate, saranno frutto di un attento confronto e di una piena condivisione all’interno dei partiti e alla fine sarà il Sindaco Falcomatà ad operare le scelte che riterrà più adeguate.

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