Quella Chiesa «clandestina»

Nello Scavo, giornalista e inviato nelle aree di guerra per Avvenire, ha da poco pubblicato “Perseguitati”, un libro sull’attuale persecuzione della Chiesa in tutto il mondo. Il nostro autore non si fa trascinare dall’onda mediatica. Osserva, analizza, commenta: i fatti spesso sono riferibili a regioni lontane. Ma non c’è distanza che possa essere colmata dall’indifferenza.

La persecuzione contro i cristiani è ancora feroce in molte parti del mondo. Perché?

Ci sono molte ragioni, ma in generale pos- siamo dire che si tratta di scontri per difendere un interesse. Sia esso di tipo economico, culturale, sociale, o di “supremazia religiosa”. Il cristianesimo, infatti, non è mai privo di ricadute sociali e la novità che esso rappresenta viene spesso vissuta come una minaccia per chi ha fatto del sopruso, sotto qualsiasi forma, una regola di vita.

Chi uccide i cristiani?

Alcune volte i cristiani sono utilizzati come trofeo in una guerra tra gruppi islamici. Ma c’è anche il caso dell’Europa. Ho seguito il viaggio per centinaia di chilometri di alcuni gruppi di cristiani siriani attraverso i Balcani. Venivano regolarmente respinti.

Proviamo a fare una lettura geografica del fenomeno. In quali parti del mondo i cristiani rischiano di più?

La Chiesa è pressoché totalmente clandestina o fortemente ostracizzata in Paesi come Afghanistan, Pakistan, Sudan, Iran ed Eritrea. La pressione anticristiana cresce rapidamente nelle regioni del Sud–Est Asiatico e dell’Asia Meridionale. Ma fenomeni anticristiani si registrano anche alle porte d’Europa,

Papa Francesco ha affermato che i cristiani sono perseguitati “con il silenzio vergognoso di tanti”.

Ci sono interessi visibili, come quelli di chi vuole dominare un territorio o egemonizzare una determinata regione. E ci sono gli interessi opachi, dai produttori di armi a chi sfrutta la terra e poi ci sono i trafficanti di uomini, di droga, di schiavi. Ma l’elenco è ancora più lungo.

Esiste, però, anche una persecuzione “interna” alla Chiesa?

È difficile sostenere che vi sia una persecuzione di cristiani su altri cristiani. In questo caso più che di persecuzione religiosa possiamo parlare di conflitto “per” interessi. Certamente però esistono forti resistenze alla spinta di Papa Francesco, alcune sono sotto gli occhi di tutti, ma altre – e penso ad esempio alle mafie italiane e sudamericane che sfruttano e strumentalizzano il sentimento religioso – sono ampiamente sottovalutate.

Parliamo del rapporto tra Cristianesimo e Islam. È davvero così difficile?

Il viaggio in Egitto di Papa Francesco ha ribadito che di per sé il dialogo non è impossibile. Vi è un conflitto all’interno dell’Islam e questa tensione tracima all’esterno coinvolgendo i cristiani. Gli attentati contro i cristiani copti in Siria avevano lo scopo di destabilizzare le prospettive di dialogo.

Sulla copertina del libro c’è una domande: «Perché il cristianesimo non sarà più la religione maggioritaria nel mondo?»

È una domanda in parte provocatoria, quasi un appello a svegliarsi, a vedere il mondo per come è, immaginando le prospettive. E il “silenzio vergognoso di tanti”, come lo ha definito Bergoglio, potrebbe facilitare questa prospettiva.

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