43 professionisti assegnati a 285 plessi, una rete di tutela e orientamento contro solitudine e fragilità
«La salute mentale è un tema troppo a lungo sottovalutato, spesso trattato in modo distorto, avvolto dal silenzio come fosse un tabù. È tempo di rompere questo muro e affrontare con coraggio una delle emergenze più invisibili del nostro tempo: il disagio psicologico tra i giovani».
È con queste parole che Domenico Giannetta, consigliere regionale calabrese, ha lanciato un appello chiaro e deciso: istituire in modo stabile e strutturato la figura dello psicologo scolastico in tutte le scuole italiane. Un’urgenza, quella della salute mentale tra i più giovani, che si riflette nei dati. «Il benessere psicologico – ha sottolineato Giannetta – sta finalmente conquistando il centro del dibattito pubblico, in particolare tra i giovani. Gli studi ci dicono che due studenti su tre vorrebbero uno psicologo a scuola. E questo è un dato che parla da sé, un bisogno reale che ancora oggi resta troppo spesso inascoltato».

Proprio per questo, un mese fa, Giannetta ha depositato al Consiglio regionale della Calabria un atto di indirizzo, con l’obiettivo di far partire proprio dalla Calabria un segnale forte e condiviso verso Parlamento e Governo, a sostegno della proposta di legge quadro per l’istituzione dello psicologo scolastico (DDL n. 1587), presentata dal senatore Mario Occhiuto e redatta con il contributo del ministro Giuseppe Valditara.
«Si tratta di una proposta che merita la più ampia condivisione – ha spiegato Giannetta – perché offre all’Italia una legge quadro fondata su un modello flessibile. Non ha una finalità sanitaria, ma educativa, preventiva e di ascolto, e prevede un’attuazione graduale. Si parte dalle scuole secondarie di primo e secondo grado, che sono le fasce d’età evolutiva più colpite, per poi estendersi progressivamente a tutti gli altri ordini scolastici. L’organizzazione prevede inizialmente uno psicologo esperto dell’età evolutiva, dei contesti educativi e della prevenzione ogni quattro scuole, con l’obiettivo di arrivare a un rapporto di uno psicologo ogni due scuole.
A sostegno del sistema è stato pensato un Fondo Nazionale per la Psicologia Scolastica, finanziato dal Ministero della Salute e integrabile dalle Regioni sia con risorse proprie che attraverso fondi europei. Il cambio di passo richiesto da Giannetta è culturale oltre che normativo. L’attenzione alla salute mentale nelle scuole, ha ribadito, deve diventare parte integrante del sistema educativo: «il dialogo, l’ascolto attivo e competente possono infrangere il silenzio che spesso circonda il disagio, il dolore, la solitudine. Questo non aiuta solo gli studenti, ma anche genitori, insegnanti, compagni» ha continuato Giannetta.
Se da un lato alcune scuole hanno già attivato sportelli di ascolto psicologico, Giannetta ha evidenziato come queste esperienze, pur lodevoli, spesso non siano continuative: «Senza una struttura stabile, il rischio è che si tratti solo di esperienze temporanee e frammentarie». L’iniziativa serve in sostanza a contrastare il disagio giovanile, costruire una nuova cultura sociale e adottare soluzioni legislative coraggiose. «La mente ha bisogno di attenzione e cura come ogni altra parte del corpo. Da qui deve partire una battaglia educativa e culturale. La Calabria vuole essere protagonista di questo cambiamento, e non più spettatrice silenziosa» ha concluso Giannetta.
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L’obiettivo? Garantire ascolto
La Regione Calabria compie un passo decisivo nella lotta al disagio giovanile. In una regione dove i dati sulla depressione tra ragazze e ragazzi risultano tra i più alti d’Italia, la salute mentale entra finalmente nell’agenda politica ed educativa con un progetto innovativo che introduce in modo organico lo psicologo nelle scuole.
L’iniziativa, denominata “Discutiamone a scuola – Psicologo scolastico”, rappresenta la prima esperienza strutturata in Italia e sarà avviata a partire dal nuovo anno scolastico. Si tratta di una sperimentazione dal valore complessivo di 9 milioni di euro di fondi europei, sviluppata dalla Regione Calabria in collaborazione con l’Europarlamentare Giusi Princi, l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Ordine degli Psicologi della Calabria.
Il progetto prevede l’inserimento di 43 psicologi nell’ordinamento scolastico regionale, distribuiti in 285 scuole del territorio per un totale di 2.893 classi tra primo e secondo ciclo. Una rete capillare, pensata per garantire ascolto, prevenzione e sostegno, con l’obiettivo di creare un presidio stabile contro il disagio e la solitudine che colpiscono sempre più adolescenti. La Calabria diventa così il laboratorio di una politica educativa che affronta la salute mentale come emergenza sociale e non più come questione marginale. Non un servizio accessorio o temporaneo, ma un modello che mira a radicarsi nelle scuole, rompendo il muro del silenzio che troppo a lungo ha circondato i disturbi psicologici in età evolutiva.
“Discutiamone a scuola” è soprattutto un investimento culturale: rappresenta la volontà di costruire una nuova sensibilità collettiva capace di integrare il benessere psicologico nella formazione dei giovani. Un progetto pilota destinato a tracciare la strada a un’organizzazione più ampia, in grado di garantire a ogni studente italiano il diritto a un supporto psicologico costante e qualificato, in cui la salute mentale degli studenti diventa un terreno di intervento prioritario, capace di unire istituzioni, scuola e professionisti in un impegno comune contro il disagio giovanile.













