Avvenire di Calabria

Alberi in città, Reggio Calabria al terzo posto alle spalle di Genova e Firenze: un riconoscimento dovuto al Parco Aspromonte

Reggio Calabria tra le città più green, ma mancano investimenti sullo slow tourism

Manca una visione d'insieme; tra i vari spunti che andrebbero approfonditi ci sono anche l'Archeotrekking e lo slow tourism

di Redazione Web

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Recentemente Open Polis ha pubblicato una ricerca dove si evince che Reggio Calabria è tra le Città metropolitane più green d'Italia. Esattamente si posizione al terzo posto alle spalle di Genova e Firenze. Un risultato lusinghiero, ma che deve far riflettere chi amministra sul grande potenziale del polmone verde metropolitano: il Parco nazionale dell'Aspromonte.

La sfida green di Reggio Calabria: sarà vero sviluppo?

C’è una classifica in cui Reggio Calabria è terza e Milano penultima. Stiamo parlando dello studio di OpenPolis pubblicato dal Ministero della Transizione ecologica che fotografa lo stato di salute delle Città metropolitane rispetto al verde pubblico.

Grazie alla massiccia presenza del Parco nazionale dell’Aspromonte, il 48% del territorio metropolitano di Reggio Calabria è coperto dal verde. Una peculiarità unica nel panorama nazionale che proietta la Città dello Stretto al terzo posto alle spalle di Genova e Firenze. Ci sarebbe da esultare, quindi, se non fosse che la montagna reggina è un gigante “dai piedi di argilla”.


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Come dimenticare le immagini di questa estate quando le fiamme hanno divorato ettari di bosco. Dopo una stagione fortunata guidata dal ticket Tralongo-Bombino col riconoscimento della faggeta vetusta di Valle Infernale nel parco dell’Aspromonte quale patrimonio mondiale dell’umanità dell’Unesco, si sono perse le tracce dell’Ente Parco nazionale dell’Aspromonte dai radar dell’opinione pubblica.

Orfano dell’apice amministrativo - è ancora in attesa di subentrare il nuovo direttore - l’Ente Parco ha conosciuto un’inesorabile “svuotamento” della struttura operativa, con tantissimi funzionari che hanno fatto richiesta (ottenendola) di mobilità altrove. A questo si aggiungono le preoccupazioni che attanagliano gli appassionati della montagna in vista dell’estate.

Stiamo parlando della campagna antincendi: a che punto è la messa in sicurezza del patrimonio verde dell’Aspromonte? Sulla vicenda c’è la garanzia della cabina di regina in Prefettura, ma in tantissimi tra attivisti e agricoltori stanno procedendo a macchia di leopardo. Basterà? Il tema dei fondi per la montagna è sempre “caldo”.

Usando un gioco di parole sembrerebbe che “il verde sia al verde”. Eppure nelle ultime ore è arrivata una novità positiva: si intitola “Aspromonte in Città, una città metropolitana verde, sostenibile, inclusiva e smart” ed è un progetto con ben 118 milioni di euro in arrivo dai fondi Pnrr.


PER APPROFONDIRE: Aspromonte, la Rocca del Drago diventa un cartone animato


Slow tourism, pochi investimenti

Navigando online il “turismo lento” (o in inglese slow tourism) e l’Archeotrekking rappresentano due delle ricerche più frequenti per i turisti alla ricerca di «esperienze di viaggio» che vadano oltre lo steccato delle visite ai luoghi d’arte o alle principali città. Nella mappa degli appassionati rientrano località che, in verità, sono “fuori” dagli interessi di massa. Per attrarre i flussi turistici serve un buon posizionamento online e una discreta dose di organizzazione. Fattori che avrebbero bisogno di un sostegno pubblico, mentre in Aspromonte è quasi tutto sulle spalle di privati e volontari.

Tra cui il gruppo di escursionisti de “Il Giardino di Morgana”, una realtà confederata all’Aigae, l’Associazione italiana guide ambientali escursionistiche. Tra le ultime camminate promosse rientrano Pentidattilo, Oppido Vecchia e il Tracciolino, un monte che sovrasta Palmi. Infine, sempre i volontari de “Il Giardino di Morgana” segnalano le passeggiate con lo storico: provare per credere l’Archeotrekking alla scoperta del castello dell’Amendolea.

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