Avvenire di Calabria

La portavoce del Movimento Cinque Stelle in Calabria chiede le dimissioni del sindaco

Reazioni | Dieni: «Il 70% dei reggini ha bocciato Falcomatà»

Redazione Web

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

«Matteo Renzi si è finalmente dimesso, cosa aspetta ancora Giuseppe Falcomatà?». Così la deputata del M5S Federica Dieni. «Il 5 dicembre 2016 – continua – sarà ricordato come il giorno in cui è stata salvata la Costituzione e in cui l’Italia è stata liberata dal ducetto di Rignano. Ma mentre Renzi si è assunto la responsabilità di una clamorosa sconfitta – e non poteva fare altrimenti –, a Reggio Calabria il sindaco tace, nonostante sia stato uno dei principali sostenitori di una riforma che, avesse vinto il Sì, avrebbe spazzato via i diritti fondamentali della nostra Repubblica». «Il 70% dei reggini – prosegue Dieni –, rifiutando la riforma, ha anche detto No a Falcomatà e a una amministrazione che, negli ultimi mesi, si è preoccupata più di consegnare uno scranno in Senato al suo capo piuttosto che di risolvere i gravissimi problemi di una città che in due anni ha fatto passo indietro impressionanti». La deputata aggiunge: «Il trionfo del No è una conquista del M5S e, soprattutto a Reggio, rappresenta la vittoria di Davide contro Golia. Qui un piccolo ma agguerrito gruppo di volontari e di attivisti è riuscito a sconfiggere nettamente la corazzata messa in piedi da Falcomatà e dai suoi tirapiedi. Le truppe cammellate del Pd, i soliti gruppi di potere, le lobby locali, i comitati d’affari sono stati spazzati via da un voto libero e consapevole, espresso dalle forze più sane della città». «Falcomatà – conclude Dieni – adesso non può fare lo gnorri, non può fingere di non conoscere Renzi e ignorare quel che è successo nella più grande città della Calabria. Il voto di ieri, oltre ad archiviare una riforma orribile, è una secca bocciatura dell’operato del sindaco di Reggio, che per responsabilità politica dovrebbe quanto meno ammettere la sconfitta e prendere le decisioni conseguenti. Il M5S, dal canto suo, è pronto a inaugurare una nuova stagione in una città che ha bisogno di voltare definitivamente pagina».

Articoli Correlati

Guida al Referendum: ecco cosa cambia votando «Sì»

Domenica 20 e lunedì 21 settembre si voterà anche per il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, in concomitanza con le elezioni regionali e comunali. Le urne saranno aperte domenica 20 settembre dalle 7 alle 23 e lunedì 21 settembre dalle 7 alle 15. Se il Sì vincerà, i parlamentari passeranno dagli attuali 945 a 600. Nello specifico, i deputati alla Camera si ridurranno da 630 a 400, mentre i senatori passeranno da 315 a 200.

This website uses cookies to ensure you get the best experience on our website.