Ai Overview: L’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, Fortunato Morrone, ha incontrato i giovani e i bambini delle parrocchie diocesane in occasione del pellegrinaggio mariano in Piazza Duomo. L’evento, promosso dall’Ufficio catechistico in collaborazione con l’Azione cattolica e gli Scout, ha intrecciato la devozione alla Madonna della Consolazione con la spiritualità di San Francesco d’Assisi, a 800 anni dalla sua morte. Nel suo intervento, il presule ha esortato i più piccoli alla semplicità di cuore e ha rivolto un appello agli adulti, invitandoli a costruire un’alleanza educativa all’interno delle comunità parrocchiali per arginare e valorizzare l’energia delle nuove generazioni.
La preghiera in Piazza Duomo e l’esempio di San Francesco
Trenta secondi a occhi chiusi davanti all’immagine della Madonna della Consolazione: questo è il gesto che l’arcivescovo Fortunato Morrone ha chiesto domenica pomeriggio ai bambini e ai ragazzi delle parrocchie di Reggio Calabria-Bova, affinché ciascuno affidasse a Maria ciò che portava nel cuore. Proprio il silenzio ha chiuso la sua riflessione durante il pellegrinaggio mariano dedicato ai più giovani della diocesi. L’appuntamento, organizzato in sinergia dall’Ufficio catechistico diocesano insieme all’Acr, ha riunito in Piazza Duomo i gruppi di catechismo e le associazioni, dall’Azione cattolica agli Scout. Il tema, «Con Francesco per la via, il nostro cuore va a Maria», era correlato agli 800 anni dalla morte del santo di Assisi oltre che, naturalmente, alla Patrona della Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova, la Madonna della Consolazione.
Durante il momento di riflessione proposto ai mille partecipanti, un ragazzo ha vestito i panni del poverello di Assisi: prima ha pregato davanti al quadro della patrona con testi delle fonti francescane, poi ha parlato ai presenti dei poveri e dell’amore fraterno. Dopo la lettura del Magnificat, l’arcivescovo ha scelto di parlare di semplicità perché Francesco, ha spiegato, ha mantenuto un cuore piccolo, come Maria, che nel cantico si rivolge a un Dio «onnipotente nell’amore»: «Dio sa soltanto amare», ha detto il presule ai ragazzi, e ha descritto il cuore del santo con un paragone rivolto a loro: «Semplice come voi bambini». Agli adulti ha chiesto di imparare dai più piccoli, poiché per lui «povero significa essere semplici» e poi ha invitato la piazza ad applaudire chi accompagna i ragazzi, a cominciare dai genitori, dato che nei loro volti, ha detto, si riconosce il volto del Signore.
L’appello agli adulti per un’alleanza educativa
L’ultima parte dell’intervento dell’arcivescovo Morrone è stato indirizzato ai più grandi: «Noi siamo gli argini di questi ragazzi», ha detto Morrone, che ha attribuito i fatti accaduti di recente a un ascolto distratto da parte degli adulti. La proposta, quindi, è un’alleanza educativa, e l’arcivescovo ne ha indicato la sede: «la comunità parrocchiale è il luogo dove questa alleanza, compresa la scuola, può attuarsi». Ha usato anche un’immagine legata al territorio, quella delle fiumare: l’energia dei ragazzi somiglia a un fiume in piena e va accompagnata perché non straripi e non si disperda. Il compito, nelle sue parole, è aiutare i ragazzi a dare il meglio di loro stessi, anche più di quanto abbiano saputo fare gli adulti: per Morrone è questa la strada che permette alla storia di andare avanti, perché così «c’è futuro per tutti».













