Progetto Sud: la vicinanza della Cec e del Forum Terzo Settore

La Conferenza episcopale calabra, esprime la propria indignazione per l’ennesimo atto intimidatorio ai danni del personale e delle strutture della comunità “Progetto Sud”, diretta da don Giacomo Panizza, impegnata ormai da anni in una preziosa opera di rilancio dell’azione sociale, culturale, educativa e professionale nella Calabria intera, in territori oppressi dalla presenza della ‘ndrangheta. La Cec condanna con fermezza l’accaduto, manifestando solidarietà alla grande famiglia di “Progetto sud” ed a tutte le realtà che, alla sua stregua, si battono quotidianamente per l’affermazione della legalità e la costruzione di percorsi di legalità e giustizia, nel solco del Vangelo. Con l’auspicio che istituzioni, società civile, forze sociali e produttive possano unirsi sempre più sotto la comune bandiera dell’impegno contro la ‘ndrangheta, la corruzione ed ogni forma di sfruttamento e colonizzazione della terra di Calabria. Solo insieme, tutti insieme, sconfiggeremo le mafie, per l’edificazione di un regno di giustizia, di pace e di amore secondo il cuore di Dio. La Cec ritiene doveroso far sentire pubblicamente la propria vicinanza perché non passi mai l’idea che quanti sono in prima fila nella lotta per la legalità possano rimanere da soli, a causa del silenzio o dell’indifferenza altrui: non è certo tempo per spendere parole vuote, è come non mai tempo per scegliere parole giuste, esempi luminosi, testimonianze credibili.

«Vigliacchi! State sbagliando davvero se pensate di poter intimidire una realtà come la Comunità Progetto Sud con un gesto così vile, ancora più indegno perché rivolto agli operatori, persone che hanno scelto il lavoro sociale nel Terzo Settore e vivono il proprio lavoro come servizio per il bene comune», così il portavoce del Forum Terzo Settore, Luciano Squillaci, che aggiunge: «Persone che appartengono a quel piccolo esercito del bene, in Calabria quasi 12mila persone, che si sforzano ogni giorno di andare avanti nonostante i ritardi negli stipendi dovuti ad una burocrazia indegna ed all’indifferenza della politica. Professionisti qualificati che vengono considerati poco più di nulla è come tali vivono loro stessi lo stigma e l’emarginazione di chi assistono, educano ed accompagnano. Eppure nonostante questo, insieme alle loro organizzazioni, vanno avanti dimostrando quotidianamente che un’altra Calabria si può costruire. E allora cari vigliacchi state pur certi che Progetto Sud, con i suoi operatori, non si lascia intimidire, ma soprattutto state sicuri che non saranno mai soli, perché il Terzo Settore è unito. E sappiamo che è questo che fa davvero paura a voi ed a tutti quelli che vogliono una Calabria sottomessa e silente».

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