Reggio Calabria, domenica 28 la chiusura diocesana del Giubileo

In Cattedrale, alle 17, la Messa Solenne con famiglie, bambini e anziani per vivere l’amore condiviso annunciato nella Spes non confundit

La diocesi di Reggio Calabria-Bova si prepara a vivere l’ultima tappa dell’Anno Giubilare con una celebrazione dal forte significato liturgico e comunitario, nel segno della famiglia e della speranza condivisa.

Reggio Calabria, il 28 dicembre la chiusura del Giubileo

Sarà la Festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe, domenica 28 dicembre 2025, a segnare la conclusione dell’Anno Giubilare nelle Chiese particolari, come stabilito da papa Francesco nella Bolla Spes non confundit.



Anche la Chiesa di Reggio Calabria-Bova parteciperà a questo momento di comunione con l’intera Chiesa universale attraverso una solenne celebrazione eucaristica alle 17 nella Cattedrale.

Famiglie, bambini e anziani al centro della liturgia

In preparazione all’evento, l’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia ha diffuso una lettera che rilancia il messaggio di papa Leone XIV dedicato al Giubileo delle famiglie, dei bambini, dei nonni e degli anziani. Un testo che richiama il cuore della missione evangelica affidata alle famiglie, invitate a custodire «il prezioso mandato del Vangelo» e a vivere in «unione universale», per realizzare una comunione fondata sull’amore. Nel documento vengono proposte alcune indicazioni per le parrocchie, articolate in due direzioni.


PER APPROFONDIRE: Il seminarista Vincenzo Foti ha ricevuto il ministero dell’accolitato


Il primo orientamento riguarda la dimensione liturgica: si suggerisce di celebrare la solennità con una liturgia eucaristica dedicata alle famiglie, con il coinvolgimento diretto di bambini, nonni e anziani nei momenti di preghiera e servizio. Una scelta che esprime il volto domestico della Chiesa, capace di valorizzare le generazioni nella loro ricchezza spirituale ed esperienziale.

Un gesto concreto per le famiglie più fragili

Il secondo orientamento guarda invece alle comunità e al territorio. La diocesi invita a compiere un gesto concreto attraverso «la visita agli anziani soli, alle famiglie che affrontano povertà, disabilità, malattia, disoccupazione e condizioni di fragilità sociale, o ancora verso quelle famiglie che, per vari motivi, sono spiritualmente più lontane ed ignorano l’invito all’incontro con Dio». Una Chiesa in uscita, ricorda l’équipe, è chiamata a scegliere di «non dimenticare nessuno», soprattutto nel tempo di Avvento.

La visita, profondamente legata alla tradizione locale, assume così un significato pastorale e sociale: è «occasione di incontro tra diverse generazioni, un modo per ribadire che anche i più soli sono al centro delle nostre comunità». Può tradursi in un ascolto condiviso, in una preghiera, nella lettura del messaggio di papa Leone XIV o in un semplice gesto di prossimità.

Un segno comune di preghiera e affidamento

L’obiettivo resta quello di far giungere a tutti il messaggio di «vicinanza e consolazione» che la Festa della Santa Famiglia richiama. Il percorso si concluderà con un segno comune di preghiera: al termine delle celebrazioni si propone infatti di condividere la Preghiera alla Santa Famiglia donata dal compianto papa Francesco, come affidamento delle famiglie e delle comunità alla protezione di Gesù, Maria e Giuseppe.



In questo spirito di vicinanza e comunione, la diocesi si prepara dunque a vivere l’ultima tappa del Giubileo, lasciandosi guidare da un invito che attraversa tutta la Spes non confundit: la speranza cristiana nasce e cresce solo quando diventa amore condiviso.

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